INVECE DI ROMPERE IL CAZZO CON LE ACCUSE AI GRILLINI PER IL “REDDITO DI CITTADINANZA”, GUARDATE I DATI: AL SUD C’È IL TRIPLO DEI DISOCCUPATI DEL NORD! - COSA HANNO FATTO PER IL MERIDIONE I GOVERNI MONTI, LETTA, RENZI E GENTILONI? E VI STUPITE SE IL M5S HA FATTO IL PIENO DI VOTI? - L’ULTIMO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MERIDIONALE E’ STATO DE MITA, NEL 1989…


 
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Paolo Baroni per “la Stampa”

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Nel 2017 la disoccupazione è scesa di un altro mezzo punto, dall' 11,7 all' 11,2%, al livello più basso da 4 anni a questa parte. Il numero delle persone in cerca di lavoro si è ridotto in media di oltre 100mila unità sotto quota 3 milioni, ma la forbice tra il Nord ed il Sud del Paese è cresciuta ancora. In maniera preoccupante.

 

L' incremento dell' occupazione a livello territoriale secondo le stime dell' Istat è stato simile un po' in tutte le zone del Paese, mentre il calo dei senza lavoro risulta più intenso al Nord, dove è pari all' 8%, contro -3,7% del Centro ed il -0,5% appena nel Mezzogiorno. Se però si guarda il tasso di disoccupazione i divari di accentuano ancora di più: nel Mezzogiorno è infatti quasi triplo rispetto al Nord (19,4% contro 6,9%) ed è quasi doppio rispetto al Centro (10%).

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Una situazione pesante, che assieme agli ultimi dati sulla povertà allarma non poco le parti sociali. Secondo Annamaria Furlan (Cisl) «abbiamo segnali positivi nell' economia e nell' occupazione ma tutto questo ancora non è sufficiente. Non va mollata la presa». Per il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia «il calo della disoccupazione dimostra che siamo sulla strada giusta, ma ora dobbiamo accelerare. Il Nord cresce, ma meno degli altri paesi europei. Dobbiamo crescere di più e il Sud va accompagnato in una stagione di investimenti e di occupazione».

 

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Più in generale il calo della disoccupazione riguarda più gli uomini che le donne (-4,8% contro -2%), interessa sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-2,7%) sia i disoccupati di breve durata. Scende ancora il tasso di disoccupazione per i giovani under 25 (al 34,7%, -3 punti) e per i 15-34enni (al 21,2%, -1,3 punti), mentre sale do 0,2 punti per gli over50 (al 6,2%) dato che porta i senza lavoro con almeno 50 anni a quota 539 mila (+7,6%).

 

Per il quarto anno consecutivo diminuisce il numero degli inattivi (-242mila), ma in misura meno marcata rispetto al 2016; mentre cresce dell' 1,2% l' occupazione media: +265mila unità per arrivare a toccare quota 23 milioni e 23 mila. Il tasso di occupazione, pertanto, arriva al 58%, il livello più alto dal 2009 ma ancora 0,7 punti sotto il picco del 2008, il valore massimo toccato prima della crisi.

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A fare da traino sono stati i dipendenti a tempo determinato (+298mila unità in un anno e ben 9 assunzioni su 10 nell' ultimo trimestre), mentre salgono di appena 73 mila unità i lavoratori a tempo indeterminato- Gli autonomi iinvece registrano l' ennesimo tonfo, il settimo consecutivo, e perdono altre -105mila unità a quota 5,342 milioni).

 

L' Ocse: avanti così Secondo l' Ocse, che ieri ha diffuso il suo Interim Economic Outlook, l' Italia nel 2018 crescerà dell' 1,5% allo stesso ritmo del 2017, mentre l' Eurozona è data in decelerazione da +2,5 a +2,3, sino al 2,1% del 2019, quando anche l' Italia rallenterà un poco il suo passo col Pil a +1,3%.

 

VINCENZO BOCCIA CONFINDUSTRIA VINCENZO BOCCIA CONFINDUSTRIA

«Siamo piuttosto postivi sull' Italia - ha spiegato il capo economista Alvaro Pereira -.I mercati hanno reagito bene alle elezioni. Per la prima volta da quando c' è l' euro vediamo una crescita fino all' 1,5% e grazie alle riforme fatte è in corso una ripresa del mercato del lavoro».

Di qui il suggerimento al prossimo governo: proseguire sul cammino intrapreso e soprattutto non eliminare le riforma fatte sinora.

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