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    ELLY A PEZZI! NEL PD E’ SCOPPIATA LA RIVOLTA: LE CORRENTI ASSEDIANO SCHLEIN VERSO LE EUROPEE - AL NORD-EST C’È IL CASO DI STEFANO BONACCINI, CHE VUOLE CORRERE SOLO SE FA IL CAPOLISTA. AL CENTRO, È IN CORSO LO PSICODRAMMA DI NICOLA ZINGARETTI, CHE VUOLE CORRERE SOLO SE CAPOLISTA O SECONDO ALLA SCHLEIN (TEME DI NON AVERE I VOTI) - AL SUD C'E' FOLLA: IN PISTA CI SONO PINA PICIERNO, VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO, ANTONIO DECARO E SANDRO RUOTOLO. E POI C’E’ IL PROBLEMA DELLE DONNE…


     
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    Wanda Marra per il "Fatto quotidiano" - Estratti

     

    bonaccini schlein bonaccini schlein

    La sindrome Basilicata, ovvero il timore di arrivare alla formazione delle liste per le Europee dopo una serie di nomi bruciati, aleggia nel Pd. Perché Elly Schlein, mentre il campo largo si frantuma e si rappezza in maniera più o meno rocambolesca nelle Regioni, sta continuando a lavorare per comporre il puzzle per Bruxelles. 

     

    La sua personale quadra l’avrebbe trovata: ha chiesto a una serie di personalità esterne di fare da capilista nelle varie circoscrizioni; lei si presenterebbe ovunque; i big della minoranza del Pd sarebbero candidati, ma senza un eccessivo rilievo.

     

    Per la segretaria del Pd sarebbe la quadratura del cerchio (almeno nelle intenzioni): in un colpo solo punterebbe a blindarsi, grazie ai suoi voti personali (nei sondaggi i dem stanno saldamente sopra l’asticella del 20%), metterebbe dentro un po’ di nomi suoi e ridimensionerebbe i big. Perché poi ad avere i voti sono soprattutto i sindaci, non di certo vicini alla segretaria: da Dario Nardella ad Antonio Decaro, da Giorgio Gori a Matteo Ricci.

    elly schlein stefano bonaccini - manifestazione piazza del popolo elly schlein stefano bonaccini - manifestazione piazza del popolo

     

    Peccato che la guerra interna vada avanti e le liste fatichino a prendere forma. Per i capilista, Schlein ha chiesto ai giornalisti Lucia Annunziata (Sud) e Marco Tarquinio (Centro), alla figlia del fondatore di Emergency, Cecilia Strada (Nord- Ovest), che hanno dato la loro disponibilità. Per il Nord-Est ha provato con Antonella Viola (ma lei ha detto no) e ora sta pensando di puntare su Annalisa Corrado (responsabile Ambiente), che deve correre lontano da Roma, visto che è contraria al termovalorizzatore sul quale

    Sta lavorando la giunta Gualtieri (sempre del Pd).

     

    igor taruffi stefano bonaccini elly schlein igor taruffi stefano bonaccini elly schlein

    La rivolta è scattata più o meno ovunque. Al Nord-Est c’è il caso di Stefano Bonaccini, che vuole correre solo se fa il capolista. La segretaria non cede e non glielo ha proposto, lui è pronto a rinunciare del tutto, anche se è molto difficile che riesca ad arrivare per lui la possibilità di fare il terzo mandato alla guida dell’Emilia-Romagna. Al centro, è in corsolo psicodramma di Nicola Zingaretti, che vuole correre solo se capolista o secondo alla Schlein: in caso contrario, teme di non avere i voti. Senza contare che il profilo pacifista dell ’ex direttore di Avvenire, Tarquinio, da sempre contrario all’invio di armi all’Ucraina, fa storcere il naso a buona parte dei dem, visto che il sostegno a Kiev è uno dei temi considerati irrinunciabili.

     

    schlein zingaretti schlein zingaretti

    Tanto è vero che la segretaria potrebbe insistere con Emma Bonino (che società civile non è, ma neanche Pd), la quale però è piuttosto malandata. Ancora. Al Sud l’affollamento rischia di essere eccessivo. Perché in pista ci sono Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, e Antonio Decaro, che sabato presenta la sua candidatura ufficialmente a Bari. Ma i due sono di fatto da mesi in campagna elettorale. Una candidatura in posizione eleggibile Schlein l’aveva offerta a Sandro Ruotolo.

    NICOLA ZINGARETTI ELLY SCHLEIN NICOLA ZINGARETTI ELLY SCHLEIN

     

    Non è detto che riesca a mantenere la promessa. Perché al Sud non dovrebbero entrare più di tre europarlamentari.

     

    (...) Resta la rivolta delle donne: perché la presenza in tutte le liste della segretaria potrebbe avere come effetto proprio quello di far fuori molte eurodeputate uscenti, che puntano alla riconferma. Dalla Picierno ad Alessandra Moretti, passando per Irene Tinagli. Tutte comunque ricandidate, come Elisabetta Gualmini e Patrizia Toia.

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