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    PERCHE’ BRIGITTE SI E’ VESTITA COME MELANIA TRUMP? - IL TAILLEUR CARTA DA ZUCCHERO SCELTO DALLA SIGNORA MACRON PER IL SUO DEBUTTO DA PREMIÈRE DAME DI FRANCIA È LA FOTOCOPIA CROMATICA DELL' ABITO INDOSSATO DALLA FIRST LADY USA ALLA CASA BIANCA. MA TUTTE E DUE SI SONO ISPIRATE A JACKIE KENNEDY!


     
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    Daniela Monti per il Corriere della Sera

    BRIGITTE BRIGITTE

     

    «Perché Brigitte si è vestita come Melania?». Giusto un paio di minuti dopo l' apparizione di Brigitte Trogneux sul tappeto rosso, al giuramento del marito Emmanuel Macron all' Eliseo, arrivano i primi tweet. Poi è una pioggia di foto, le due first lady poste una accanto all' altra.

     

    Carta da zucchero: così diverse per età, interessi, formazione professionale, scelte sentimentali, per una delle occasioni più importanti della loro vita - l' insediamento del consorte al palazzo presidenziale - hanno scelto lo stesso colore. Carta da zucchero, appunto, che qualcuno interpreta, nel caso di Brigitte, più virato sul lavanda, ma poco cambia.

     

    «Deja vu» titola il Daily Mail e l' effetto è proprio quello: il tailleur carta da zucchero scelto dalla signora Macron per il suo debutto da première dame di Francia - la giacca stile militare con le mostrine sulle spalle e la doppia fila di bottoni dorati, la gonna dritta che lascia scoperte le ginocchia - è la fotocopia cromatica dell' abito con bolerino, guanti lunghi e scarpe abbinate indossato da Melania Trump alla Casa Bianca.

     

    E siccome già Melania, all' epoca, era stata accusata di ispirarsi un po' troppo letteralmente allo stile di Jackie Kennedy - che aveva a sua volta scelto il carta da zucchero al giuramento del marito nel 1961 - ecco che il gioco si ripete, riproponendo, amplificata dai nuovi fatti, la domanda: cosa ha di così speciale quel colore?

     

    MACRON BRIGITTE MACRON BRIGITTE

    Anche Lady D, nella sua fase numero due - vale a dire quella della scoperta della moda, che ne rilanciò l' immagine - aveva in guardaroba una bella scelta di carta da zucchero. Il lessico cromatico è impegnativo da decifrare. Però le tinte pastellate sono le più rassicuranti e tenersi alla larga dalla triade più arcaica e densamente ricca di significati - bianco, nero, rosso - è una scelta certamente dettata dalla prudenza e dal buon senso. L' orario della cerimonia, poi, è di per sé un invito a osare con i colori, senza strafare però. Infine la predilezione per il look monocromatico, rifuggendo fantasie o abbinamenti che prestano sempre il fianco a possibili inciampi, è una lezione di eleganza classica, di semplicità senza sciatteria, di personalità lontana dal personalismo.

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    Melania Trump aveva optato per un carta da zucchero di Ralph Lauren, portabandiera dei designer americani; Brigitte Macron ieri ha scelto un carta da zucchero di Louis Vuitton, stella del firmamento modaiolo francese. Nazionaliste entrambe, le signore. Così nelle stesse ore in cui la griffe di Bernard Arnault, uomo più ricco di Francia, mandava in passerella a Kyoto, in Giappone, la sua nuova collezione Cruise, in madrepatria andava in scena una seconda sfilata, con maggior risonanza della prima.

     

    Unica modella, Brigitte: con il suo passo scattante, il sorriso aperto, le gambe lunghe sfacciatamente scoperte ed enfatizzate dalle décolleté tacco 12 colore neutro, come la borsa (sia le scarpe che la borsa già sfoggiate in altre occasioni pubbliche). E come per le modelle vere «l' abito e gli accessori sono un prestito, non un regalo», si sono affrettati a chiarire da Louis Vuitton.

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