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SANREMO? NO, SAN BASILIO - VIAGGIO NEL QUARTIERE DI ROMA IN CUI SONO NATI E CRESCIUTI I VINCITORI DEL FESTIVAL FABRIZIO MORO E ULTIMO – IL CANTANTE CHE HA TRIONFATO CON ERMAL META TIFA LAZIO E HA DEDICATO LA VITTORIA AL FIGLIO – ULTIMO SI ISPIRA A TOTTI: “È GRAZIE A LUI SE DIFENDO UN SOGNO CON I DENTI. IN LUI HO RIVISTO IL RISCATTO DI CHI NON HA UN DESTINO” – VIDEO


 
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Giuseppe Scarpa per la Repubblica - Roma

 

 

« Omertà, omertà » , dice a bassa voce una signora. «Qui quando sentono la parola giornalisti - prosegue - tutti stanno zitti » . A San Basilio questa volta però non si parla di spaccio.

 

La fama legata al quartiere di supermarket della droga non c' entra. D' altro canto tutti qui discutono della « bella notizia » . « Abbiamo fatto la doppietta » , dice Luciano Garritano titolare del bar Gioiello in via di Casale di San Basilio. La doppietta sono i due vincitori di Sanremo: Niccolò Moriconi, categoria Nuove Proposte, e Fabrizio Moro che si è aggiudicato la 68° edizione della competizione musicale più importante d' Italia. Qui i due sono nati e cresciuti. Moriconi ci vive ancora. « Moro ogni tanto viene - sottolinea Garritano - ha tutta la famiglia».

 

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Ecco che i visi si distendono. Adesso tutti parlano con un certo orgoglio di questi due ragazzi « che ce l' hanno fatta » , precisa il barista mentre passa uno straccio sul bancone. Moriconi ha nel suo nome d' arte anche un pezzo di quartiere. Si fa chiamare " Ultimo". Uno che viene dalla retrovie ( dalla periferia), mille svantaggi, tanti ostacoli da superare e poi alla fine trionfa al Festival. E così da ultimo diventa primo. « Il sogno di tutti qui » , dice Marco Recchia che del vincitore di Sanremo, Moro, è un «amico». Ammette però di non vederlo da un paio d' anni. « Quando eravamo piccoli frequentavamo la stessa comitiva » , racconta. « Quante partite a calcetto ci siamo fatti in via Osimo » . Aggrotta le sopracciglia, riflette e poi dice, «io, Fabrizio (Moro, ndr) e suoi due cugini Andrea e Matteo stavamo sempre assieme. Poi però le strade si sono divise».

 

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A un chilometro di distanza, in via Tino Buazzelli, c' è, invece, il punto di ritrovo di Moriconi, il Caffè del Parco. Per arrivarci dal bar Gioiello si attraversa la strada principale del quartiere. Via del Casale di San Basilio di domenica è deserta. Le saracinesche tutte abbassate, tranne quelle di qualche minimarket gestito da bengalesi. Aperti sono solo i bar.

 

Pullulano di ragazzi. Asia Boccatonda alla cassa del locale è coetanea di Ultimo: «Abbiamo studiato assieme alle medie.

Qui tutti sono felici per la sua vittoria » , spiega indaffarata mentre dispensa mille sorrisi ai clienti che affollano la cassa per pagare i caffè, le sigarette o fare le ricariche del cellulare.

 

« L' unica un po' arrabbiata è mamma » . Scherza, ovviamente: «Niccolò ha ringraziato tutti dopo la vittoria tranne noi del bar. .. » . Altro sorriso. « Lui comunque spesso è qui, il suo gruppo di amici il pomeriggio si ritrovano da noi, oggi però non li vedo » . Alla fine, invece, spunta Leonardo. Alto magro, timido, coetaneo di Moriconi però non vuole parlare. Vince ogni diffidenza e poi ammette con un certo orgoglio di essere un « grande amico di Ultimo » .

 

« Domani ( oggi, ndr) - sottolinea - lo vado a trovare. Voglio fargli i complimenti di persona. Ha fatto qualche cosa di eccezionale. Lui è un talento » .

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L' appuntamento però non è a casa di Niccolò

 

 

IL MESSAGGIO A TOTTI

Dal profilo Instagram di Ultimo

 

La parte che ho sempre odiato di più di una poesia è la parola finale. L’ho sempre trovata fuori luogo, come un tuono a ciel sereno.. eppure serve.. si, serve per dettare una fine, perché se finisce la vita, finisce anche ogni cosa che la contiene. La fine è un mistero. La fine per molti è l’inizio di altro, per me è semplicemente la fine. Per un sognatore illuso come me questa è la bastonata classica che la realtà concede. Perché per quelli come noi, per quelli che vivono senza pensarci troppo e pensandoci come pazzi allo stesso tempo, il sogno è l’unica via d’uscita.. e tu sei il sogno… tu sei ogni cosa possa donare luce, hai rappresentato ognuno di noi. 

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Quando penso a te io non vedo il calcio, io vedo ogni bambino di quartiere, vedo il traffico a Piazza del Popolo, vedo il mercato delle 6.00, le passeggiate a villa Pamphili, le preghiere di un mendicante a Piazza Venezia. È grazie a te se difendo un sogno con i denti. In te ho rivisto il riscatto di chi non ha un destino… si perché è grazie a te se sono sempre stato schierato dalla parte di chi è già stato dato per sconfitto, dalla parte degli ultimi. Tu hai legato figli e padri grazie col tuo nome, hai dato un colore a chi era bianco. Tu sei la speranza e la sconfitta. Tu sei le lacrime che sto versando. Tu sei la timidezza, sei la risposta. Tu sei Roma. Tu sei Totti“.

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