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    STIAMO POCO ALLEGRI – SCONCERTI: “A HIGUAIN NON E’ ARRIVATO UN PALLONE. E’ PIÙ PREOCCUPANTE LA PICCOLA INEDIA JUVENTINA DI IERI COL BARCA CHE LA SCONFITTA CON LA SAMP – MOLTO SECCA LA SCONFITTA DELLA ROMA. ANCHE QUI C'È MODO DI RIMEDIARE" – MURA: "DI FRANCESCO NON AZZECCA I CAMBI. MA GIALLOROSSI E BIANCONERI RESTANO PADRONI DEL LORO DESTINO. IL NAPOLI INVECE…”


     
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    Mario Sconcerti per il Corriere della Sera

    DYBALA DYBALA

     

    La Juve ha basato tutta la partita su un contropiede che non è mai avvenuto. Allegri sapeva di dover lasciare il pallone al Barcellona, ma aveva messo tre fantasisti intorno a Higuain per poter ripartire con insistenza. Non c' è riuscito. Il Barcellona aveva molte riserve, per quasi un' ora non ha giocato nemmeno Messi, ma ha fatto girare il pallone in modo delicato e abbastanza noioso, con una facilità che era un segnale forte di superiorità complessiva. Sono mancati nella Juve tutti gli uomini tra le linee.

     

    Cuadrado molto confuso, pasticcione. Dybala sperso sulla trequarti, quasi scolastico quando ha fatto il centrocampista e affaticato, non lucido, quando ha fatto l' attaccante. Episodico Douglas Costa, il più europeo degli attaccanti, ma anche il più prevedibile.

     

    juve barcellona juve barcellona

    La sintesi è che a Higuain, il Pipita, non è mai arrivato un pallone né lui ha fatto qualcosa per accomodare la notte ingrata. Non è un risultato terribile, direi che le possibilità di arrivare secondi sono intatte, ma è stata chiara la differenza con l' avversario, anche in una gara molto morbida del Barcellona, quasi un lungo allenamento con la palla. È stata questa chiarezza a rendere seria la partita, questa dimostrazione di inferiorità evidente pur giocando in casa e contro un avversario che non ha mai provato davvero a vincere. A modo suo è più preoccupante la piccola inedia juventina di ieri che la sconfitta con la Samp.

     

    juve barcellona 0-0 juve barcellona 0-0

    Qui c' era concentrazione, grande aria, importanza del risultato, ma non è cambiato molto. Allegri aveva secondo me letto bene la partita, era una Juve inferiore che doveva andare in attacco con contropiedi palla a terra e possibilmente eleganti. Sono mancate le ali, è mancato l' apporto di un centrocampo frastornato dal continuo torello del Barcellona. È la conferma di una Juve non brillante, ma anche di una discreta possibilità di andare avanti in Champions sia pure come seconda protagonista.

     

    Molto secca la sconfitta della Roma, l' Atletico fa sempre fatica a fare gol ed anche stavolta l' ha dimostrato. Però ne ha fatti due. È stata a tratti una Roma più lunga, meno complessiva e squadra rispetto al campionato, e ha pagato ai primi veri errori. Peccato perché non si è vista una differenza di potenziale fra le squadre. Solo l' insistenza dell' Atletico e una predisposizione impropria alla sicurezza da parte della Roma. Per fortuna anche qui c' è ampio modo di rimediare.

     

     

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    IL PARADOSSO DI MESSI

    Gianni Mura per la Repubblica

     

    Bilancio non esaltante con le spagnole: un pareggio, una sconfitta, zero gol fatti. Meno male che c' è il Napoli, che però si ritrova nella posizione più scomoda per il passaggio del turno. Non è padrona del suo destino la squadra di Sarri, sì invece Juve e Roma: alla Juve basterà fare lo stesso risultato dello Sporting a Barcellona, al limite può andare avanti anche perdendo ad Atene.

    gameiro gameiro

    Alla Roma basterà battere il derelitto Qarabag, ma può bastare meno perché non è detto che l' Atletico vinca a Stanford Bridge. Ci si dilunga sulle prospettive perché sono la cosa migliore di un mercoledì avarissimo di emozioni.

     

    A Torino, un' emozione all' annuncio delle formazioni (Messi in panchina) e un' altra allo scadere: un tiro di Dybala destinato all' angolino basso e altrettanto bella parata di Ter Stegen. Come mai Messi in panchina? Noie contrattuali o voglia di preservarlo per la prossima di campionato col Valencia? Più probabile la seconda. Messi entra per Deulofeu nel secondo tempo e non combina granché. L' unico brivido per Buffon viene da una punizione di Rakitic che va a sbattere contro il palo, proprio il suo amico-ammiratore Rakitic che aveva avuto parole al miele per il portierone. Tutto il primo tempo la Juve lo gioca all' insegna del "vorrei ma non posso" e il Barcellona del "potrei ma non voglio". Allegri punta su una difesa a tre che può diventare a quattro con l' arretramento di Alex Sandro.

    Il centrocampo stenta. In attacco Higuain sbaglia controlli elementari, Dybala si muove di più e meglio. Chi s' aspettava una Juve più arrembante non tiene conto del momento non felicissimo della squadra e della forza degli avversari, anche se non con il sangue agli occhi. È il primo 0-0 della stagione e ad Allegri non sembra dispiacere.

     

    di francesco di francesco

    Miglior momento: quando tutto lo stadio applaude l' uscita di Iniesta, uno degli ultimi grandi direttori d' orchestra. A ritmo lento, come ieri, può giocare fino a 40 anni.

    A Madrid situazione diversa: o dentro o fuori per l' Atletico, Griezmann dato in rotta con la società e a digiuno da parecchio. Invece segna un gran gol in mezza rovesciata, smarcandosi tra quattro romanisti, poi arrotonda Gameiro. Nel primo tempo la Roma non dispiace. Pressa bene, tiene la scena, a tratti gioca meglio di un Atletico divorato dalla tensione.

    Troppi errori in attacco, un palo del solito Nainggolan.

    Passa il tempo, arriva il calo.

    Simeone indovina i cambi, Di Francesco meno, e alla fine chi ha più fame vince. Regolare, giusto, niente da ridire.

    insigne insigne

     

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