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    BOSS DA RECORD – DELIRIO A BROADWAY PER SPRINGSTEEN: CACCIA AL BIGLIETTO, CHIESTI FINO A 12MILA DOLLARI PER UN POSTO IN PRIMA FILA ALLO SHOW DELLA ROCKSTAR – L’IDEA DELLO SPETTACOLO NATA ALLA CASA BIANCA NEL CONCERTO PER L’ADDIO DI OBAMA – PREVISTE 79 REPLICHE: IL BOSS CAMBIERA' SCALETTA OGNI SERA – VIDEO


     
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    Marco Molendini per il Messaggero

     

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    Boss da record. Stavolta Springsteen fa il pieno lontano dagli stadi e lo fa come nessuno ha mai fatto finora: quattro mesi con cinque concerti solitari a settimana nel più piccolo dei teatri di Broadway, il Walter Kerr Theatre con 975 posti. Nessun'altra rockstar si è mai impegnata in una tenitura così lunga in uno stesso luogo.

     

    Un avvenimento. E la caccia che si è aperta segna un altro record, con i biglietti ufficiali esauriti da tempo: nonostante le precauzioni e la vendita tramite Verified Fan, il sistema Ticketmaster che punta a sopprimere il bagarinaggio, il mercato secondario, paradiso degli speculatori, si è scatenato.

     

    Addirittura per una poltrona di primissima fila della serata inaugurale di domani sera vengono chiesti quasi 12 mila dollari (11.700 per la precisione). Ora, si può capire l'amore sconfinato per il più popolare dei rocker d'America, ma pensare che qualcuno possa spendere una simile cifra per un singolo posto (naturalmente se ci va con qualcuno il costo raddoppia) è da regno della fantasia o da ospedale psichiatrico. Anche se la settimana scorsa, all'asta di beneficenza per il sostegno alla lotta contro l'Aids, c'è chi ha pagato 10 mila dollari per due biglietti dello show

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    IL PRECEDENTE La febbre del martedì sera, dunque, è altissima. E si capisce: nel 2016 con 76 date negli stadi il Boss mise insieme 2,4 milioni di spettatori, stavolta con 79 repliche teatrali ne avrà 77 mila. È evidente che le dimensioni ridotte dell'evento hanno fatto da moltiplicatore, vedere e gustarsi Springsteen così da vicino è occasione unica, anche se Bruce in passato non ha risparmiato improvvisate in luoghi raccolti (ricordiamo l'incursione musicale al Wonder Bar di Asbury Park di un paio di anni fa), ma stavolta si tratta di un vero spettacolo programmato, per quanto ridotto all'osso. Sul palco ci sarà soltanto lui con un pugno di chitarre e un pianoforte a coda, scena al minimo, in piena dimensione teatrale.

     

    Il Boss del New Jersey ha raccontato infatti che, più che un concerto, Springsteen on Broadway sarà una sorta di racconto autobiografico fatto di canzoni, riflessioni, aneddoti, diverso dagli altri tour solitari: «Ho pensato che qualsiasi cosa oltre le canzoni e le storie sarebbe risultata troppo forzata e dispersiva. Sarò il regista di me stesso e scriverò io quello che reciterò, sarà una specie di officina-laboratorio».

     

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    IL CANOVACCIO Ovviamente è già cominciata la corsa per individuare che cosa Bruce canterà. «Il canovaccio, a seconda delle serate, potrebbe cambiare ha anticipato - È uno spettacolo molto compatto. Credo che l'intimità del luogo si farà sentire, rendendolo diversa dai tour acustici. Anche se non ne sono così sicuro».

     

    Martedì c'è stata una sorta di prova generale per amici e familiari al Monmouth University's Pollak Theatre in West Long Branch. Due ore di musica cominciate con Growin up, perfetta introduzione per un percorso autobiografico perché la canzone, tratta dall'album del 1973 Greetings from Asbury Park, N.J., racconta di un adolescente dall'animo ribelle che viene dal New Jersey.

     

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    E poi My Hometown e Born in the Usa, quindi Thunder Road, Brilliant Disguise, The Wish, My Father's House, Born to Run (la canzone più suonata da Springsteen in concerto, 1505 volte), Land of Hope and Dreams, Tougher Than the Rest, The Promised Land, insomma tutte canzoni che rappresentano pietre miliari della biografia springsteeniana e che, messe di fila, danno senso all'idea di un racconto completato da interventi narrativi extramusicali.

     

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    INVICTUS GAMENon pago di quanto provato sabato Bruce ha fatto un bagno di folla presentandosi a Toronto alla cerimonia di chiusura degli Invictus Game, i giochi internazionali voluti dal principe Harry d'Inghilterra per i veterani di guerra feriti o malati, suonando Working on the highway, The promised land e Dancing in the dark e poi, duettando con Bryan Adams, Badlands.

     

    Non è escluso, ovviamente, che lo show prenda un senso politico legato all'attualità. A ispirare lo spettacolo, infatti, è stata la performance alla Casa Bianca del 12 gennaio, quando Springsteen si è esibito in un concerto acustico per l'addio di Obama allo staff. In quell'occasione Springsteen seguì una scaletta con canzoni, parti narrate e ricordi che facevano riferimento alla sua autobiografia Born to run.

     

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    Di ritorno a casa da Washington, Bruce, sua moglie Patti Scialfa e lo storico manager Jon Landau hanno pensato che una performance di quel tipo avrebbe potuto avere un numero maggiore di persone. Così è nato Springsteen on Broadway.

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