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    MEDICI IN FUGA: L'ITALIA NE HA PERSI 10MILA IN 10 ANNI, SCAPPATI ALL'ESTERO PER TROVARE UNO STIPENDIO DECENTE E STRUTTURE ADEGUATE. ''PER OGNI MEDICO FORMATO IN ITALIA CHE SE NE VA, IL NOSTRO PAESE HA BUTTATO 150 MILA EURO'', DICE DAVIDE LA REGINA, 46 ANNI, CHE DAL 2016 DIRIGE IL DIPARTIMENTO DI CHIRURGIA ALL'OSPEDALE DI BELLINZONA, IN SVIZZERA - I PROFILI DI CHI SE NE VA, PROPRIO MENTRE CON QUOTA 100 ANDRANNO IN PENSIONE MIGLIAIA DI DOTTORI


     
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    medico paziente medico paziente

    1. MEDICI ITALIANI OLTRE FRONTIERA. SOLDI E CARRIERA, DOTTORI IN FUGA: «MEGLIO GLI OSPEDALI STRANIERI»

    Mario Fabbroni per www.leggo.it

     

    Inghilterra, Svizzera e Germania in pole position. Poi Francia, Belgio e Scozia. Ma negli ultimi mesi crescono anche i Paesi arabi, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Dubai e Kuwait come destinazioni professionali preferite.

     

    I medici italiani se ne vanno, anzi fuggono all'estero perché attratti da retribuzioni migliori e concrete possibilità di carriera basate soprattutto sul merito. In dieci anni, 10.104 camici bianchi hanno lasciato l'Italia al pari di 8 mila infermieri. Ai dati della Commissione europea e del Rapporto Eurispes-Enpam, si sommano quelli di Consulcesi group secondo cui ogni anno 1.500 laureati in Medicina vanno via per frequentare scuole di specializzazione.

     

     

    L'IDENTIKIT.

    Chi mette lo stetoscopio in valigia ha un'età che va dai 28 ai 39 anni, la meta principale è la Gran Bretagna (27% delle scelte), seguono Germania (24%) Svizzera (22%) e Francia (18%). I professionisti che espatriano sono per la maggior parte ortopedici, pediatri, ginecologi, anestesisti. La regione da cui emigrano di più è il Veneto, tanto che il governatore Luca Zaia vuole richiamare i pensionati per coprire i buchi.

    medico medico

     

    ITALIANS, THE FIRST.

    I medici italiani sono considerati come più preparati, abituati al sacrificio e con un'ottima qualità di rapporto con colleghi e pazienti. Tra i medici europei che lasciano il loro Paese, secondo i dati della Commissione europea, il 52% è costituito da italiani, seguono i tedeschi con il 19%.

     

    LE OFFERTE.

    Così agli indirizzi mail arrivano offerte sempre più allettanti. Proprio in questi giorni, raccontano dall'Azienda sanitaria di Verona, gli Emirati Arabi stanno contattando specialisti italiani e offrono dai 14 ai 20 mila euro al mese ma anche l'interprete, la casa, la scuola per i figli, assistenza e autista.

     

    CACCIATORI DI CERVELLI.

    La ricerca avviene attraverso anche Linkedin o società straniere specializzate nella caccia ai cercelli. E a quanto pare l'età non importa: nel giro di poche settimane all'ospedale di Padova una nefrologa esperta ha avuto un'offerta di lavoro dalla Francia, un altro specialista di 55 anni ha ricevuto un invito in Svizzera. Una clinica a Hagen, in Renania Settentrionale-Vestfalia, offre un contratto di 5 anni per diventare specialista con uno stipendio base da minimo 4.402,38 /mese.

    un buon rapporto tra medico e paziente un buon rapporto tra medico e paziente

     

    POCA PRATICA.

    Francesco Macrì Gerasoli, medico radiologo messinese, oggi lavora al Centro Universitario Ospedaliero di Nimes, nella Francia del Sud, dopo aver studiato alla Sapienza di Roma e fatto la specializzazione presso il policlinico Umberto I della Capitale: «Rispetto ai medici transalpini, quelli italiani sono più preparati ma difettano nella pratica: in Francia ci sono colleghi di 30 o 32 anni che sanno fare senza alcun problema interventi di chirurgia addominale maggiore, cosa estremamente difficile in Italia, oppure giovani oculisti che trattano la retina come se avessero una lunga esperienza. In Italia, forse, tutto questo lo si vede fare a colleghi specialisti di 50 anni e oltre».

     

    ALLARME PENSIONATI.

    I sindacati dei medici come Anaao, oltre a sottolineare che per formare un medico in Italia ci vogliono 150mila euro, hanno spiegato che da qui al 2025 andranno in pensione 52mila medici e bisogna trovare il modo di sostituirne il più possibile. La principale colpa del paradosso Italia sta nel numero chiuso universitario per l'accesso alle professioni sanitarie, che sta già portando alla creazione di zone prive di medici. Una specie di deserto sanitario.

     

    IL MODELLO FERRARA.

    DAVIDE LA REGINA DAVIDE LA REGINA

    Per invertire la tendenza, a Ferrara stanno provando un modello ispirato alla Francia che salta l'ostacolo dei quiz di accesso alla facoltà di Medicina ma impedisce la prosecuzione degli studi a coloro che non sostengono almeno 4 esami in un anno con una media-voto del 27. Gli inadatti vengono trasferiti nel Corso di Biotecnologie Mediche, che a sua volta però ha un numero di posti predefinito. Funzionerà?

     

     

    2. IL CHIRURGO DAVIDE LA REGINA LAVORA ALL'ESTERO DA 18 ANNI: «L'ITALIA SPRECA 150 MILA EURO PER OGNI MEDICO»

    Mario Fabbroni per www.leggo.it

     

    Davide La Regina, 46 anni: dal 2016 lei dirige il dipartimento di Chirurgia all'ospedale di Bellinzona, in Svizzera. In Italia avrebbe fatto la stessa carriera?

    «Non saprei, ho sempre e solo lavorato all'estero. Ma mi dicono che per diventare primari bisogna essere anche amici dei politici».

     

    Fuori dall'Italia conta di più il merito?

    «C'è grande considerazione per la preparazione scientifica e la bravura personale».

    Dove ha lavorato?

    «Dopo la laurea all'Università La Sapienza di Roma non ho seguito il solito percorso fatto di borse di studio per la specializzazione. Invece ho inviato curriculum e sono stato chiamato per un colloquio al Northampton General Hospital, vicino Londra. Era il 2001».

     

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    E l'hanno presa subito, così giovane?

    «Si. Sono stato valutato, quindi ho iniziato la formazione per diventare chirurgo vascolare e viscerale. Ho girato 5 ospedali in tre anni, nel Regno Unito sono sempre stato trattato bene».

     

    Perché allora si è trasferito in Germania?

    «Per amore, lì lavorava la donna che poi sarebbe diventata mia moglie».

    Poi la Svizzera, dopo altri 12 anni...

    «Esatto. Sa una cosa? Nel mio reparto lavorano altri 9 medici italiani. E, in media, ricevo 250 richieste di colloquio ogni anno provenienti da colleghi italiani».

     

    Cosa pensa di questa fuga dall'Italia?

    «Che è una tragedia finanziaria per lo Stato italiano. La formazione di ogni medico costa almeno 150 mila euro. Ma noi ne stiamo regalando troppi all'estero. Mi creda. siamo i più bravi...». 

     

    mario.fabbroni@leggo.it

     

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