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RAFA, SPANISHMAN IN NEW YORK! NADAL DEMOLISCE IL CORAZZIERE ANDERSON E TRIONFA PER LA TERZA VOLTA AGLI US OPEN – IL MAIORCHINO CONQUISTA IL SUO SLAM NUMERO 16 E ORA METTE NEL MIRINO FEDERER (A QUOTA 19) 


 
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Massimo Lopes Pegna per gazzetta.it

 

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Nadal conquista il suo Grande Slam numero 16 (è secondo alle spalle di Federer con 19), il suo terzo Us Open (in quattro finali) dopo il successo del 2013. Impiega 2h27' e tre set (6-3 6-3 6-4) per abbattere il corazziere del Sudafrica, Kevin Anderson, che invece era alla sua prima finale di un Grande Torneo e che con il n° 28 del ranking avrebbe potuto diventare il vincitore con la classifica più bassa (sorpasso ad Agassi che era n° 20 quando s’impose su questo cemento nel 1994).

 

Troppa differenza fra i due: tecnica e di esperienza. Rafa era alla sua 23a finale, la terza quest’anno, sesta vittoria nelle ultime otto finali. Mentre il ragazzone di Johannesburg al massimo si era spinto ai quarti di un Major nel 2015 (proprio qui agli Us Open), ma nel 2016 era incappato in un’odissea di infortuni. Non è un match a senso unico come l’epilogo delle donne del giorno prima, perché Anderson lotta, ci prova, ma il servizio rimasto spesso inviolato nei turni precedenti, contro Nadal (per merito dello spagnolo) non ha la stessa efficacia che contro i rivali affrontati in questo tabellone monco di tanti top 10.

 

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IL MATCH — Infatti nel 1° set la battuta di questo gigante di 2.03m traballa ogni volta che tocca a lui avviare la pallina. Si salva da due break-point al 3° game, da altri due al 5°, ma al 7° molla alla prima chance concessa allo spagnolo. Il problema è che sul servizio del numero uno del mondo, Anderson sale una sola volta a trenta. E così cede la prima frazione per 6-3 (in 58’) seppellito da 23 gratuiti. Nelle seconda, il tema non cambia. Non può cambiare.

 

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Le risposte di Nadal sono fastidiose e Kevin non riesce mai a impensierirlo quando è in ricezione. Stavolta respinge senza problemi Rafa nei primi suoi due turni di battuta, ma al terzo capitola ancora: è il game numero 6 che sarà decisivo. Il mancino di Maiorca sale 4-2 e chiude 6-3 in 39’. Il verdetto ormai è segnato. Lo spagnolo non perde tempo e si libera del servizio di Anderson nel game di apertura. Non si guarderà più indietro: 6-4 in 50’.

 

IL RAMMARICO — Nadal, tornato numero 1 il 21 agosto (ultima volta il 7 ottobre 2013), consolida la posizione in classifica. E’ uno dei celebri Fab Four e come rappresentante della "categoria" si aggiudica lo Slam n° 45 degli ultimi 50 disputati. Si torna ai vecchi tempi: nel 2017, due Major a testa, lui e Federer. Con il solito rammarico che non si siano incrociati qui in semifinale. Gli Us Open rimandano così al prossimo anno la prima sfida fra i due giganti di questo sport.

 

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