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PROFONDO ROSSO PER TOSHIBA - IL COLOSSO GIAPPONESE DELL'HI-TECH CHIUDE IL BILANCIO 2017 CON UNA PERDITA NETTA DI 7,5 MILIARDI DI EURO - I CONTI DISASTRATI NON DIPENDONO DA COMPUTER O TELEVISORI QUANTO DALLE ENORMI SVALUTAZIONI DELLA CONTROLLATA STATUNITENSE NUCLEARE WESTINGHOUSE, ORA IN FALLIMENTO


 
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S.Ric. per “la Stampa”

 

Toshiba continua a essere in profondo rosso. Il colosso giapponese dell' elettronica ha archiviato il bilancio chiuso al 31 marzo 2017 con una perdita netta di 965 miliardi di yen (circa 7,5 miliardi di euro). L' annuncio dei risultati arriva proprio al limite della proroga che è stata concessa al gruppo. I conti in profondo rosso non dipendono però tanto da computer o televisori quanto piuttosto dalle enormi svalutazioni della controllata statunitense nucleare Westinghouse, ora in fallimento.

 

Toshiba che aveva chiesto più volte una proroga alla pubblicazione dei risultati aveva tempi fino a ieri, pena la sua permanenza alla Borsa di Tokyo. Il gruppo giapponese si dice però ottimista sul futuro visto che ha anche annunciato la stima di un ritorno all' utile nel prossimo esercizio contabile (marzo 2018) con un utile atteso a 230 miliardi di yen (1,8 miliardo di euro). Nel primo trimestre il gruppo ha registrato un risultato netto di 50,3 miliardi di yen, in calo del 36% annuo ma l' ebitda è balzato a 96,7 miliardi di yen su un fatturato in crescita dell' 8,2% a 1.143,6 miliardi di yen.

 

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Nonostante il forte apprezzamento per le previsioni dei conti del 2018 di Toshiba, l' istitutogiapponese PricewaterhouseCoopers Aarata ha criticato duramente i controlli interni, rivelatisi poco efficaci, del colosso degli elettrodomestici. Il gruppo è finito anche in una speciale lista d' osservazione che porterà alla sua espulsione dalla Borsa di Tokyo se i profitti di Toshiba alla fine del marzo 2018 non saranno sufficienti a coprire le maxi-perdite subìte nel business nucleare.

 

«Il fatto che la società abbia finalmente riscosso gradimento per le sue buone previsioni è una buona notizia» spiega Hideki Yasuda, analista presso l' istituto di ricerca Ace. «Questo non vuol dire - aggiunge Yasuda - che sia del tutto svanito il rischio del ritiro di Toshiba dal listino di Tokyo, ma almeno il gruppo ha chiarito qual è il suo principale ostacolo», ovvero le svalutazioni e il crac della controllata americana Westinghouse, attiva nel nucleare.

 

Ora Toshiba, secondo gli analisti, dovrà vendere la sua controllata nelle flash memory entro marzo 2018 al fine di evitare l' ennesimo bilancio in rosso che a quel punto porterebbe il colosso dell' elettronica fuori dalla Borsa giapponese.

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