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LA CONSOB “S’E’ SVEJATA”: VIVENDI CONTROLLA TIM – UN GRAN REGALO PER BERLUSCONI, UNA BATOSTA PER BOLLORE’. MA PURE SABINO CASSESE E (GIULIO) NAPOLITANO CHE LO AVEVANO CONSIGLIATO – IL BRETONE NEL GUANO: OBBLIGATO A CERCARE UN ACCORDO CON MEDIASET. IL CONGELAMENTO DELLA QUOTA OLTRE IL 10% DEL BISCIONE NON BASTA PIU’. IL RUOLO DELLA RETE


 
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Nino Sunseri per Libero Quotidiano

 

vincent bollore vincent bollore

La Consob taglia le gambe a Vivendi. Gli sceriffi di Piazza Affari, hanno dichiarato che il gruppo francese, guidato da Vincent Bolloré rappresenta a tutti gli effetti l' azionista di controllo di Telecom. Non solo perché è il primo azionista con il 24% ma soprattutto perché determina le strategie aziendali a cominciare dalla nomina dell' amministratore delegato. I tecnici del presidente Vegas hanno respinto la tesi del gruppo parigino che si difendeva dicendo di esercitare solo una funzione di direzione e di coordinamento.

 

BOLLORE BERLUSCONI BOLLORE BERLUSCONI

In serata Vivendi fa sapere che farà «ricorso nelle sedi competenti». «Da un preliminare esame», si legge in una nota dei francesi, «si rileva che il provvedimento si discosta in maniera rilevante dalla consolidata interpretazione in materia di controllo societario, cui Tim si è sempre costantemente e rigorosamente attenuta». Qualunque sia l' esito della controversia, la posizione di Bolloré diventa più debole. Non solo in Telecom ma anche in Mediaset.

 

Ieri l' Agcom ha accettato il piano presentato all' inizio del mese dai francesi. Il programma prevede che Vivendi tenga i diritti di voto sul 10% del Biscione. Il restante 20% verrà congelato in una scatola da cui potrà uscire solo quando tutta la partita italiana di Vincent Bolloré verrà definita. La Borsa ha reagito male affondando il titolo Mediaset del 5%. La quotazione è tornata sotto 3 euro e la reazione è apparsa abbastanza scomposta. Da settimane, infatti, si conosceva il finale di partita ed era chiaro che Bolloré non avrebbe tentato nessun blitz. I percorsi della Borsa talvolta sono imperscrutabili.

 

RETE TIM RETE TIM

Per Bolloré la strada ora diventa molto difficile. A cominciare dal fatto che dovrà consolidare i 26 miliardi di debiti di Telecom. Un passaggio che Bolloré ha fatto di tutto per evitare. Tuttavia le dimissioni di Flavio Cattaneo ha fatto precipitare la situazione. È stato chiaro a tutti che l' uscita era determinata dallo scontro con Vivendi. Ad aggravare la situazione le decisioni successive.

 

Per esempio la nomina come capo dell' azienda di Amos Genish prelevato proprio fra i top manager del gruppo francese. Poi la decisione di avviare un' alleanza in campo televisivo fra Canalplus (controllata Vivendi) e la stessa Telecom. I consulenti legali di Bolloré gli avranno certamente detto che poteva farlo senza correre rischi. Evidentemente sbagliavano.

TIM TIM

 

Che cosa accadrà adesso? Il primo interrogativo riguarda la rete Telecom. Soprattutto Sparkle che ospita le trasmissioni di mezzo mondo. Si tratta di una infrastruttura cresciuta sulla vecchia rete Italcable. Una eccellenza italiana fatta di cavi sottomarini, anche transatlantici che servivano a collegare il Paese con le aree dove più forte era l' emigrazione dei nostri connazionali. Oggi ospita i collegamenti telefonici di diversi governi (compresi gli 007). È giusto lasciar gestire questo tesoro ad una proprietà straniera? Bisognerà trovare un' altra soluzione. Ma quale? E poi: che succederà con il resto della rete? La possibile integrazione con la fibra ottica di Open Fiber sembra tramontata.

VINCENT BOLLORE TARAK BEN AMMAR VINCENT BOLLORE TARAK BEN AMMAR

 

Un groviglio da cui non sarà semplice uscire. Tanto più che Bolloré non potrà più contare sullo scudo di Mediobanca visto il diminuito peso politico della banca. Non a caso si parla della possibile uscita dal cda di Tarak Ben Ammar, storico amico del finanziere francese. Ma anche di Silvio Berlusconi. Ed è proprio su questo fronte che forse potrebbe esserci una soluzione, ancorchè al momento molto fantasiosa.

mediaset vivendi mediaset vivendi

 

Cioè Bolloré che si allea con il Cavaliere e poi trova un modo di parcheggiare Telecom in mani amiche. Per esempio Orange. Il progetto del finanziere bretone è quello di costruire un grande gruppo tv europeo per combattere Sky e Netflix. I telefoni sono solo una derivata.

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