• Dagospia

    PIZZI & FICHI - BECCAI ETTORE SCOLA CHE SALIVA IN CAMERA CON LA LOREN. LUI SI VOLTÒ E MI DISSE: \"UMBÉ, VOI VENÌ A GUARDÀ?\" - D’ALEMA MI DISSE: \"CAMBI MESTIERE\". E IO: \"PURE LEI\" - FLESCIO FANTOZZI MENTRE MAGNA. INVECE DI ARRABBIARSI MI CHIEDE L’INGRANDIMENTO”…


     
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    Fabrizio Roncone per Corriere della Sera

    «Io sono un lupo solitario. Mi piace cacciare da solo. Esco di casa al tramonto, con la mia vecchia Nikon sotto alla giacca, e torno all\'alba. I fotografi che si muovono in branco non li ho mai capiti». Questo fa di te il paparazzo più... «Beh, paparazzo...».

    Non ti piace essere definito così? «Capisco che è una categoria, io preferirei essere chiamato fotoreporter, comunque va bene anche \"paparazzo\". Purché non si pensi a quelli che Fellini descrisse nel film \"La dolce vita\". Fellini ci ha danneggiato. Perché noi, è vero, siamo feroci: però certe regole le rispettiamo. Noi, un\'anima, ce l\'abbiamo».

    UmbertoUmberto Pizzi e Lella Bertinotti

    Dicevo che sei il paparazzo più bravo su piazza. «Sei gentile, ma poi sai...». (Umberto Pizzi ha 71 anni, i capelli bianchi e si diverte ancora a fare il modesto: e ora magari si arrabbierà Rino Barillari, che noi cronisti chiamiamo «The King», un altro fuoriclasse, ma il numero uno tra i paparazzi romani adesso è davvero lui, Pizzi, e infatti la Mondadori, non casualmente, manda in libreria un bel volume, una sua raccolta di scatti memorabili firmata insieme a Roberto D\'Agostino, quel geniaccio che s\'è inventato «Dagospia», il sito internet dove c\'è, appunto, «Cafonal»: la rubrica su cui vengono pubblicate le foto rubate alle feste dei politici, in quei trionfi di balli, di potere, di carne nuda, di mozzarella masticata a bocca aperta).

    A quanti anni cominci? «A 24. Dopo aver fatto il falegname, lo scaricatore. Vengo da una famiglia proletaria: 5 fratelli, 2 sorelle, mamma casalinga, papà che cercava di sfamarci. Infanzia a Zagarolo, sotto ai Castelli Romani, poi a Roma, borgata Torre Maura». Le prime foto, quando? «Aiutavo un certo dottor Della Casa, invalido ma ricco sfondato e proprietario, tra l\'altro, dell\'hotel Ambasciatori, in via Veneto».

    IsabellaIsabella Rauti e Pizzi

    Piena di paparazzi. «Sì, ma io, all\'inizio, ero interessato a un altro genere di foto. Così, il fisioterapista austriaco del mio invalido mi fissò un abbocco alla Fao. Era il 1960, finii a fare scatti in giro per il mondo: Turchia, Iraq, Giordania... Ma capii che, per fare soldi, dovevo cambiare scenari...». I maestri? «Autodidatta. Che poi uno come Tazio Secchiaroli, per dire, s\'era già quasi ritirato...».

    Primi colpi? «A Porto Ercole, all\'inizio dei \'70, m\'ero costruito una tana tra i cespugli di mirto: stavo venti metri sopra la testa dei reali di mezza Europa. Da quelli d\'Olanda a Juan Carlos di Spagna a...». Altri scatti? «Mastroianni mi diceva: \"A Umbé, perché non fai il metalmeccanico?\". Poi però lasciato da Faye Dunaway, organizzò una paparazzata per farsi beccare a Fiumicino mentre accoglieva la Deneuve...».

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    Ancora, dai. «A Cannes beccai Ettore Scola che saliva in camera con la Loren. Lui si voltò e mi disse: \"Umbé, voi venì a guardà?\"». I politici. «Trent\'anni fa feci una foto a Emilio Colombo che beveva un bicchiere di vino, e scoppiò il finimondo». Altri tempi. «Sai chi cambiò tutto? I socialisti. Ricordo le feste in maschera che De Michelis organizzava a Venezia... Ricordo certe notti davanti ai night di Roma: Jackie\'O, Bella Blu...». Poi arrivò Tangentopoli. «Due anni di prudenza. Ma appena Berlusconi vinse le elezioni...». Foto al Cavaliere? «Mi detesta. Gli fotografo i tacchi delle scarpe, e le orecchie. Gliele hai mai viste?».

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    D\'Alema? «Una volta mi disse: \"Cambi mestiere\". E io: \"Pure lei\"». Però ci sono quelli che si lasciano fotografare. «Quasi tutti. Becco Gasparri al Bagaglino con Luxuria, e lui? Le fa il bacia mano. Poi mi guarda: Umbé, so\' stato bravo?». Adorano finire su «Cafonal». «L\'ultimo è Fantozzi, commissario di Alitalia. Lo flescio mentre mangia pasta e fagioli come un pastore. E lui, invece di arrabbiarsi, che fa? Mi chiede l\'ingrandimento». La tua foto più cattiva? «A Capalbio, all\'\"Ultima Spiaggia\". Una ministra del centrosinistra che entrava in acqua. Era... un po\' su di peso».

     

     

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