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    UNA SIRENETTA D’ORO ZECCHINI! CHI E’, CHI NON E’, CHI SI CREDE DI ESSERE LA BELLISSIMA REGINA DELL'APNEA, ALESSIA ZECCHINI: "PAURA? MAI. UN OSTACOLO VA SUPERATO. PUNTO E BASTA - GLI SQUALI? CI SONO E LI VEDO MA NON MI ATTACCANO. LÀ SOTTO È COSÌ...” – ROMANA, HA SCOPERTO LA SUA VOCAZIONE A 11 ANNI: ECCO COME - VIDEO


     
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    Agostino Gramigna per il Corriere della Sera

    Alessia Zecchini Alessia Zecchini

     

    È per via della piscina che è arrivata giù.

    Molto giù, dove il buio è totale e il silenzio non è paragonabile a niente. Una discesa senza errori, perfetta, fino a 105 metri dalla superficie, l' abisso toccato che vale il nuovo record mondiale di apnea con monopinna. È il cinque maggio, il luogo è l' Isola di San Andres, in Colombia. Alessia Zecchini è pronta al tuffo, deve battere il record del mondo (104 metri) che le appartiene e che aveva stabilito un anno fa alle Bahamas. Una gara contro se stessa. Si supera di cento centimetri.

     

    Alessia è una campionessa giovane, figlia unica di venticinque anni, nata a Roma, quartiere Monteverde, dove già a sei anni suo padre l' accompagnava in piscina. Non le piaceva la vasca, non ci andava con piacere, tutto troppo artificiale, amava il mare. Ma è in piscina che un giorno ha capito che la sua vocazione era immergersi e vivere come un pesce. Aveva 11 anni. Nuotò venticinque lunghi metri con il corpo sott' acqua.

    È rientrata dalla Colombia da pochi giorni. È influenzata.

    La voce è rauca. Forse lo sbalzo di temperatura, forse gli effetti della tensione. O il ritorno alla vita romana di superficie.

    Alessia Zecchini Alessia Zecchini

     

    A suo modo e nel suo regno, Alessia è un fenomeno (sportivo). Già a quattordici anni riusciva a nuotare per ben 125 metri sul fondo della piscina.

    Tre minuti e mezzo senza respirare. Così è ancora un' adolescente quando arriva la prima convocazione in nazionale. Non può gareggiare nelle competizioni ufficiali perché troppo piccola, ma è troppo forte per non farne parte.

    «Frequentavo atlete molto più grandi di me, incuriosite dalle mie prestazioni. Mi volevano bene». Agli allenamenti e in giro per l' Italia l' accompagnava il suo papà. Che per starle più vicino un giorno ha preso il brevetto da sub.

     

    La tuta nera con l' enorme pinna di vetroresina o carbonio al posto dei piedi che la fa sembrare una sirenetta l' ha indossata a diciassette anni. Il primo oro l' ha vinto alle Bahamas. S' è inabissata in un buco lungo 202 metri. Silenzio e buio. Il battito cardiaco che rallenta, nessuna possibilità di commettere errori. La concentrazione è totale. Dopo trenta metri si immette aria in bocca, deve bastare per discesa e risalita (serve ad evitare che si rompano i timpani).

     

    Alessia Zecchini Alessia Zecchini

    Guai ad aprirla, un solo istante ed è finita. Bisogna tornare indietro. Da poco tempo Alessia ha un nuovo coach, si chiama Martin Zajac, della Repubblica Ceca. L' allena anche con tecniche mentali. «Mi insegna come non pensare a nient' altro che allo sforzo che sto facendo».

     

    Alessia si allena quattro ore al giorno, molta piscina e palestra. Il record l' ha ottenuto nella disciplina del «monopinna». Le sue rivali sono tre giapponesi e un' ucraina, le sole donne ad aver superato la barriera dei cento metri. Il prossimo obiettivo è il record di «free immersion» che appartiene a una finlandese (92 metri). Alessia è arrivata a novanta. Per scendere così in basso non bisogna aver paura. «Non ne ho mai avuta, neanche quando avevo sei anni e andavo in acqua. Un ostacolo va superato. Punto e basta».

     

    Non è uno sport che fa arricchire. Le vittorie regalano gloria ma non soldi. La Federazione sostiene le gare ufficiali. Sono gli sponsor che permettono ad Alessia di girare il mondo e allenarsi nei fondali con le balene blu in Sri Lanka o con gli squali alle Maldive. «Certo che li vedo, ma non attaccano, non vogliono la nostra carne. Sotto è così. Bellissimo. Il cuore rallenta, trenta battiti, la sensazione è che tutto sia più lento, il respiro, la visione delle cose. E sento il corpo, come se ne avessi pieno controllo».

    Alessia Zecchini Alessia Zecchini Alessia Zecchini Alessia Zecchini Alessia Zecchini Alessia Zecchini

     

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