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    L’AMORE E’ ETERNO FINCHE’ DURANT (KEVIN) – DOPO AVER VINTO IL PRIMO TITOLO NBA DELLA SUA CARRIERA, IL CAMPIONE DI GOLDEN STATE, MVP DELLE "FINALS", HA RICEVUTO MESSAGGI ANCHE DA OBAMA (“MI HA DETTO CHE AVEVO GIOCATO BENE IN DIFESA E DI GODERMELA”) E DALLA SUA EX DEL LICEO:NON CI PARLAVAMO DA UN PO'. HO GUARDATO UNA SUA FOTO RECENTE: È ANCORA CARINA” - VIDEO


     
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    Davide Chinellato per gazzetta.it

     

    DURANT DURANT

    La sbornia, colpa di quel paio di birre bevute in spogliatoio con i compagni per celebrare il trionfo, se n' è andata da un pezzo. L' espressione beata di chi vive il momento più bello della propria vita invece è ancora lì, a ricordare a tutti che Kevin Durant ce l' ha fatta, che ha aiutato i Golden State Warriors a vincere il titolo Nba, il primo della sua carriera. L' mvp delle Finals ha lo stesso sguardo felice e incredulo da quando è finita la serie con Cleveland. Ce l' aveva quando ha abbracciato LeBron a fine partita, quando si è fatto tirare il pizzetto da mamma Wanda sul podio in diretta tv. L' ha mantenuto anche martedì, quando ha incontrato il g.m.

     

    Myers per iniziare a parlare del rinnovo. E aveva lo stesso sguardo anche quando ieri ha sfilato per le strade di Oakland davanti a quasi due milioni di persone, la Dub Nation esultante per i suoi Warriors ancora in trionfo.

     

    «Ti senti un boss - racconta Durant , con la felicità che ha rimpiazzato nel suo sguardo la determinazione da Finals -. Non è come quando vai alle giostre da bambino, quando le vedi e sai che vorrai passare tutto il giorno sopra.

     

    Questa è una cosa da adulti. Voglio andare a casa guidando la mia bella macchina, tirare fuori un buon sigaro e fumarmelo rilassato davanti al caminetto, sorseggiando un bel bicchiere di vino. E' una sensazione incredibile sapere di essere la miglior squadra Nba per il lavoro fatto durante l' anno. E avere quella formula vincente già pronta per essere usata di nuovo ti fa venire voglia di riprendere subito».

     

     

    durant durant

    Lunedì sera sul cellulare di Durant sono arrivati più di 200 messaggi, oltre a una marea di mention via social. Ce ne sono due che l' hanno colpito. «Mi ha scritto la mia ragazza dell' ultimo anno al liceo. Non ci parlavamo da un po', non so nemmeno come abbia avuto il mio numero. Ho guardato una sua foto recente: è ancora carina». L' altro è l' unico a cui ha cercato di rispondere: «Era del Presidente Obama, l' ha mandato a qualcuno per farmelo avere. Mi ha fatto le congratulazioni, detto che avevo giocato bene in difesa e di godermela. E' stato speciale, per questo ho cercato di rispondergli». Durant vuole godersi la festa ma pensa anche al futuro.

     

    «Voglio rimanere perché abbiamo appena vinto il titolo e voglio vedere se riusciamo a farlo anche l' anno prossimo» assicura KD, che la scorsa estate firmò con i Warriors un contratto per un anno con opzione sul 2°. Oltre a lui, però, ci sono altri 9 giocatori che dal 1° luglio saranno free agent: a cominciare da Curry, per cui è pronto un rinnovo quinquennale da 205 milioni.

    durant obama durant obama

     

    Con Thompson e Green già sotto contratto, lo stipendio di Durant diventa fondamentale per tenere il gruppo unito: per permettere a Myers di presentarsi con offerte competitive da Iguodala e Livingston, serve che KD conceda uno sconto di almeno 4 milioni. «Ho cominciato da 2 giorni a pensare al lato economico. Questa è una squadra speciale, sono certo che troveremo il modo di tenere il gruppo unito per poterci riprovare l' anno prossimo»

     

     

    DURANT DURANT

    C' è solo un momento in cui Durant perde lo sguardo perso e torna il killer che ha steso Cleveland. «Superteam? Se tutti volevano Curry, perché non l' hanno chiamato col numero uno al draft?

     

     

    Thompson doveva essere semplicemente un discreto tiratore, Green un lungo di neanche due metri che in Nba non ce l' avrebbe mai fatta. Tanti sono andati ben oltre le aspettative, sono riusciti a vincere mettendo sempre la squadra al primo posto. Non c' è niente di super in noi: siamo un gruppo che lavora benissimo insieme, che migliora stando insieme. Non conta chi si prende il merito, ma divertirsi e provare a vincere». Poi torna a sorridere, rifugiato nel suo mondo dove è un bambino felice che si gode le giostre. Anzi, un adulto seduto davanti al caminetto, sigaro in bocca e bicchiere di vino in una mano. Un campione Nba.

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