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    HOLLYWOOD ENDING! - JESSICA CHASTAIN SMERDA MERYL STREEP, CHE SOSTIENE ‘NON TUTTI SAPEVANO’ DEL PORCONE WEINSTEIN: ‘SONO STATA AVVISATA DA SUBITO SU WEINSTEIN, LE STORIE LE SAPEVANO TUTTI. NEGARE QUESTO FATTO VORREBBE DIRE FAR RISUCCEDERE LE STESSE COSE’ - MATT DAMON E RUSSEL CROWE HANNO AIUTATO WEINSTEIN A INSABBIARE L’INCHIESTA DEL ‘NEW YORK TIMES’ NEL 2004


     
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    1. JESSICA CHASTAIN CON LE SUE RIVELAZIONI SMERDA MERYL STREEP: ‘SONO STATA AVVISATA DA SUBITO SUL SUO COMPORTAMENTO. LE STORIE GIRAVANO E NEGARLO VORREBBE DIRE FAR RISUCCEDERE LE STESSE COSE’ - L’ATTRICE NON VOLEVA LAVORARE COL PRODUTTORE, CHE ‘HA SOLO DISTRIBUITO’ DUE SUE FILM

    Da http://www.film.it/

     

    “Sono stata avvisata sin dall'inizio, le storie circolavano – ha twittato Jessica Chastain – Negare questo fatto vorrebbe dire creare le premesse affinché si ripetano”. La Chastain si è difesa da chi, su Twitter, le chiedeva perché alcuni suoi film fossero stati distribuiti dalla Weinstein Company, dicendo che erano stati acquistati dopo essere stati realizzati. E ha concluso: “Sono stufa che i media chiedano solo alle donne di parlare. Che ne è degli uomini? Forse molti hanno paura di riflettere sul loro stesso comportamento”.

    jessica chastain meryl streep jessica chastain meryl streep

     

    E invece gli uomini hanno parlato. Kevin Smith ha detto di “vergognarsi” per il fatto che Weinstein abbia “finanziato quattordici anni della mia carriera. Adesso so che, mentre io ne traevo profitto, altre persone soffrivano terribilmente”. Con Weinstein, Smith ha lavorato a Clerks, In cerca di Amy e Dogma, tra gli altri, quando ancora il produttore era a capo della Miramax.

     

     

    2. MATT DAMON E RUSSELL CROWE AVREBBERO AIUTATO HARVEY WEINSTEIN A INSABBIARE UN’ACCUSA DEL 2004

    Pierre Hombrebueno per www.bestmovie.it

     

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    Si complica ulteriormente il caso Harvey Weinstein che in questi ultimi giorni ha incendiato Hollywood: ad arrivare adesso, infatti, sono delle nuove scottanti rivelazioni da parte della giornalista Sharon Waxman, fondatrice di The Wrap.

     

    Allora Sharon collaborava con il New York Times, ma infine, la sua inchiesta sarebbe stata pesantemente editata fino a escludere le parti più salienti per via di molteplici pressioni non solo dallo stesso Weinstein, ma addirittura da due insospettabili divi quali Matt Damon e Russell Crowe! Stando alla Waxman, infatti, le due star le avrebbero telefonato personalmente.

    matt damon con moglie monica bellucci harvey weinstein matt damon con moglie monica bellucci harvey weinstein

     

    Harvey Weinstein, ricordiamo, ha distribuito due tra i film più importanti della carriera di Damon, ovvero Will Hunting – Genio ribelle e Il talento di Mr. Ripley. Tra i film da lui co-prodotti, troviamo invece Master and Commander, che vedeva Russell Crowe come protagonista.

     

    Poche ore fa, l’attuale Executive Editor del New York Times, Dean Baquet, ha risposto alle accuse della Waxman tramite un comunicato: «I due top editor di allora, Bill Keller e Jill Abramson, non ricordano di aver subito alcuna pressione riguardo la storia della signorina Waxman. Il suo editor diretto, Jonathan Landman, sostiene che semplicemente lei non aveva la storia. […] Sono sicuro che la signorina Waxman credeva di avere una storia, ma se leggi la sua stessa descrizione, lei non aveva nulla di nemmeno paragonabile alla storia che abbiamo pubblicato la scorsa settimana. Lei aveva solo una dichiarazione – non registrata – da parte di una donna».

    matt damon harvey weinstein matt damon harvey weinstein

     

    Fonte: The Wrap; Vulture

     

     

    3. LE ATTRICI IN RIVOLTA CONTRO WEINSTEIN «CHI DENUNCIA GLI ABUSI È UN' EROINA»

    Chiara Maffioletti per il Corriere della Sera

     

    Chissà quante bottiglie di champagne avrà stappato Harvey Weinstein per festeggiare i successi della sua lunga e - fino a qualche giorno fa - fortunata carriera.

     

    matt damon harvey weinstein matt damon harvey weinstein

    Probabilmente così tante che ormai, arrivato a 65 anni, non pensava nemmeno più che un giorno, la sua fama di produttore tra i più influenti di Hollywood, sarebbe stata di colpo spazzata via, annientata dall' immagine di un uomo che per decenni ha abusato del suo potere, molestando giovani donne. Ora che però il tappo è saltato non dall' ennesima bottiglia, ma sullo scandalo che sta costringendo tutto il mondo dello spettacolo americano a un imbarazzante esame di coscienza, le accuse nei confronti di Weinstein - licenziato domenica dalla sua stessa società, un' azienda che porta il suo nome e in cui lavora anche il fratello - si moltiplicano ora dopo ora senza sosta.

    meryl streep harvey weinstein meryl streep harvey weinstein

     

    E se non sono accuse, sono condanne, come quella, pesantissima, di Meryl Streep.

    L' attrice, che nel 2012, durante la cerimonia dei Golden Globe aveva chiamato il produttore «Dio», ha definito il comportamento di Weinstein «imperdonabile» e il suo abuso di potere «disgustoso», aggiungendo che «le donne coraggiose che hanno fatto sentire la loro voce per denunciare gli abusi sono delle eroine». Streep inoltre, ha voluto chiarire quanto fosse totalmente all' oscuro di questo lato del produttore che considerava suo amico: «Non tutti sapevano, Harvey ha sostenuto il mio lavoro ed è stato sempre rispettoso con me. Non sapevo di questi suoi comportamenti».

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    E non sospettava nulla nemmeno Judi Dench che, anzi, si sentiva così in debito verso il produttore che in passato, per sorprenderlo, si era fatta un finto tatuaggio con le sue iniziali. Ieri, tramite un comunicato, ha fatto sapere che nonostante Weinstein abbia aiutato la sua carriera negli ultimi vent' anni, «ero completamente all' oscuro di queste accuse che sono, senza dubbio, terrificanti. Do il mio sostegno a chi ha sofferto e il mio totale supporto a tutte coloro che hanno denunciato quanto è successo».

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    Tra i nomi noti, la prima a farlo è stata l' attrice Ashley Judd, raccontando quando, 20 anni fa, pensando di andare a un appuntamento di lavoro era stata invece molestata dal produttore, che le avrebbe chiesto se volesse un massaggio o preferisse guardarlo mentre si faceva una doccia.

    Erano gli anni Novanta e Weinstein era a capo della Miramax.

     

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    Tra chi si sta più battendo perché quella nata come un' inchiesta del New York Times sul produttore non smetta di indignare c' è poi Rose McGowan. L' attrice sta usando i suoi social network per proseguire la battaglia, incitando uomini e donne ad essere «alleati» e a «combattere» insieme. Nelle ultime ore ha postato una sua fotografia che la ritrae molto giovane, scrivendo: «Questa è la ragazza che è stata vittima di un mostro. Questa è chi avete coperto di vergogna con il vostro silenzio», riferendosi anche a chi non ha trovato il coraggio di denunciare le molestie che Weinstein avrebbe portato avanti per oltre trent' anni, di fatto coprendole. Non si parla solo di aspiranti attrici, ma anche di diverse dipendenti delle sue società costrette a subire i suoi pesanti approcci.

    harvey weinstein harvey weinstein

     

    La produttrice Elizabeth Karlesn, ad esempio, ha raccontato che quando lavorava con lui, trent' anni fa, in un' occasione lo aveva trovato nudo nel suo letto, mentre la giornalista Lauren Sivan ha fatto sapere che Weinstein era arrivato a masturbarsi davanti a lei.

    Succedeva dieci anni fa.

    E poi ci sono le parole della scrittrice Liza Campbell, secondo cui Weinstein in passato aveva cercato di convincerla a fare un bagno con lui. Tra le altre accusatrici, anche Ambra Battilana, parte lesa nel processo Ruby bis, che ha denunciato di aver subito molestie dal produttore. Ma la sensazione è che sia solo l' inizio. Intanto il dibattito su quanto certi comportamenti siano accettati finché occulti sta imponendo allo spettacolo americano una riflessione.

    harvey weinstein e late night harvey weinstein e late night

     

    Tra le prese di posizione più nette quella di Jessica Chastain: si è detta stufa che «i media chiedano solo alle donne di prendere posizione. E gli uomini? Forse molti sanno di doversi fare un esame di coscienza sul proprio comportamento». Michael Keaton ha definito invece Weinstein «disgustoso e raccapricciante» mentre Lena Dunham ha attaccato la sua compagnia, sostenendo che tutti «avevano sempre saputo tutto».

     

    barack obama harvey weinstein barack obama harvey weinstein

    Ipotesi che troverebbe qualche appiglio nella decisione dell' avvocatessa Lisa Bloom, sensibile alla causa delle molestie, di essersi dimessa da consulente del produttore. Tra chi non è rimasto sorpreso, c' è il presidente Trump. Qualche giorno fa ha commentato: «Conosco Weinstein da tempo e la cosa non mi sorprende affatto».

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