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    CON IL FILO DIRETTO TRUMP-PUTIN, A COSA SERVE L’AMBASCIATORE AMERICANO IN RUSSIA? A NULLA - E INFATTI JON HUNTSMAN ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI A TRUMP: LASCERÀ L’INCARICO DAL 3 OTTOBRE - NON PER FRIZIONI CON L’AMMINISTRAZIONE O PER LE BEGHE DEL RUSSIAGATE: HUNTSMAN, EX GOVERNATORE DELLO UTAH, STAREBBE INFATTI PENSANDO DI CANDIDARSI NUOVAMENTE – VIDEO


     
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    Francesco Semprini per “la Stampa”

     

    Donald Trump perde il suo ambasciatore in Russia. Jon Huntsman, ex candidato repubblicano alla Casa Bianca ed ex governatore dello Utah, ha annunciato, con una lettera al presidente, le dimissioni dopo due anni a Mosca. Lascerà il proprio incarico a partire dal 3 ottobre e sembra che potrebbe candidarsi nuovamente a governatore dello Utah. La carriera di Huntsman, 59 anni, è stata caratterizzata da una spiccata alternanza di incarichi diplomatici, politici e commerciali.

     

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    È stato eletto governatore per la prima volta nel 2004 e di nuovo nel 2008, sebbene abbia rassegnato le dimissioni nel 2009, quando il presidente Barack Obama lo ha nominato ambasciatore degli Stati Uniti in Cina. Incarico che ha svolto sino al 2011. Successivamente si è candidato alle elezioni presidenziali nel 2012. Dal 1992 al 1993 era già stato ambasciatore a Singapore per le amministrazioni Bush e Clinton.

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    La lettera a Trump

    Huntsman inizia la lettera con la quale annuncia le dimissioni rivolgendosi proprio al presidente Trump. «Sono onorato della fiducia che ha riposto in me come ambasciatore degli Usa in Russia durante questo periodo storicamente difficile nelle relazioni bilaterali». «Mi impegno a fare tutto il possibile per facilitare una transizione lineare che assicuri come i nostri obiettivi di politica estera siano adeguatamente focalizzati».

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    L' incarico di Huntsman è stato senza dubbio assai delicato e per certi versi strategico, visto che lo ha svolto in uno dei momenti più difficili per le relazioni tra i due Paesi a partire dall' inchiesta Russiagate, ovvero le interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria di Donald Trump e le tensioni diplomatiche che ne sono scaturite direttamente. Non ultima l' espulsione del personale diplomatico dalle rispettive rappresentanze.

     

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    Oltre a tutte le vicende che hanno causato tensioni sul piano geopolitico internazionale come la recente uscita degli Usa dal trattato Inf del 1987 che pose fine alla vicenda degli euromissili, ovvero dei missili nucleari a raggio intermedio installati da Usa e Urss sul territorio europeo.

     

    Huntsman ha tuttavia voluto lasciare, nella stessa missiva di dimissioni, una sorta di eredità culturale sul valore delle relazioni tra Washington e Mosca. «Ci sono interessi comuni che non possiamo ignorare - scrive -. Attraverso la nostra diplomazia, abbiamo lavorato per stabilizzare anni di acrimonia e incertezza nella speranza di una relazione migliore. Il fallimento non è un' opzione».

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