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    GONG! A NAPOLI MAXI SCAZZO TRA VINCENZO DE LUCA E MATTEO PIANTEDOSI, DURANTE UN CONVEGNO ALL’UNIVERSITÀ FEDERICO II – IL GOVERNATORE INCALZA IL MINISTRO SUI FONDI EUROPEI, E QUELLO REPLICA ACCUSANDO LA CAMPANIA. A QUEL PUNTO DE LUCA SI INCAZZA: “MI DICA QUALI SONO I PROBLEMI. FINIAMOLA CON LE CHIACCHERE, DITECI COSA VOLETE…” – LO SCONTRO PROSEGUE SUL 25 APRILE: “LA MELONI HA DETTO CHE LA FINE DEL FASCISMO HA POSTO LE BASI DELLA DEMOCRAZIA. ESPRESSIONE UN PO’ FLEBILE, COME DIRE CHE LA FINE DELLA PIOGGIA HA POSTO LE BASI PER LA CHIUSURA DEGLI OMBRELLI…” - VIDEO


     
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    Estratto dell’articolo di Dario De Martino per www.ilmattino.it

     

    Non se le sono mandati a dire. Senza trascendere, ma con franchezza. Protagonisti Matteo Piantedosi e Vincenzo De Luca. […]

    vincenzo de luca matteo piantedosi gaetano manfredi vincenzo de luca matteo piantedosi gaetano manfredi

     

    L’appuntamento sembrava procedere in maniera lineare, con gli interventi del sindaco e del rettore della Federico II al convegno dal titolo “Napoli risponde al disagio sociale con la cultura, la formazione e la legalità”. Quando la parola va a De Luca, però, il governatore dirotta il tema della giornata, partendo dalla battaglia per l’accordo sui Fondi Fsc.

     

    «È arrivato il tempo per decidere. Un anno di approfondimenti è più che sufficiente», dice il governatore. Il ministro dell’Interno non si tira indietro: «So che il governatore non ama il contraddittorio e non voglio farmi calare in discorso da campagna elettorale, ma su alcune cose devo replicare», la premessa.

     

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    Poi va nel merito: «La Campania è l’unica regione che non riesce a concludere l’accordo. Le altre stanno negoziando». De Luca non ci sta e urla: «Mi dica quali sono i problemi». Piantedosi: «Mi propongo, se lei lo ritiene, di rendermi interprete di qualsiasi possibilità di mediazione con il governo centrale».

     

     Il governatore replica così: «Sui diritti non ci sono mediatori, mica siamo al mercato. I diritti si rispettano». E ancora: «Finiamola con le chiacchiere, diteci cosa volete». Anche il ministro rivede parzialmente la sua affermazione: «L’ho detto come provocazione. Proporsi come mediatore significherebbe avallare che il collega Raffaele Fitto abbia bisogno di una mediazione e così non è. Il problema è che per fare un accordo bisogna essere in due». Poi l’appello di De Luca al governo: «Passata la campagna elettorale, si trovi senso comune e un accordo di Coesione. Si firmi prima del giorno 9 maggio».

     

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    I due si sono scontrati anche sulla manifestazione romana dello scorso febbraio, quando De Luca andrò a protestare nei palazzi istituzionali per lo sblocco dei fondi. «Mi auguro che la prossima volta non ci siano controlli di polizia sui pullman dove ci sono i sindaci, che non sono terroristi dell’Isis», la provocazione di De Luca. «Magari il prossimo appuntamento lo concordiamo. […]», replica Piantedosi.

     

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    […]  De Luca non ci sta: «Il presidente del Consiglio era informato della manifestazione, e quando arrivano 500 sindaci hanno il diritto di camminare in un paese democratico». Piantedosi tiene il dibattito: «Presidente, conoscendola per la sua considerazione di accesso ai palazzi pubblici, le consiglio di evitare di affermarlo, perché poi qualche sindaco in campagna elettorale si presenta sotto la Regione».

     

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    Ma non solo. Il dibattito si è portato anche su tematiche nazionali. De Luca commenta l’intervento di Giorgia Meloni sul 25 aprile: «Ha detto che la fine del fascismo ha posto le basi della democrazia. Espressione un po’ flebile, come dire che la fine della pioggia ha posto le basi per la chiusura degli ombrelli». La replica: «No a lezioni di democrazia». Poi la guerra in medioriente. «Israele di fronte alla risoluzione che impone il cessate il fuoco a Gaza dimostra di essere del tutto indifferente». E Piantedosi: «È una battaglia tra uno Stato e i terroristi».

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