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    TRUMP FA IL FUNERALE A OBAMACARE: ‘È MORTO’ - MA ORA DEVE TROVARE LA MAGGIORANZA IN SENATO: SE NON FA LA RIFORMA SANITARIA, MANCA UNA PROMESSA CENTRALE DELLA SUA CAMPAGNA. SE LO FA DANNEGGIANDO LA COMPONENTE PIÙ POVERA DELLA CLASSE MEDIA E BASSA CHE LO HA VOTATO, RISCHIA DI PERDERE L'APPOGGIO DELLA SUA BASE, PROPRIO MENTRE NE HA BISOGNO PER DIFENDERSI DALLE INCHIESTE


     
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    1. USA: TRUMP, 'SOSTERRÒ RIFORMA SANITARIA, OBAMACARE È MORTO'

     (ANSA) - Donald Trump ha twittato di sostenere molto il progetto di legge repubblicano per la riforma della sanita', svelato ieri dai senatori del Grand Old Party. ''Non vedo l'ora di renderlo davvero speciale! Ricordate, l'Obamacare e' morto'', ha cinguettato il presidente americano. Il provvedimento sara' votato la prossima settimana ma quattro senatori repubblicani hanno gia' annunciati di essere contrari e il partito non puo' permettersi di perdere piu' di due voti.

    trump e obama alla casa bianca trump e obama alla casa bianca

     

     

    2. TRUMP, AMO I POVERI MA NON LI VOGLIO AL GOVERNO

    Paolo Mastrolilli per La Stampa

     

    «Amo tutte le persone, ricche o povere, ma in queste particolari posizioni non voglio un povero». Quando ha parlato così, durante il comizio di mercoledì sera in Iowa, il presidente Trump intendeva dire che i ricchi hanno avuto successo, quindi si presume siano capaci, e non hanno bisogno di soldi, mettendoli al riparo dalle tentazioni della corruzione. Queste parole però le ha pronunciate proprio il giorno prima della pubblicazione della nuova riforma sanitaria al Senato, che secondo i democratici penalizzerà i poveri a vantaggio dei ricchi.

     

    Quindi fanno discutere parecchio, anche oltre il giudizio morale che ognuno ha il diritto di dare sulla loro logica. «Qualcuno - ha detto Trump - mi chiede perché ho nominato un ricco a gestire l' economia. Quello, rispondo, è il modo di pensare che vogliamo». Cioè gente che è riuscita nella vita, e quindi forse sa come applicare le sue qualità anche alla guida del Paese.

    OBAMA TRUMP OBAMA TRUMP

     

    L' amministrazione attuale è quella con più miliardari e milionari di sempre, a partire dal presidente, il ministro del Commercio Ross, quella dell' Istruzione DeVos, dell' Economia Mnuchin, il consigliere Cohn. «Questa gente - ha spiegato il capo della Casa Bianca - è passata da compensi massicci alle noccioline».

     

    Ciò dovrebbe dimostrare il loro spirito di sacrifico, accrescendo le motivazioni per assumerli. Negli Usa, poi, essere ricco non è mai stato peccato, e l' ambizione del sogno americano semmai è imitare queste persone, sperando che gestiscano il governo proprio per mettere tutti in condizione di diventare come loro.

     

    Obama riforma sanitaria Obama riforma sanitaria

    È una logica naturalmente discutibile, ma il problema è che Trump l' ha sostenuta alla vigilia della pubblicazione della legge proposta dai senatori repubblicani per cancellare «Obamacare», che secondo il giudizio di Bernie Sanders «non ha nulla a che vedere con la sanità, perché è solo un enorme trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi».

     

    Il nuovo testo in realtà non cancella la riforma, come faceva quello già votato alla Camera che lo stesso presidente aveva definito «cattivo», ma la cambia in maniera profonda.

     

    Cancella l' obbligo di sottoscrivere l' assicurazione, elimina i sussidi pubblici per farlo, blocca l' espansione del Medicaid, cioè la copertura offerta agli americani con un reddito non superiore al 133% della soglia di povertà. Così si risparmieranno circa 800 miliardi di dollari in dieci anni, che verranno usati per tagliare le tasse, ma oltre 20 milioni di persone perderanno l' assistenza sanitaria.

    Nancy Pelosi - democratica - speaker della Camera - esulta per la vittoria del si alla riforma sanitaria Nancy Pelosi - democratica - speaker della Camera - esulta per la vittoria del si alla riforma sanitaria

     

    Un favore ai ricchi che guidano l' amministrazione Trump, secondo i democratici.

    L' iniziativa è problematica anche fra i repubblicani, dove ci sono resistenze tanto nell' ala conservatrice, quanto in quella moderata. Quattro senatori, Paul, Cruz, Lee e Johnson, hanno già detto che non sono disposti a votare la riforma nella versione attuale perché è un «Obamacare light», cioè non cancella la legge precedente.

     

    Una dozzina di colleghi centristi sono invece preoccupati perché temono che il nuovo testo penalizzi troppo le classi bassa e media, tradendo proprio gli elettori che hanno consentito a Donald di vincere in stati come Pennsylvania, Ohio, Michigan, Wisconsin.

     

    I repubblicani nell' aula alta hanno una maggioranza di soli due voti, e quindi non possono perderne più di due per far approvare la riforma. Ora dunque inizia il negoziato.

     

    Trump sa che si trova davanti ad un bivio decisivo della sua presidenza, perché se non riesce a far passare questa legge prima delle ferie estive, rischia di mandare in stallo la sua intera agenda legislativa, inclusi i tagli alle tasse e gli stimoli per crescita e lavoro. Forse proprio per distrarre l' attenzione, ieri ha rivelato su Twitter che non ha registrato le sue conversazioni con l' ex capo dell' Fbi Comey sul «Russiagate».

     

    OBAMACARE 1 OBAMACARE 1

    Il problema però è complesso. Se non rimpiazza «Obamacare», Donald manca una promessa centrale della sua campagna elettorale. Se lo fa danneggiando la componente più povera della classe media e bassa che lo ha votato, rischia di perdere l' appoggio della sua base, proprio mentre ne ha bisogno per difendersi dalle inchieste.

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