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    “L’EPIDEMIA IN CINA RALLENTA” - L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ CI RASSICURA: “IL PICCO È STATO TRA IL 23 GENNAIO E IL 2 FEBBRAIO” - LE AUTORITÀ CINESI DEVONO FRONTEGGIARE GLI SCIACALLI: 22.000 REATI LEGATI ALL’EPIDEMIA - ARRESTATE 1560 PERSONE COINVOLTE NELLA PRODUZIONE DI MATERIALI PROTETTIVI E MASCHERINE CONTRAFFATTI…


     
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    CORONAVIRUS: 22.000 REATI LEGATI ALL'EPIDEMIA IN CINA

    (ANSA-XINHUA) - Le autorità di pubblica sicurezza in tutta la Cina hanno gestito circa 22.000 reati legati alla nuova epidemia di coronavirus (COVID-19). Il viceministro della Pubblica Sicurezza Du Hangwei ha annunciato oggi in una conferenza stampa a Pechino che 4.260 persone coinvolte nei casi sono state arrestate.

     

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    Secondo il viceministro, la polizia ha risolto 688 casi che coinvolgono la produzione e la vendita di materiali protettivi contraffatti e scadenti, con più di 1.560 sospetti arrestati e oltre 31 milioni di mascherine false o inferiori alla qualità prevista sequestrate. Du Hangwei ha dichiarato anche che sono morti contagiati dal virus 49 agenti di polizia e agenti di polizia ausiliari in tutto il Paese. Il viceministro ha aggiunto che le agenzie di pubblica sicurezza continueranno a lavorare per la repressione dei crimini più frequenti in questo periodo, tra questi: l'interferenza ai trasporti e la logistica, l'impennata dei prezzi e il disturbo della produzione.

     

    L'OMS: IN CINA PICCO ALLE SPALLE, ADESSO L'EPIDEMIA RALLENTA

    Monica Ricci Sargentini per il “Corriere della Sera”

     

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    I casi di coronavirus salgono nella provincia dell' Hubei ma i decessi ieri sono stati 71, la cifra più bassa nelle ultime tre settimane. Per l' Oms la quarantena imposta in molte città cinesi ha funzionato: «Il picco è stato tra il 23 gennaio e il 2 febbraio, ora l' epidemia rallenta». Quello che ora preoccupa, però, è il diffondersi della malattia nel resto del mondo: sono ben 40 i Paesi interessati con 2.689 contagi e 49 morti.

     

    Ieri la Svizzera, l' Austria, la Croazia, la Spagna continentale e l' Algeria hanno registrato i primi casi di infezione. Nel complesso sono oltre 80 mila le persone ammalate, una cifra dieci volte superiore a quella registrata durante l' epidemia di Sars mentre i decessi sono 2.713 contro i quasi 800 del 2003. E l' Oms lancia l' allarme: «Bisogna essere pronti a gestire questa situazione in una scala più grande, e bisogna farlo rapidamente» ha detto Bruce Aylward, appena rientrato dalla missione in Cina. Sono molti i governi che, in questi giorni, hanno varato misure drastiche per contenere la diffusione del Covid-19.

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    La Corea del Sud, la seconda nazione dopo la Cina per numero di infetti (977 contagiati e 11 morti), ha deciso di testare più di 200 mila membri della chiesa Gesù Shincheonji, culto fondato nel 1984 dal pastore Lee Man-hee che ha sede nella città di Daegu e a cui è riconducibile circa il 60% dei casi di infezione totali. A Hong Kong le scuole rimarranno chiuse per un altro mese. In Giappone una quarta persona è morta dopo essere stata portata in ospedale dalla quarantena passata sulla Diamond Princess, la nave da crociera ancorata nel porto di Yokohama. A Tokyo il governo ha invitato le persone a lavorare da casa e si teme che possano saltare le Olimpiadi estive.

     

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    Gli Stati Uniti hanno annunciato che investiranno più di un miliardo di dollari per mettere a punto un vaccino che potrebbe essere pronto già a luglio. Anche perché, come afferma il ministro della Sanità Alex Azar, in America si prevede «un aumento di casi alla luce del contagio in numerosi Paesi».

     

    In Iran i decessi sono saliti a 16, la cifra più alta fuori dalla Cina, e il Paese, fiaccato anche dalle sanzioni americane, appare sempre più isolato. Il presidente iraniano Hassan Rouhani è apparso in televisione per rassicurare la popolazione: «Vinceremo questo virus con l' aiuto di Dio». Tra i contagiati ci sono anche il vice ministro della Sanità e un deputato. L' arrivo di un team di esperti dell' Oms a Teheran è stato rinviato e Washington teme che la Repubblica Islamica stia nascondendo i dati veri: «Gli Stati Uniti - ha detto ieri il segretario di Stato Mike Pompeo - sono profondamente preoccupati dalle informazioni che indicano che il regime iraniano sta nascondendo verità di importanza vitale sull' epidemia».

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