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    GENERAZIONE SVALVOLATA - A TIVOLI UN 14ENNE PROVA A IMPICCARSI CON IL CAVO DELLA PLAY STATION: NON VOLEVA MORIRE, SOLO PROVARE IL “BLACKOUT”, L’EUFORIA CHE SI SENTE NEL RIPRENDERSI DA UN ARRESTO CARDIACO - IL RAGAZZO AVEVA VISTO IN RETE UN VIDEO SUL “GIOCO DEL SOFFOCAMENTO” CONOSCIUTO ANCHE COME “CHOKING GAME”


     
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    Raffaella Troili e Fulvio Ventura per “il Messaggero”

     

    CHOKING GAME CHOKING GAME

    Si è impiccato con il cavo della play station, ma non voleva morire, piuttosto provare quell' euforia che si sente nel riprendersi da un arresto cardiaco. Per poco non è finito in tragedia l' ennesimo stupido gioco di moda tra i ragazzi e diffuso in rete. A Villa Adriana, quartiere sotto Tivoli, giovedì sera un quattordicenne è stato trovato dai genitori, allarmati dal lungo silenzio, privo di sensi in bagno, il cavo della playstation al collo.

     

    Dalle prime ricostruzioni il ragazzino ha cercato di emulare il cosiddetto blackout il gioco del soffocamento conosciuto anche sotto le voci Fainting game o Choking game, che è il gioco dello svenimento da strangolamento o da ipocapnia autoindotta (ridotta anidride carbonica del sangue). L'ennesima pratica sciocca in voga tra i teenager.

     

    In questa variante gli adolescenti cercano di soffocarsi per provocarsi stati di euforia che poi condividono sui social o su whatsapp e telegram. Sarebbe esclusa l' ipotesi del suicidio, il giovane non avrebbe avuto particolari problemi a scuola né ha lasciato messaggi.

    CHOKING GAME CHOKING GAME

     

    Al contrario, qualche giorno prima, avrebbe mostrato al padre un video trovato su youtube legato al blackout. Il ragazzo di Villa Adriana, subito soccorso dal padre e dagli agenti del commissariato di Tivoli ora sarebbe fuori pericolo. Un agente ha praticato al 14enne la respirazione bocca a bocca mentre il padre continuava il massaggio cardiaco. Dopo tanto, tanto tempo, il cuore del ragazzino ha iniziato a battere. Il blackout era finito. Ma lo stesso è arrivato in condizioni gravissime al pronto soccorso.

     

    Ancora tutti da valutare eventuali danni riportati per la prolungata ipossia. Dopo esser stato stabilizzato è stato trasportato al Gemelli di Roma, dove per tutta la giornata di ieri è rimasto in osservazione. I medici del San Giovanni Evangelista di Tivoli gli hanno diagnosticato una trazione importante al midollo cervicale.

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    Dalle prime ricostruzioni sembra che quando si è stretto il cappio al collo comunque toccasse con i piedi e questo potrebbe averlo salvato. Ora gli agenti del pool antiviolenza del commissariato di Tivoli, guidato dall' ispettore superiore Davide Sinibaldi, stanno cercando di ricostruire l' esatta dinamica.

     

    AVEVA VISTO UN VIDEO

    Sembrerebbe che il ragazzo si fosse chiuso in bagno. I genitori insospettiti e non avendo risposta hanno sfondato la porta trovandolo svenuto. Subito il padre ha liberato il ragazzo dal cappio e iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. Poi gli agenti delle volanti gli hanno dato il cambio in attesa del 118. Interventi decisivi, che gli hanno salvato la vita. In ospedale è arrivato in codice rosso, quasi esanime, un fagotto che dimostrava ancor meno anni della sua età.

     

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    La pratica del blackout diffusa in molti video postati on line può causare morte o danni cerebrali. Altri casi in passato ci sono stati a Bressanone, Rovigo, a Padova nel settembre scorso, sfide estreme, prove di coraggio tra giovani che nel giro di pochi minuti ciondolano a terra senza vita, per poi esser presi a schiaffi e riprendersi come ebeti. Nel 2009 è rimasto vittima di un gioco auto-erotico l' attore americano David Carradine mentre stava girando un film in Thailandia.

     

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    La polizia locale ha riferito che «aveva una fune legata attorno al collo e un' altra intorno all' organo sessuale, ed entrambe le corde erano legate insieme e appese all' asta dell' armadio in cui è stato trovato». Resiste la tragica moda di farsi i selfie sui binari del treno, come pure il Blue whale, che istiga i ragazzi al suicidio al termine di una lunga serie di prove sempre più agghiaccianti. Per provocarsi uno stato di euforia dovuto alla carenza di ossigeno o per sentirsi - poveri piccoli stupidi - forti e coraggiosi.

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