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    LA DEMOCRATICA ISRAELE “LAVORA” PER I DITTATORI DI TUTTO IL MONDO - UN’INCHIESTA DI “HAARETZ” SVELA COME I SISTEMI ANTI-TERRORISMO DI SORVEGLIANZA CIBERNETICA, MESSI A PUNTO DAGLI ISRAELIANI, SIANO FINITI AI PEGGIORI REGIMI DEL MONDO CHE LI USANO CONTRO DISSIDENTI - LA DENUNCIA DEL GIORNALE: “SOCIETA' ISRAELIANE 'NON HANNO ESITATO A VENDERE CAPACITA' OFFENSIVE A MOLTI PAESI IN CUI MANCA UNA FORTE TRADIZIONE DEMOCRATICA”


     
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    (ANSAmed) - Messi a punto in origine per potenziare la lotta al terrorismo e al crimine organizzato, strumenti di sorveglianza cibernetica e di intercettamento delle comunicazioni sviluppati in Israele sono giunti nel frattempo a dittatori in vari Paesi al mondo e da loro utilizzati anche per reprimere attivisti dei diritti sociali. Lo sostiene oggi il supplemento settimanale di Haaretz in una voluminosa inchiesta condotta in 15 Paesi nel corso della quale ha contattato oltre 100 fonti diverse.

     

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    Societa' israeliane - aggiunge il giornale - ''non hanno esitato a vendere capacita' offensive a molti Paesi in cui manca una forte tradizione democratica, anche in casi in cui non erano in grado di verificare poi se gli strumenti sarebbero stati utilizzati per violare i diritti civili''. Fra le categorie colpite, precisa Haaretz, vi sono membri di comunita' omosessuali, persone critiche dei rispettivi governi, anche individui sospettati di eresia verso l'Islam.

     

    L'inchiesta, spiega il giornale, e' stata difficile perche' le persone contattate hanno rivendicato l'impegno alla discrezione nei confronti delle loro aziende. Chi ha parlato, ha chiesto l'anonimato. Gli intervistati hanno anche rilevato che quegli strumenti erano finalizzati alla lotta al terrorismo e al crimine e che le vendite all'estero dei prodotti erano state autorizzate dal ministero della difesa di Israele.

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    Dunque le transazioni erano legali, a loro giudizio. Haaretz ne conviene: ma denuncia che dopo le vendite il controllo sui prodotti di spionaggio e' passato agli Stati in questione senza che le compagnie israeliane potessero piu' sulle influire sulle loro scelte. Secondo il giornale la situazione creatasi ha destato allarme fra alcuni deputati che invocano adesso controlli molto piu' stretti.

     

    Il giornale precisa che fra i Paesi che hanno acquistato i programmi di spionaggio e di intelligence messi a punto in Israele rientrano Bahrein, Indonesia, Angola, Mozambico, Repubblica Domenicana, Azerbaijan, Swaziland, Botswana, Bangladesh, El Salvador, Panama a Nicaragua.

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