GO GOGGIA GO – DOPO L’ORO OLIMPICO, L’AZZURRA SI PRENDE LA COPPA DEL MONDO DI DISCESA LIBERA, BATTUTA ANCORA LA VONN (CHE CHIUDE IN LACRIME) – “E’ UN GRANDISSIMO ONORE GAREGGIARE CON LEI. SUPERARLA E’ QUALCOSA DI INCREDIBILE" - E ADESSO PUO' FESTEGGIARE CON LE SUE "CHIAPPONE" PER ARIA...


 
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Da gazzetta.it

 

Piange, Sofia, con la Coppa di cristallo di discesa in mano. Ha appena abbracciato Lindsey Vonn, scura in volto, quasi in lacrime e disperata a fine gara, rassegnatasi al secondo posto in classifica nonostante la meraviglia numero 82 in carriera. E dopo aver festeggiato, convinta di aver fatto il colpaccio del sorpasso sul filo. Sei i centesimi che hanno diviso ad Are Lindsey da Sofia, tre i punti di vantaggio della Goggia sulla Vonn in classifica. Per l'azzurra è il 21° podio in carriera, con quattro vittorie, 10 secondi e 7 terzi posti, oltre all'oro olimpico di PyeongChang e al bronzo in gigante dello scorso anno ai Mondiali di St. Moritz.

 

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Il momento per lo sci italiano è di quelli da ricordare per sempre. La 25enne bergamasca, dopo aver urlato, abbracciato, baciato tutti, incassati i complimenti delle avversarie, a caldo dice: "Un momento meraviglioso, un sogno che si avvera oggi. I giorni precedenti sono stati durissimi da vivere, la tensione è stata altissima. Ero distrutta, affaticatissima. Lindsey Vonn? Lei ha vinto la gara, ma io ho vinto la classifica generale: è un grandissimo onore gareggiare con lei, per me batterla alla fine di questa stagione è qualcosa di incredibile".

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Flavio Vanetti per il Corriere della Sera

 

 

Si ritrovano, 22 giorni dopo la disfida di Jeongseon che vide Sofia Goggia centrare l' oro olimpico della discesa lasciando Lindsey Vonn al bronzo. L' americana vuole ribaltare il verdetto e prendersi la Coppa del Mondo della libera, rimontando 23 punti di svantaggio. L' Ok Corral s' è spostato nel cuore della Svezia, dove tra un anno si disputeranno i Mondiali. È un mercoledì anche stavolta, come in Corea. È un buon segno che si lega ai ricordi felici proposti dalla pista a ridosso del grande lago ghiacciato: qui Isolde Kostner, nel 2001 e prima italiana a riuscirci, conquistò lo stesso trofeo che la Goggia insegue. Ma Aare ha dato anche la coppa dello slalom a Giorgio Rocca (2006) e l' oro iridato a Patrick Staudacher (2007). È troppo chiedere che il tris diventi un poker?

 

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Sofia Goggia, sente la pressione o la leggerezza di essere campionessa olimpica?

«Né l' una né l' altra cosa. Avere quell' oro al collo non cambia nulla, questa è una storia a sé. La prova di ieri è stata senza infamia e senza lode: tutte abbiamo sbagliato, la neve era molle. E oggi dovremo provare, prima della gara, la parte alta che è stata cassata. Un bel "biscottone", insomma: devo affrontare un potente lavoro di testa».

 

È «solo» una sfida per la coppa o è qualcosa di più?

«È una battaglia unica nella sua singolarità. Punto».

 

Oltre a starle davanti, c' è altro da fare per battere Lindsey Vonn?

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«Mi concentrerò sulle cose strettamente necessarie, come in Corea. Devo trovare la miglior Sofia, considerando che potrebbe essere una gara piena di sorprese. Mi auguro solo che il meteo ci metta tutte sullo stesso piano».

 

Sofia è più tesa qui o era più tesa ai Giochi?

«Forse un po' di più qui. Ma sono situazioni differenti, non paragonabili».

 

Come ha preparato la battaglia finale?

«Rimettendo subito gli sci in gara, tornando sul pezzo. Come dice Michela Moioli, la vittoria toglie un po' di quello che ti dà. Anche se l' ho affrontata già il giorno dopo, la fase di elaborazione della vittoria si ripercuote nelle settimane successive: io ho cercato la semplicità».

 

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Lei in Corea parlò di consapevolezza di aver vinto qualcosa di importante: che cosa significa?

«Parlavo con Innerhofer in palestra, Christian ha usato questa frase: "Vincere i Giochi o salire sul podio vuol dire essere presenti nel momento in cui devi esserci". È una cosa che sapevo già, ma sentirla mi ha emozionato».

 

Che cosa rappresenterebbe questa coppa?

«Un altro sogno che si realizza».

 

Quale Vonn si aspetta?

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«Nessuna Vonn, voglio solo Sofia Goggia!».

 

Vi scambierete «occhiatacce» in partenza?

«Ma mica è la guerra civile Ci daremo un cinque e ci diremo: vinca la migliore».

 

Ha il paracadute, in caso di sconfitta?

«No e non lo voglio: punto a vincere. Ma alla coppa, nel caso, penserò solo dopo la gara».

 

Ha già dato un' idea per il dopo-stagione?

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«Mi rilasserò a casa, andrò a fare heliskiing in Canada e poi programmerò con la Fisi un quadriennio cruciale: so di poter vincere ancora molto».

 

Con la battuta dell'«ippopotamino che bacia la neve» è diventata simpatica a tutti

«Allora proverò a concedere il bis, per festeggiare con le mie "chiappone" per aria. Devo raggiungere Michela, che all' oro olimpico ha aggiunto la Coppa del Mondo di snowboardcross: una doppia doppietta bergamasca, perché no?».

 

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