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    DI PALIO IN FRASCA - RINVIATI A GIUDIZIO TRE FANTINI CON L’ACCUSA DI MALTRATTAMENTO DI ANIMALI, FALSO IDEOLOGICO E CONCORSO IN VIOLAZIONE DEI SIGILLI - I TRE AVREBBERO SOSTITUITO I MICROCHIP AD ALCUNI CAVALLI PER “CAMUFFARLI” DA MEZZOSANGUE E FARLI CORRERE AL PALIO DI SIENA


     
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    Luigi Bruschelli Luigi Bruschelli

    Massimo Gasperetti per il Corriere della Sera

     

    Tra i rinviati a giudizio c'è anche lui, Trecciolino, al secolo Luigi Bruschelli, fantino super premiato che all' ultimo Palio di Siena ha tentato di montare Tornasol, il cavallo della contrada della Tartuca che fiero e ribelle si è rifiutato di correre facendo scoppiare un caso unico. Bruschelli è accusato, insieme al figlio Enrico e a un terzo fantino, Sebastiano Murtas, di maltrattamento di animali, falso ideologico e concorso in violazione dei sigilli.

     

    Secondo la Procura di Siena i tre, con la complicità di un veterinario di Viterbo, avrebbero sostituito i microchip ad alcuni cavalli per «camuffarli» da mezzosangue al fine di eludere il regolamento sull' iscrizione degli animali all' albo del Comune di Siena che dà accesso al Palio e che vieta rigorosamente di far correre purosangue.

     

    Luigi Bruschelli Luigi Bruschelli

    Ma c'è un'accusa ancora più pesante e odiosa nei confronti degli inquisiti che, se confermata, getterebbe un' ombra pesante sulla kermesse senese e riguarda la presunta somministrazione ad alcuni cavalli di un terribile «beverone», come si dice in gergo, ovvero un cocktail di farmaci. Pratica assolutamente vietata dai regolamenti della competizione. Secondo la procura, che per effettuare le analisi ha utilizzato alcuni laboratori universitari anche fuori Siena, i fantini avrebbero somministrato ai poveri destrieri antinfiammatori e antidolorifici con l' intenzione di mantenere il loro sangue al di sotto della soglia di rilevanza.

    Luigi Bruschelli Luigi Bruschelli

     

    La pratica, assolutamente illegale, sarebbe stata attuata nel 2015 in preparazione dell' allora Palio al quale però i cavalli non parteciparono. Il gup del tribunale di Siena, Roberta Malavasi, ha accolto tutte le richieste della procura e ieri ha disposto il rinvio a giudizio dei quattro imputati.

     

    È la prima volta che accade nella storia del Palio di Siena. Soddisfazione è stata espressa dagli animalisti della Lav. Che in una nota si augurano che «il processo possa dimostrare che i cavalli non sono macchine da corsa, ma esseri viventi incompatibili con la vita e attività di un palio». La Lav ha inoltre chiesto che, in attesa del dibattimento, Siena fermi la gara del 15 agosto.

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