IL CINEMA DEI GIUSTI - “VENOM” DI RUBEN FLEISCHER HA GIÀ FATTO UN BOTTO DI SOLDI, 100 MILIONI DI DOLLARI IN AMERICA IN UNA SETTIMANA, OLTRE 250 IN TUTTO IL MONDO, ALLA FACCIA DELLA CRITICA CHE LO HA MASSACRATO QUASI UNANIMAMENTE - DICIAMO CHE NON È IL MASSIMO COME MESSA IN SCENA, MA ALLA FINE CONTANO PIÙ LE MERAVIGLIOSE ANIMAZIONI - VIDEO!


 
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Marco Giusti per Dagospia

 

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Che problema avete con Venom? E’ come un Gigino Di Maio che ha ingoiato Salvini, che ogni tanto sbotta, tira fuori la linguazza e magna qualche capoccia. Ma i due possono convivere ottimamente anche senza Conte. Insomma, questo Venom, diretto non benissimo da Ruben Fleischer (Zombieland, Gangster Squad), scritto proprio maluccio da Jeff Pinkler e Scott Risenberg, gli stessi dell’ultimo Jumanji, ma interpretato da una superstar come Tom Hardy nel doppio ruolo di Eddie Brock, il cronista d’assalto un po’ sfigato, e il suo ospite alieno Venom, ma anche lui è un po’ sfigato sul suo pianeta, ha già fatto un botto di soldi, 100 milioni di dollari in America in una settimana, oltre 250 in tutto il mondo, alla faccia della critica che lo ha massacrato quasi unanimamente. Beh.

 

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Diciamo che non è il massimo come messa in scena, ma alla fine contano più le meravigliose animazioni che danno vita a Venom, i suoi dialoghi con Tom Hardy, in italiano si perdono, le grandi scene di inseguimenti per San Francisco, il bacio a tre fra Tom Hardy-Michelle Williams e Venom, le apparizioni di Woody Harrelson con la parrucca rossa di Cletus Kasady e alla fine della fine dei diecimila nomi degli animatori il gran finale con lo Spider Man animato della Marvel che vedremo presto su tutti gli schermi.

 

La storia, davvero, non ha né capo né coda, e Ruben Fleischer non riesce nemmeno a montare al meglio le scene più banali dimostrando che i nostri dubbi su di lui erano più che giustificati quando uscì Gangster Squad. Ma Tom Hardy è Tom Hardy, su.

 

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Qui è un gionalista d’assalto Eddie Brock, tipo Sigfrido Ranucci di Report, che se la spassa con la bella avvocatessa Anne Weying, cioè Michelle Williams con caschetto biondo, quando rovina tutto andando a intervistare il potente Carlton Drake, il megacattivo interpretato da Riz Ahmed. Drake fa esperimenti poco etici, provando virus  alieni su povera gente. Brock sbrocca e glielo dice come fosse un Giletti d’assalto. Ma si fa così?

 

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Drake lo fa licenziare in tronco dal suo editore fantoccio. Lui e la sua ragazza avvocatessa. Che, per reazione, lo molla. E il poro Brock sbroccato precipita proprio nella sfiga più nera, visto che nessuna emittente, nemmeno Tele Etna ne vuole sapere più niente di lui. Ritornerà a galla quando inghiotterà un alieno, certo Venom, proprio nel laboratorio misterioso di Carlton Drake, che cercava inutilmente di costruire un sembiante, cioè una creatura mezza umana-mezza aliena.

 

Ma morivano sempre tutti. Ci credo. Invece con Tom Hardy/Eddie Brock la cosa funziona e il mostro che ne viene fuori è una sorta di personaggio a due teste, un po’ buono e un po’ cattivo. Ma tutti e due vogliono riprendersi Michelle Williams. Il resto non ve lo dico. Si vede. Perché le animazioni e le musiche di Ludwig Goransson sono bellissime, Tom Hardy, anche se deve fare un po’ uno sfigato, è sempre il massimo e ci sono due o tre perle imperdibili sul finale. E’ meglio di una commedia italiana che al suo massimo incassa 300 mila euro dopo dieci giorni? Direi di sì. In sala.

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