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    IN INDIA NUOVO RECORD DI POSITIVI: 200.000 - IL SISTEMA SANITARIO E' AL COLLASSO - A GENNAIO, CON I CASI IN AUMENTO, ERANO TUTTI AL FESTIVAL INDU' A BAGNARSI INSIEME NEL GANGE - "ANCHE LE ELEZIONI NON HANNO AIUTATO" DICONO I VIROLOGI - GRANDE PRODUTTORE DI VACCINI, IL PAESE HA RIMANDATO LE ESPORTAZIONI PER FRONTEGGIARE LA PANDEMIA...


     
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    Dagotraduzione dalla Reuters e da Ap

     

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    In India il Covid è riesploso. Le infezioni giornaliere, che a inizio gennaio si erano attestate a 10.000 casi, sono arrivate giovedì a 200.000, il numero più alto al mondo.

     

    Al Lok Nayak Jai Prakash Narayan Hospital (LNJP), grande struttura indiana dedicata solo al Covid, un flusso di ambulanze ha trasportato i pazienti nel reparto traboccante di malati. Altri sono arrivati con gli autobus. Il paziente più giovane era un neonato.

     

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    «Siamo sovracchirichi. Stiamo già lavorando a pieno regime» ha detto il dottor Suresh Kumar. I 54 posti letti iniziali ospitano oltre 300 pazienti in condizioni critiche. I malati sono costretti a condividere i letti, i morti vengono lasciati fuori dai reparti prima di essere portati in obitorio. «Oggi abbiamo ricoverato 158 persone solo a Lok Nayak». Fuori dalle camere mortuarie, i parenti in lacrime si radunano sotto il sole in attesa dei corpi dei loro cari.

     

    Quest'anno, dopo aver imposto una delle chiusure più rigide al mondo per quasi tre mesi, il governo indiano ha allentato le misure. Secondo il virologo Shahid Jamil, le elezioni locali e nazionali, che sono state precedute da massicce manifestazioni politiche, e un importante festival indù durante il quale migliaia di devoti si sono bagnati insieme nel fiume Gange, sono stati eventi di grande diffusione del virus. Inoltre l'insorgere delle varianti, in rapida diffusione in tutto il paese e difficili da individuare con i test, ha peggiorato la situazione.

     

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    Ora le due città più grandi dell'India hanno imposto nuove restrizioni. New Delhi lascerà tutti i casa nel fine settimana. Chiusi i ristoranti, i centri commerciali, le palestre e le terme. I cinema potranno restare aperti solo durante la settimana. Nonostante l'aumento dei contagi, nella capitale sono ancora disponibili 5.000 posti letti, e altri si aggiungeranno presto. Le autorità hanno anche ordinato ad alberghi e sale per ricevimenti di convertirsi in centri Covid per ospitare i malati non gravi. «L'impennata è allarmante», ha detto SK Sarin, esperto di sanità del governo di Nuova Delhi.

     

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    Restrizioni simili sono state adottate mercoledì anche nel Maharashtra, sede della capitale finanziaria Mumbai, e zona tra le più colpite dalla pandemia. Secondo i resoconti dei media indiani,

    il numero crescente di morti ha messo in difficoltà anche i cimiteri per le troppe richieste di cremazioni e sepolture.

     

    I 200.739 casi registrati giovedì sono circa il doppio di quelli conteggiati nell'ultimo picco, a settembre 2020. E fanno salire il conto dei positivi in India a 14 milioni, un numero inferiore solo a quello degli infettati negli Stati Uniti.

     

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    Il fragile sistema sanitario è al collasso. Le difficoltà hanno costretto il paese, grande produttore di vaccini, a ritardare le consegne all'estero. Il ministero della Salute, che finora ha immunizzato 114 milioni di indiani, sta intensificando la sua campagna di vaccinazioni nazionale.

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