APOTEOSI ROMA, DZEKO GOL TRASCINA LA ROMA AI QUARTI: "SONO RIMASTO PER GIOCARE PARTITE COSI'..." - DOPO 11 ANNI IL CALCIO ITALIANO PIAZZA DUE SQUADRE TRA LE MIGLIORI 8 D’EUROPA – A COMPLETARE IL TRIONFO TRICOLORE C’E’ MONTELLA CHE COL SIVIGLIA ELIMINA MOURINHO - DI FRANCESCO: "AVVERSARIO DA EVITARE AI QUARTI? SOLO LA PAURA..." - VIDEO


 
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Andrea Pugliese per gazzetta.it

 

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È il trionfo di Dzeko, dell’uomo che non doveva esserci e che invece porta la Roma tra le otto regine d’Europa. È la quarta volta nella storia dei giallorossi che arrivano fin lassù, la prima grande vittoria della storia di Di Francesco allenatore. Con il gol ad inizio ripresa dell’attaccante bosniaco la Roma così supera per 1-0 lo Shakhtar e ribalta la sconfitta (2-1) subita all’andata in Ucraina. Non è stata una partita bellissima, ma contava poco. Quel che contava, invece, era vincere, anche eventualmente soffrendo. E la Roma ci è riuscita. Volando tra le migliori d’Europa.

 

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Di Francesco conferma la formazione tipo, optando come modulo per il 4-3-3. Fonseca, invece, conferma il classico 4-2-3-1 dello Shakhtar , puntando su quel palleggio che gli permette di tenere in pugno la partita per lunghi tratti del primo tempo. Del resto la Roma prova ad aggredire ad intermittenza, ma non trova mai le misure giuste e finisce spesso nel ritrovarsi imbrigliata nel lungo possesso palla avversario. Così i minuti scorrono senza molti sussulti, con lo Shakhtar che cerca di allungare il campo (quando la Roma si ritrae) per trovare gli spazi per far male e la squadra di Di Francesco che prova un paio di spunti in fascia, con la regia iniziale di Dzeko (smistamento del pallone sull’esterno) e la sovrapposizione di Kolarov su Perotti.

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Di emozioni vere, però, poche, se non zero, con il primo sussulto che arriva proprio così, da un traversone basso di Kolarov su cui Pyatov è bravo nell’uscita bassa sui piedi di Dzeko. Poi i pericoli sono quasi tutti dall’altra parte: prima con un tiro da fuori di Taison (28’) finito alto, poi con la volata solitaria (33’) conclusa malissimo da Ferreyra dopo un erroraccio in disimpegno di Fazio e infine con un salvataggio di Kolarov (43’) in extremis sullo stesso Ferreyra. In mezzo un tiro (velleitario) di Perotti da fuori e niente più. Nel complesso un primo tempo tutto sommato brutto, fatto più di giocate in orizzontale che in verticale.

 

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La ripresa è tutta altra storia, anche perché la Roma trova quasi subito il gol del vantaggio. Succede al 7’, con una splendida giocata in verticale di Strootman a trovare nello spazio Dzeko, bravo poi a trafiggere Pyatov in uscita con un esterno destro che passa beffardo sotto le gambe del portiere ucraino e si adagia in fondo alla rete. L’Olimpico si infiamma e tre minuti dopo la Roma ha anche la palla del 2-0, ma da buona posizione Perotti calcia debolmente tra le braccia dello stesso Pyatov. Ora lo spartito della partita è diverso, con lo Shakhtar costretto ad alzare il ritmo ed a cercare il gol del pari. De Rossi salva splendidamente in tackle due situazioni pericolose in area di rigore, dall’altra parte invece Dzeko è ancora pericolosissimo al 17’ con un destro da fuori area di un soffio fuori (bello lo scarico in corsa di Nainggolan sul rimorchio del bosniaco). Allora Di Francesco decide di rinforzare la fascia destra, dove gli ucraini sembrano poter essere più pericolosi e mette dentro Gerson per Under, con il brasiliano che deve fare densità in mezzo al campo e coprire in fascia le discese di Ismaily. Su di una ripartenza (22’) è però ancora la Roma a rendersi pericolosa, sempre con Dzeko, che conclude male un coast to coast di Perotti.

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Poi tocca a Gerson avere un pallone d’oro (28’) su assist di Kolarov, ma il brasiliano perde il tempo giusto per calciare e spreca tutto malamente. Il leit motiv è oramai questo, con lo Shakhtar proteso in avanti a caccia del gol-qualificazione e la Roma pronta a colpire negli spazi. Al 33’ succede di tutto. Un errore in disimpegno dello Shakhtar libera Dzeko davanti a Pyatov e Ordets non può far altro che fermarne la corsa trattenendolo per un braccio. Il rosso è matematico, Ferreyra perde le staffe e se la prende con un raccattapalle, reo secondo l’argentino di perdere tempo. Scoppia anche un accenno di rissa, subito rientrato. L’ultima mossa di Fonseca è Dentinho, l’uomo che in pieno recupero arriva in ritardo di un soffio sull’assist di Taison. Finisce così, nell’apoteosi giallorossa. La Roma vola ai quarti di Champions, tra le otto regine d’Europa.

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