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    NON VI SIETE ANCORA ROTTI LE PALLE DELLE VIDEOCHIAMATE IN QUARANTENA? ALLORA DOVETE LEGGERE QUESTI TRUCCHI PER FARLE ANCORA MEGLIO – LE PIATTAFORME PIÙ USATE SONO SKYPE, FACETIME E HANGOUTS, MA CI SONO ANCHE ‘HOUSEPARTY’ PER GLI APERITIVI IN QUARANTENA (SI PUÒ ANCHE GIOCARE IN GRUPPO) E OVVIAMENTE WHATSAPP – OCCHIO ALL’AMBIENTAZIONE, SPECIE SE È UNA CALL DI LAVORO: EVITATE LE FINESTRE E NON CONDIVIDETE TUTTO LO SCHERMO…


     
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    Simone Pierini per www.repubblica.it

    skype vs zoom skype vs zoom

     

    BOOM di videochiamate, uno dei canali principali attraverso i quali riusciamo a tenere i contatti con l’esterno, con i nostri cari e in particolare con i colleghi di lavoro in tempi di chiusura da coronavirus. Telefonate, messaggi vocali, chat, certo, ma soprattutto videocall che ormai tutte le applicazioni di messaggistica consentono di effettuare, anche in gruppo. Utilizzate prima del lockdown legato alla necessità di contenere l’epidemia soprattutto per passatempo o per lavoro, le piattaforme e le app dedicate stanno registrando un incremento esponenziale di traffico e download. Lo dimostra l’analisi di XChannel sulle principali soluzioni cercate dagli italiani su Google.

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    Le piattaforme per comunicare a distanza

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    Skype è la piattaforma più cercata sul motore di ricerca (offre videocall con massimo 50 persone), davanti a tutti i concorrenti. Si difendono anche altre piattaforme come Zoom Cloud (fino a 100 persone), Gotomeeting (fino a 25 in video e altri 225 in audio con la versione Plus), Hangouts Meet (fino a 250), Microsoft Team (fino a 50 persone, per la mole di traffico nelle scorse ore ha avuto seri problemi di funzionamento) e Houseparty (fino a otto persone).

     

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    Per tutti i servizi, dice l’indagine, le ricerche sono iniziate a salire vertiginosamente dall’8 marzo, il giorno in cui è entrato in vigore il decreto del presidente del Consiglio che imponeva misure stringenti per le ex zone rosse e dava inizio a una quarantena che nei giorni successivi sarebbe stata estesa a tutto il Paese.

     

    Come fare la videochiamata

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    Fra le ricerche c’è ovviamente anche WhatsApp, che consente di farle al massimo in quattro: su Google la ricerca più digitata in relazione alla parola “videochiamata” è infatti proprio “videochiamata Whatsapp”, seguita da “Skype videochiamata” e “videochiamata di gruppo”. Rispetto a Skype è molto cercata anche “Skype for business”. Tanto per concludere la panoramica, Messenger consente di videochiamarsi fra sei contatti, ma possono aggiungersi altri 50 “amici” solo in audio e FaceTime di Apple fino a 32 persone. Queste, al momento, le nostre priorità.

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    I consigli per la videocall

    Ma come si organizza a dovere una videocall casalinga, specialmente se di lavoro? Ci viene in aiuto Alexa Schirtzinger, responsabile del marketing per la piattaforma G Suite di Google, fra le più usate in questa fase, secondo la quale il primo consiglio è scegliere l’ambientazione giusta. Meglio evitare finestre, che darebbero troppa luce ai sensori delle webcam o dello smartphone, preferendo un muro e, se si usa un computer, piazzandolo in una posizione salda: le vibrazioni potrebbero distrarre gli interlocutori.

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    Le videoconferenze e videochiamate non devono essere sempre programmate. Se, per esempio, siete immersi in uno scambio di email lavorative dal quale non si riesce proprio a uscire, organizzate al volo un incontro e invitate persone interne o esterne all’organizzazione. Hangouts Meet, reso gratuito fino al primo luglio per tutti gli utenti di G Suite e G Suite for Education, consente per esempio di creare codici di partecipazione internazionali, per raggiungere persone al telefono in ogni parte del mondo. E se non riuscite a sentire bene, perché magari si vive in casa con altre persone anche loro impegnate in videochiamate continue o non si dispone di buone cuffie si possono sempre usare le didascalie. Meet offre infatti una funzione di “live caption”.

     

    Il layout delle videochiamate

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    Occhio a non condividere tutto lo schermo, quando dovete esibire il vostro lavoro agli altri. Mostrate solo una finestra, quella in cui si trova il documento da discutere e valutare, invece che l’intero schermo con tutti i dati, le cartelle e i documenti personali. In certe applicazioni, come su Meet, è anche possibile cambiare il layout della videochiamate: si va dalla disposizione automatica, che consente all’app di Google di scegliere il layout per te, fino a quella “in griglia”, che mostra fino a quattro feed video di uguali dimensioni quando non ci sono presentazioni in corso.

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    Se invece c’è una presentazione, lo spazio nella finestra è interamente occupato e di lato vengono mostrati al massimo tre partecipanti. Nella modalità “In evidenza” l’intera finestra è occupata dalla presentazione, da chi sta parlando o dai feed in primo piano e infine “Barra laterale” vengono visualizzati o l’oratore attivo o la presentazione, con altri partecipanti alato. Insomma, se la piattaforma ve lo consente, trovate la disposizione più utile.

     

    In diretta su Instagram

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    In generale, su tutte le piattaforme che utilizziamo – questo vale anche per le dirette su Instagram, dove pure si possono organizzare videochiamate con sei persone tramite la sezione di messaggistica – vale la pena fare di tutto per essere il più genuini possibile. Ciascuno di noi ha ovviamente una vita al di fuori del lavoro, dimensioni che nell’isolamento forzato casalingo tendono a sovrapporsi in modo spesso incontrollabile. Se capita, non è male mostrare un pezzo della vita reale che ci circonda: può essere il proprio figlio che entra nell’inquadratura, il cane che richiede attenzioni, uno snack consumato durante la call perché non ci si è fermati un attimo. “Mostrare un frammento della propria vita può rafforzare le connessioni con i colleghi e anche creare empatia con ciò che facciamo fuori dagli impegni professionali” conclude Schirtzinger.

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