VOLETE CAPIRE DA DOVE ARRIVA CHIARA FERRAGNI? LEGGETE L’INTERVISTA ALLA MADRE, MARINA DI GUARDO: “HO CRESCIUTO MIA FIGLIA CON TANTA AUTOSTIMA: NON ESSERE CONSIDERATA MI HA RESO INSICURA E FRAGILE E MI HA PORTATO A TARPARMI LE ALI IN MOLTE SITUAZIONI, NON VOLEVO CHE SI SENTISSE INVISIBILE COME É SUCCESSO A ME…”


 
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Sara Faillaci per “F”

 

marina di guardo con le figlie chiara valentina e francesca ferragni marina di guardo con le figlie chiara valentina e francesca ferragni

«Ho capito che Chiara sarebbe diventata una donna volitiva un giorno di 18 anni fa. Lei ne aveva 13: con suo padre l’abbiamo accompagnata all’aeroporto dove si sarebbe imbarcata per andare a trovare un amichetto. Io ero molto preoccupata, lei invece ci ha salutato e non si è mai voltata indietro. Quando ho realizzato che non si sarebbe più girata, mi son detta: questa è tosta».

 

Seduta davanti a me, a un tavolino del bar dell’hotel Palazzo Parigi a Milano, c’è Marina Di Guardo che mi sta parlando di sua figlia, Chiara Ferragni. A novembre del 2016 proprio qui ho intervistato Chiara, che raccontò per la prima volta il suo amore neonato per Fedez, il rapper che l’ha conquistata con una canzone (Vorrei ma non posto, dove la citava), in meno di due anni le ha fatto fare un figlio (Leone, 3 mesi) e le ha recitato durante un concerto all’arena di Verona una proposta di matrimonio che il 1° settembre, a Noto, in Sicilia, diventerà realtà.

 

marina di guardo con le figlie chiara e valentina ferragni marina di guardo con le figlie chiara e valentina ferragni

Quando ho visto Marina seduta l’effetto è stato quello del déjà-vu: stessa bionditudine, stesso sorriso, stessa eleganza. Ma la bellezza è diversa: più moderna quella di Chiara, più classica quella della madre, complice un corpo minuto e formoso che ricorda le dive di un tempo. Mi mostra delle foto di quando faceva la modella: basta guardarle per riconoscere la stessa predisposizione all’obiettivo, oggi alla base del fenomeno “Ferragni”.

 

Proprio Chiara ha dichiarato: «Senza mia madre non sarei arrivata qui» e nell’intervista mi raccontò che aveva preso da lei la passione-ossessione per le fotografie («inseguiva me e le mie sorelle ovunque, armata di macchina fotografica e telecamera») e la sua gratitudine per la montagna di immagini e di ricordi che le ha procurato.

marina di guardo con le figlie chiara e valentina ferragni marina di guardo con le figlie chiara e valentina ferragni

 

Madre di tre figlie, di cui la piccola, Valentina, fa lo stesso mestiere di Chiara, spesso fotografata insieme a loro, Marina è diversa da come la vorrebbe il cliché. Nonostante abbia avuto una vita agiata, trascorsa per buona parte sposata a un’odontoiatra (da cui si è separata a 42 anni) della ricca Cremona, ha sofferto parecchio, a causa di un sottile male di vivere che si porta dietro dall’infanzia.

 

Molti dei suoi fantasmi riempiono le pagine dei romanzi che scrive, veri e propri noir dove i personaggi non sono mai quello che sembrano e il male, la crudeltà, vengono fuori prepotenti, inaspettati. In questi giorni è a Milano per aiutare Chiara con il bambino, mentre la famigliola sta per traslocare nella casa nuova a CityLife.

 

Che effetto le fa essere la madre di una star?

«Sono molto fiera di tutte le figlie perché ciascuna a suo modo ha trovato la sua strada, ma lo sarei stata anche se avessero fatto dei lavori normali. Certo, Chiara è quella che deve darsi più da fare, ma è un percorso che ha scelto lei».

marina di guardo con le figlie chiara e valentina ferragni marina di guardo con le figlie chiara e valentina ferragni

 

Non è stata lei a indirizzarla verso questo mestiere?

«No, non sono mai stata il genere di madre alla Anna Magnani in Bellissima, che spingeva la figlia. A volte invidio perfino le mie amiche le cui ragazze fanno un bel lavoro ma vivono sullo stesso pianerottolo».

 

Anche lei da giovane, però, ha lavorato nella moda.

«Studiavo Giurisprudenza ma mio padre, un medico di Catania che si trasferì al Nord per la carriera ospedaliera, mi impediva di uscire dopo le sei del pomeriggio. Quindi a un certo punto ho scelto di mollare gli studi per poter lavorare e guadagnarmi la libertà. Ho fatto un po’ l’indossatrice da showroom ma nell’ambiente della moda i compromessi erano all’ordine del giorno: appena mi sono sentita a disagio, mi sono ritratta. Per fortuna mi hanno offerto di fare la vicedirettrice dello showroom di Bluemarine. Ci sono rimasta dieci anni».

 

Nel frattempo si è sposata con il padre delle sue figlie.

marina di guardo con le figlie chiara valentina e francesca ferragni marina di guardo con le figlie chiara valentina e francesca ferragni

«L’ho conosciuto sul treno, un colpo di fulmine: dopo 7 mesi eravamo sposati. Ho smesso di lavorare quando è nata la mia terza figlia, Valentina, prematura. Ero in montagna e ci ricoverarono a Bolzano dove, ho scoperto dopo, c’era il miglior reparto di Neonatologia d’Italia. Me la salvarono ma rimanemmo lì tre mesi, mi feci portare anche Chiara e Francesca che avevano 5 e 3 anni. Fu un periodo angosciante».

 

La famiglia numerosa era il suo sogno?

«Sì, una famiglia numerosa e serena. Venivo anche io da una grande famiglia – ho tre fratelli, sono l’unica femmina – ma i miei litigavano spesso e mio padre non era molto rispettoso della figura femminile. Quando sono nata io, primogenita, avrebbe voluto un maschio e questa cosa me l’ha sempre fatta pesare, mettendomi dietro agli altri, i miei fratelli. Per lui ero invisibile e di questo ho sofferto moltissimo».

 

Sua madre non la difendeva?

«Lei faceva tutto quello che diceva mio padre. Era lui che dettava legge in casa e io ne pagavo le conseguenze. Infatti mi considero da sempre femminista e non abbasso mai la guardia, mai e poi mai».

 

Anche alle sue figlie ha trasmesso questo insegnamento?

la madre di chiara ferragni con le figlie e i fidanzati la madre di chiara ferragni con le figlie e i fidanzati

«Ho cercato di evitare gli errori che sono stati fatti con me. Non essere considerata mi ha reso insicura e fragile e mi ha portato a tarparmi le ali in molte situazioni. Per esempio desideravo molto scrivere un romanzo e mi trascinavo in casa con questi quadernoni incapace di portare avanti un progetto vero. Sono state le mie figlie a darmi una scossa, dicendomi che dovevo almeno provarci. E poi mi hanno detto che dovevo comprarmi un computer!».

 

Quindi lei le ha cresciute coltivando la loro autostima.

«Ho sempre cercato di farle sentire importanti, capaci. Non le ho mai oberate con mille attività, ci tenevo solo all’inglese per cui veniva un paio di volte a casa una mia amica madrelingua, e poi un solo sport. Hanno scelto il basket».

 

Chiara mi ha raccontato che lei è fanatica delle foto.

«Sì, una passione ereditata da mio padre che aveva questa Rolleiflex bellissima, per me un oggetto magico. Ricordo che mia madre teneva tutte le sue foto mischiate insieme in un sacchettone. Io, bambina riflessiva, mi dicevo: “Non è giusto, io non farei mai così”. Infatti dopo essermi sposata ho iniziato a tenere album enormi e perfetti con tutte le foto più belle. Mio marito e le figlie mi prendevano in giro perché vivevo con questo zaino dove c’erano la Rolleiflex e la telecamera, le chiamavano “le creature”. Se per strada le bimbe erano vestite uguali o incontravamo per caso un amichetto, io ero pronta a scattare».

chiara ferragni con la madre marina di guardo chiara ferragni con la madre marina di guardo

 

Le bambine come la prendevano?

«Bene. L’unica un po’ più insofferente era Francesca. Ma erano delle maschiacce da piccole, per nulla vezzose, non certo le bimbe che ti chiedono vestitini, rossetto, smalto: mi avrebbe fatto orrore. Le ho tirate su in maniera rustica, sono stata anche una mamma severa, attenta a certe regole.

 

Per esempio potevano tirare fuori tutti i giochi ma erano obbligate poi a rimettere tutto a posto. Gli ho insegnato che avevano un dovere, quello di studiare, ma era sufficiente che facessero del loro meglio: “L’importante è che vi impegnate ma per me siete stupende lo stesso anche se non prendete voti eccezionali”».

 

Diceva all’inizio che già a 13 anni Chiara era la più volitiva. Si sarebbe immaginata una carriera del genere?

chiara ferragni con la madre marina di guardo chiara ferragni con la madre marina di guardo

«No. È nato tutto un po’ per gioco: metteva le sue foto su Flickr e aveva tantissime visualizzazioni, poi mi ha parlato del blog e insieme abbiamo scelto il nome, ma per il resto faceva tutto da sola. Gradino dopo gradino, ecco dove è arrivata».

 

Che cosa ha pensato quando si è messa con Fedez?

«Il loro è stato un bellissimo incontro perché pur avendo un background differente sono molto simili: tutti e due sono partiti dal nulla, hanno voluto qualcosa di diverso e hanno avuto il coraggio di perseguirlo. Con Fede ho un rapporto molto bello, lo trovo geniale».

 

Non è troppo possessivo per una donna indipendente come sua figlia?

«Chiara prima ha avuto ragazzi che le lasciavano molto spazio ma penso le faccia piacere avere uno più presente».

 

chiara ferragni con la madre marina di guardo chiara ferragni con la madre marina di guardo

Lei non sembrava molto felice quando a dicembre 2016 le fecero uno scherzo e le dissero che aspettavano un bambino.

«Si frequentavano solo da due mesi! E poi ero stravolta: era la sera di capodanno e avevo cucinato per 18 persone! La verità è che quando mi hanno detto di Leone sono stata superfelice. Il timing per Chiara era perfetto e l’ho vista cambiare in meglio: si sente mamma e oggi non pensa più solo al lavoro».

 

Sua figlia e Fedez sono stati molto criticati perché postano di continuo foto anche del bambino.

«Ci sono migliaia di persone, anche non famose, che postano sui social foto dei figli e la loro gioia di vivere. Ci sono problemi ben più grandi al mondo».

 

Non la preoccupa nemmeno l’invidia sociale che scatena l’ostentare sui social bellezza e ricchezza?

«Entrambi non vogliono nascondersi dietro un dito: hanno fatto carriera, possono permettersi un certo tenore di vita. Ricordiamoci i comunisti duri e puri che andavano in giro con il golfino di cashmere».

fedez chiara ferragni fedez chiara ferragni

 

Non teme che nella vita di Chiara il pubblico si confonda con il privato?

«È un po’ il destino di chi vive sotto i riflettori. E poi attenzione perché lei documenta solo quello che vuole far vedere, è un’illusione. I social sono come dei begli album di foto: mettiamo solo cose belle, non la vita vera».

Lei ha un aspetto molto solare eppure scrive libri noir. Il suo ultimo romanzo, Com’è giusto che sia, è la storia di una giovane donna che uccideva uomini violenti per vendicare la madre. Il prossimo di che cosa parlerà?

fedez ferragni fedez ferragni

«L’ho appena terminato e uscirà all’inizio del 2019. Il tema questa volta è la tossicità della famiglia. Penso che tutto quello che siamo sia influenzato da quello che abbiamo vissuto nell’infanzia. Credo di essere una persona un po’ danneggiata: come se a un certo punto nella mia vita si fosse rotto qualcosa che mi ha fatto vedere in profondità. Non per forza deve esserti capitato qualcosa di tremendo ma tu hai visto l’abisso, anche solo per un attimo, e te lo ricordi. Il male esiste e mi fa paura. Per questo sono una madre ansiosa».

 

Che cosa ha insegnato invece alle sue figlie sulla bellezza?

«La bellezza ti rende più visibile ma è un’arma a doppio taglio perché spesso attira persone che si approfittano di te. Alle mie figlie ho insegnato l’importanza dell’aspetto fisico ma come forma di rispetto verso se stessi».

fedez con leone fedez con leone

 

Chiara è sempre perfetta come la vediamo nelle foto?

«Ma va, la vedo in pigiama, struccata. La perfezione non deve essere continua altrimenti che vita terribile sarebbe?».

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