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    LA GRILLINA GRULLINA - TUTTE LE GAFFE DI LAURA CASTELLI, L'EX ADDETTO ALLA SICUREZZA DELLO STADIO DI TORINO DIVENTATA SOTTOSEGRETARIA ALL’ECONOMIA CON UNA LAUREA TRIENNALE E QUALCHE MESE DI LAVORO IN UN CAF - DALL’OLIO DI RICINO AL BALBETTIO DELL’ALTRA SERA SULLE TESSERE DEL REDDITO DI CITTADINANZA, PASSANDO PER IL “QUESTO LO DICE LEI” ALL’EX FMI PIER CARLO PADOAN – VIDEO: QUANDO DICEVA CHE I GIORNALISTI SONO “UN CANCRO DA ESTIRPARE”


     
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    QUANDO LAURA CASTELLI DICEVA CHE I GIORNALISTI SONO 'UN CANCRO DA ESTIRPARE'

     

     

     

     

     

     

    Claudio Bozza per www.corriere.it

     

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    «I tassi dei mutui non dipendono dallo spread». «Le tessere per il reddito di cittadinanza, chi le sta stampando? Eh, emh... (balbettando senza sapere cosa rispondere, ndr)». «Cosa voterei a un referendum sull’uscita dall’euro? Non si dice cosa si vota». Dichiarazioni ambigue sull’utilizzo dell’olio di ricino. Una gaffe dopo l’altra, tra tv e Camera, causate soprattutto da un curriculum non proprio all’altezza del ruolo ricoperto nel governo «gialloverde».

     

    Laura Castelli, 32 anni, oggi sottosegretaria all’Economia, vanta un diploma in ragioneria ed una laurea triennale in economia aziendale. Esperienze lavorative? Qualche mese in un centro di assistenza fiscale, oltre alle domeniche passate come steward allo stadio di Torino (idem a Luigi Di Maio al San Paolo di Napoli).

     

    Dai No Tav al governo

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    Il suo impegno politico, prima di sbarcare nel M5S, parte dall’estrema sinistra, in prima linea contro l’Alta velocità Torino-Lione e a fianco del movimento No Tav. Nel 2013, quasi per caso, si ritrova eletta alla Camera, dove viene riconfermata alle politiche del 2018. E’ il momento del grande salto su una poltrona di prestigio del governo Conte.

     

    LAURA CASTELLI LAURA CASTELLI

    Così, dopo aver mancato la poltrona di ministra delle Infrastrutture (Bruno Vespa a Porta a Porta disse: «Lei alle infrastrutture sarebbe come mettere Dracula alla guida dell’Avis»), la Castelli si è ritrovata catapultata dalla protesta (estrema, dei No Tav) al timone di una delle poltrone più delicate del governo. Prima di approdarvi, una delle gaffe più memorabili è stata quando, davanti ad una platea di dottori commercialisti, dove involontariamente ha confessato di aver fatto esercizio abusivo della professione.

     

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    Poi è stato un crescendo, per arrivare ai due ultimi scivoloni: la tentata lezione di economia al professor Pier Carlo Padoan «sullo spread che non condiziona il tasso dei mutui». Ultimo, in ordine di tempo, lo sconcerto in onda su La7 di Lilli Gruber e del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti davanti al balbettio della sottosegretaria che non sapeva come rispondere alla domanda sulle tessere per ottenere il reddito di cittadinanza, la cui stampa «in 5-6 milioni di copie» era stata annunciata da Luigi Di Maio, ma in verità mai partita.

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