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COS'HANNO IN COMUNE L’INTER ED ETRURIA? – UN FACCENDIERE. PROVO’ A TIRARE IL BIDONE ALLA SQUADRA NERAZZURRA CON LA FINTA SPONSORIZZAZIONE ETIHAD E GUIDAVA LA PRESUNTA CORDATA PER IL SALVATAGGIO DELLA BANCA DI AREZZO – ORA E’ RIFUGIATO IN SPAGNA. MA AVEVA ABBINDOLATO TUTTI: DA MANCINI A BACCONI, AL PAPA’ DELLA BOSCHI


 
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Giacomo Amadori per La Verità

 

pier luigi boschi pier luigi boschi

Anche l' Internazionale di Milano, la squadra del gruppo cinese Suning, era finita, ai tempi del patron thailandese Erick Thohir, nel mirino dei faccendieri che avevano provato a scalare Banca Etruria con il lasciapassare di Pier Luigi Boschi. A supervisionare una presunta operazione di sponsorizzazione da 125 milioni di euro fu l' ufficio di Giuliano Michelucci, indagato per riciclaggio ad Arezzo insieme con il bancarottiere Flavio Carboni e con il massone Valeriano Mureddu.

 

Michelucci era considerato l' uomo del Sistema per i suo presunti legami con i servizi segreti e aveva messo in piedi una specie di ufficio affari riservati con base a Perugia. Un quartier generale in cui gli investigatori hanno trovato circa 3.600 dossier su politici, magistrati, giornalisti, imprenditori e aziende. Nel tablet di Michelucci sono stati rinvenuti anche i documenti che raccontano i retroscena della tentata truffa ai danni dell' Inter da parte di tal Valerio Lattanzio, emissario di un presunto emiro, Jassim al Qasimi.

 

VALERIANO MUREDDU VALERIANO MUREDDU

Lattanzio propose una sponsorizzazione da 25 milioni di euro all' anno per 5 anni da parte di Etihad airways. In realtà la compagnia aerea non ne sapeva nulla, ma per molti mesi i massimi dirigenti della squadra nerazzurra, compreso l' allora allenatore Roberto Mancini, abboccarono all' amo.

 

Nelle carte risulta evidente come Jassim sia un personaggio degno di Totòtruffa, ma è altrettanto chiaro che assomigli molto ai sedicenti arabi proposti da Michelucci & c. a babbo Boschi per salvare Etruria. Due tentativi di imbroglio del tutto simili e con almeno un altro anello di congiunzione: a gestire l' operazione fu l' avvocato romano M. C., lo stesso che rigirò all' ufficio di Michelucci un programma finanziario intestato a Pier Luigi Boschi. Un documento finito al centro di un' indagine della Procura di Arezzo.

 

Nei giorni scorsi M. C. ci ha informato di aver denunciato Lattanzio e ha aggiunto: «Dietro a questa storia c' è un romanzo e io sono il pesce più piccolo. La vicenda è molto più oscura di quello che si possa pensare, ma ci sono delle indagini in corso e non posso entrare nei particolari». Nell' affaire sono coinvolti numerosi personaggi, compresi l' ex amministratore delegato dell' Inter Michael Bolingbroke e l' ex direttore sportivo Marco Fassone, e quasi tutti hanno presentato denuncia.

 

roberto mancini roberto mancini

Alla fine la truffa è stata smascherata prima che fosse portata a compimento, Lattanzio si è trasferito in Spagna, mentre chi lo aveva presentato all' Inter ha dovuto fare i bagagli, pur essendo stato raggirato a sua volta. Stiamo parlando dell' allenatore ed esperto di tattica Adriano Bacconi, ex volto televisivo della Domenica sportiva che in quel periodo era stato ingaggiato come collaboratore di Mancini. Bacconi ha assicurato alla Verità di non conoscere Michelucci, ma solo l' avvocato M.C. con cui collabora la sua ex segretaria V. Z..

 

Sarebbero stati questi ultimi due a tenere i rapporti con Lattanzio e a informare lo staff di Michelucci delle mosse di Bacconi. Il quale ci ha raccontato come sia iniziato il suo rapporto con il presunto truffatore: «Si è presentato a me nel luglio 2015 durante un dopocena nel ritiro di Brunico e mi ha detto: "Ho un' importante azienda araba che potrebbe fare da sponsor a una grande squadra italiana, la Juve o l' Inter. Posso parlarne con la società?". Io a quel punto l' ho presentato ai miei referenti, prima a Mancini poi a Fassone. Quando Fassone è andato via, Bolingbroke mi ha chiesto di incontrarlo e io li ho messi in contatto. Lì è finito il mio compito, ma so che il rapporto con Lattanzio è andato avanti per mesi».

ALITALIA ETHIAD ALITALIA ETHIAD

 

L' uomo diceva di aver lavorato con una nota casa motociclistica, di aver realizzato eventi nei Paesi arabi e propose a Mancini diversi sponsor per la Mancio app che l' ex allenatore aveva intenzione di lanciare. Era il 28 agosto e i due si fecero fotografare insieme. «Mancini prese tempo in attesa di valutare gli sviluppi del progetto nel suo insieme, ma confermò interesse e curiosità.

 

In quel periodo Mancini era molto caldo sulle proposte di Lattanzio tanto da paventare anche l' opportunità di prendere il primo volo libero e di andare a parlare negli Emirati arabi direttamente con Etihad» ha scritto Bacconi in un memoriale finito nel tablet di Michelucci. Ma ha anche aggiunto che dopo alcuni giorni Mancini fece sapere, attraverso il suo avvocato, di non essere interessato alle sponsorizzazioni proposte da Lattanzio e che questi «non aveva alcuna delega a rappresentarlo».

Michael Bolingbroke Erick Thohir Michael Bolingbroke Erick Thohir

 

A ottobre 2016 i giornali pubblicano la notizia dell' arrivo dei soldi di Etihad. Il Corriere della sera titola: «Il Mancio porta lo sponsor di maglia: da Etihad pronti 125 milioni in 5 anni». Anche la Gazzetta dello sport parla di «accordo innescato da Mancini». Bacconi nelle mail inviate all' avvocato M.C. o alla sua ex segretaria esplicita i suoi sospetti: «Il 17 ottobre arriva l' offerta di Etihad su carta intestata. Il giorno dopo Corriere e Gazzetta escono sparando che Mancini porta lo sponsor all' Inter grazie alle sue entrature con una famiglia reale. () Di Lattanzio e Bacconi nessuna traccia».

ADRIANO BACCONI ADRIANO BACCONI

 

Per l' esperto di tattica la notizia potrebbe essere stata passata ai giornali dallo stesso Mancini «per prendersi i meriti e posizionarsi meglio nella società («figura dirigenziale a tutto tondo» per il Corriere della sera) e nell' opinione pubblica». Però la compagnia aerea smentisce lo scoop e dopo qualche settimana emerge chiaramente che Lattanzio non è quello che dice di essere. Per esempio viene denunciato da un albergatore della provincia di Roma a cui aveva fatto credere (dopo avergli presentato Fassone e Bacconi) che l' Inter era pronta a sganciare 30 milioni di euro per acquistare la sua struttura e realizzare un' università del calcio. Bacconi è chiamato a testimoniare in Questura sui suoi rapporti con Lattanzio e il 21 gennaio 2016 viene scaricato dall' Inter.

 

L' avvocato M. C. informa Michelucci & c. che Mancini «se ne lava le mani» e che «il licenziamento è immediato». Per il legale «non si è parlato di Etihad ma è chiaro a tutti che gli stanno facendo pagare l' aver introdotto Valerio». Da Perugia spiegano come affrontare l' emergenza e la segretaria-investigatrice di Michelucci, Nadia, termina la mail con la frase «questi sono gli ordini».

Marco Fassone Marco Fassone

 

A febbraio Bacconi si sfoga con la sua ex segretaria: «Viene da pensare che sia stato trovato il capro espiatorio per nascondere le responsabilità del "dirigente a tutto tondo" (Mancini, ndr) e del management inglese che per 4 mesi ha trattato con Lattanzio». Oggi Bacconi si rammarica per l' ingenuità: «Il mio errore è stato quello di aver introdotto Lattanzio ai piani alti dell' Inter: avrei dovuto fare da filtro e allontanarlo». Si consoli: anche Boschi senior aveva creduto a Michelucci & c. e aveva aperto a questi faccendieri le porte di Banca Etruria.

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