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    LA TRAGEDIA DI ESSERE LESBICHE NEGLI ANNI SESSANTA - LA VITA DISPERATA DI DUSTY SPRINGFIELD, REGINA DEL SOUL BRITANNICO - MOLTE ESPERIENZE SESSUALI MA VOLEVA CHE LA SUA IMMAGINE UFFICIALE FOSSE “PULITA”: FINI' IN MANICOMIO


     
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    Roger Lewis per “The Spectator

    dusty voleva essere etero e nera dusty voleva essere etero e nera

     

    La tragedia di Dusty Springfield, ora raccontata nel libro “Dusty: An Intimate Portrait” di Karen Bartlett, è stata segnata dal suo orientamento sessuale, taciuto, tenuto segreto per tutta la vita, causa del disgusto che provava per sé. Gli anni ’60 non sono stati nemmeno per una frazione di secondo quelli liberali che pensiamo oggi. All’epoca essere gay era doloroso, considerato una malattia mentale, si usavano terapie preventive e elettrochoc.

     

    dusty springfield dusty springfield

    Si parla spesso di omosessualità maschile, molto meno di quella femminile. Le lesbiche erano rifiutate da una società che enfatizzava la femminilità ad ogni costo. Le donne dovevano sposarsi giovani e fare figli.

     

    Dusty Springfield era nata in una famiglia cattolica nel 1939, e ancora nel 1973 confessava alla sua fidanzata: «Se entro in una chiesa, crolla il soffitto, perché io sono una peccatrice. L’atmosfera a casa non era delle migliori: la madre spesso ubriaca, il padre pianista fallito che per sua figlia usava aggettivi come “stupida e brutta”. Dusty si sentiva inadeguata e si faceva del male, trovava conforto nell’emulare Carmen Miranda, Doris Day e Billie Holiday, che trasformarono la sofferenza in arte.

     

    dusty springfield ebbe grossi problemi mentali dusty springfield ebbe grossi problemi mentali

    Dusty, rossa di capelli si ribellò. Se li tinse biondi, si immerse nel jazz e nel blues, indossò vestiti ricercati, calcolò la sua immagine. Fece i suoi primi tour in camper, si esibì nel cabaret, tra mangiafuoco e maghi, nel 1963 Dusty arrivò a guadagnare 25.000 sterline a settimana.

     

    In Sudafrica si rifiutò di esibirsi davanti al pubblico segregato, perché i pregiudizi razziali le ricordavano quelli subiti dagli omosessuali. Non le piaceva che in America, le facce di Little Richard e Ray Charles non campeggiassero sulle copertine dei dischi. Nel 1966 aveva accumulato più successi di chiunque altro. Cercava la perfezione estetica, così si rifece il naso e passava al trucco almeno tre ore prima di andare in scena.

     

    dusty springfield con la fidanzata sue cameron dusty springfield con la fidanzata sue cameron

    La sua amante Sue Cameron ricorda che non stava bene. Tirava gli oggetti contro il muro, si dava i pugni da sola, lanciava la farina contro la band, il cibo a terra nei ristoranti, i mobili nella piscina. Finì all’ospedale psichiatrico di New York, per esaurimento nervoso catatonico. Pillole e vodka non l’aiutarono. Dusty si ubriacava per perdere le inibizioni e avere il coraggio di fare esperienze sessuali con le donne, ma voleva che la sua immagine ufficiale fosse rassicurante, “pulita”.

     

    dusty lesbica segreta per tutta la vita dusty lesbica segreta per tutta la vita

    «Voleva essere etero, nera e una buona cattolica» ricorda la sua ex Norma Tanega. Dusty emerse in un periodo in cui essere gay significava avvelenarsi la carriera, quindi andò in pezzi. L’industria era sessista, essere lesbica era ritenuto scioccante e orribile. I giornali non lo volevano nemmeno sapere. Le lesbiche stavano zitte. A forza di tacere, Dusty cominciò a urlare e a rompere finestrini delle macchine, a sviluppare manie: mangiava solo cavolfiori e gelati, la spazzatura di casa doveva essere divisa in buste di misura identica. Morì in declino, nel 1999. Avrà avuto davvero una relazione con la principessa Margaret a Mustique?

    dusty con elton john dusty con elton john

     

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