LA FOTOGRAFIA SPIEGATA AI FIGLI DI INSTAGRAM - STEFANO GUINDANI, FOTOGRAFO E FONDATORE DI UN'IMPORTANTE AGENZIA: ''È L'ARTE DI RENDERE VISIBILE L'INVISIBILE. IL PRIMO FOTOGRAFO ERA UN ALCHIMISTA, UNA SPECIE DI MAGO, CHE METTEVA LA TESTA SOTTO UN TELO E DIETRO UNA SCATOLA DI LEGNO'' - ''PER CAPIRE IL VALORE DI UNO SCATTO, BASTA FARE QUESTO ESPERIMENTO…''


 
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Stefano Guindani, Fotografo e founder di Sgp, per ''Corriere Innovazione - Corriere della Sera''

 

 

stefano guindani giorgio armani stefano guindani giorgio armani

«Guarda papi che bella foto che ho scattato! Ho aggiunto saturazione e un filtro con la tua app, ora è sfocata ai bordi e i colori sono wow!». Mi guarda ammirata dall' immagine che è riuscita a creare con il mio cellulare. «Forse la sua stessa meraviglia l' hanno provata i primi che hanno visto una fotografia».

«I primi che hanno visto una fotografia?».

 

Sì, ci ho mai veramente pensato?

La fotografia è invenzione del 1800.

Ora è l' assoluta normalità. Mostri il gatto che dorme ad un amico di scuola inviandogliela via Whatsapp e ti sembra normalissimo, ma non lo era quando io ero bambino, figuriamoci nel 1800!

 

Pensiamo ai primi fotografi, una sorta di alchimista, una specie di mago che dopo aver messo la testa sotto un telo e dietro ad una scatola di legno molto molto grande ed aver sparato una flesshata - ahi, anche questo termine non lo potevano ancora usare- di Magnesio, andavano a mettere un foglio di una speciale carta in una bacinella con degli acidi. E serviva che fosse molto, molto buio e... abracadabra ecco la magia, il nostro soggetto congelato come lo abbiamo ripreso ma in versione bidimensionale, pronto da incorniciare e mostrare.

 

La parola fotografia deriva dall' unione di due parole greche: luce (phôs) e grafia (graphè), per cui fotografia significa semplicemente «il disegno della luce».

Stefano Guindani Stefano Guindani

Pensa che dalla fotografia è nato anche il cinema: facendo scorrere velocemente tante fotografie, il nostro occhio percepisce il movimento dei soggetti contenuti nell' immagine. La telecamera non è nient' altro che una macchina fotografica capace di scattare tantissime fotografie di seguito.

 

E quando queste superano i 24 fotogrammi al secondo diventa movimento, diventa film.

Tante persone nel tempo hanno lavorato e contribuito con le loro ricerche affinché si riuscisse ad imprimere su un supporto un' immagine visibile a occhio nudo rendendo quindi quella situazione immortale. La nascita ufficiale si può ricondurre al 1830 con Louis Mandé Daguerre, la dagherrotipia, permetteva di stampare una copia sola in bianco e nero su una lastra di rame. Pensateci una copia unica!! Niente negativi, nessuna possibilità di replicare.

 

Il meccanismo della fotografia è facile: la luce entra dall' otturatore della macchina fotografica (una sorta di finestra le cui tendine si alzano per far passare la luce). La pellicola viene impressionata. Nelle macchine digitali, che non hanno più il rullino, viene impressionato il sensore, che trasforma la luce in impulsi elettrici. Gli impulsi vengono trasformati in un codice numerico che viene passato al computer della macchina che elabora salvando il risultato in forma di file sulla memory card.

stefano guindani stefano guindani

 

Oggi la fotografia è racchiusa nell' attimo in cui, con il nostro smartphone, scegliamo una determinata inquadratura e nei pochi millesimi di secondo che seguono ci viene restituita un' immagine infinitamente replicabile, continuamente modificabile, sulla quale possiamo applicare i filtri di colore e gli effetti che più ci piacciono fino al risultato più consono al nostro gusto personale. Viviamo in un' epoca che ha reso la fotografia accessibile a tutti. Sei fortunata, ma ti rendi conto di quanto tempo, esperimenti e studi è costato tutto ciò?

 

Grazie al web e agli smartphone siamo letteralmente sommersi dalle immagini e con i social network la fotografia è diventata lo strumento ideale per condividere i propri stati d' animo (insieme alla presunzione un po' egoistica di avere un pubblico sempre interessato alle più piccole azioni della nostra giornata); in questo eccesso credo sia molto importante per le nuove generazioni, come la tua, imparare a scegliere le immagini, a guardarle con consapevolezza.

stefano guindani fotografa tom cruise stefano guindani fotografa tom cruise

 

Guardare con consapevolezza il mondo è l' unico modo per vedere davvero.

Per capire il valore di uno scatto, basterebbe che facessi un esperimento, un salto nel passato, all' epoca dei pionieri: potresti scattate le prossime foto delle vacanze con la macchina istantanea e importi di scattare 2 o 3 foto al massimo, quelle che davvero ci tieni a tenere per sempre non solo nella tua memoria. E magari dedicare tempo alla creazione di una didascalia per ciascuno scatto. Poco ma buono, poco ma ragionato, con pazienza e introspezione.

 

«Ma tu come scatti le tue foto?». Oltre alla tecnica e al dispositivo, tanti sono gli strumenti che usano i fotografi come me, come il lavoro di ricerca preliminare, lo spirito di osservazione, la sensibilità, il tempismo, la pazienza nell' attesa e l' approccio al soggetto: oltre a «come fare» è importante capire come guardare e cosa si desidera comunicare. Ciò che realmente conta è l' immagine finale, considerando la potenza di un mezzo come la fotografia, intesa come linguaggio universale dall' impatto fortissimo e come strumento di conoscenza in grado di arrivare dove le parole non arrivano.

 

stefano guindani stefano guindani

Un semplice scatto ferma il tempo, racconta una storia, scatena un' emozione e la ferma per sempre, rendendola unica.

Voi bambini, rispetto a noi adulti, avete un punto di vista privilegiato: l' altezza inusuale per noi adulti e il ruolo che compete alla vostra innocenza di osservatori senza filtri, oltre alla naturale attitudine alla spontaneità non guastata dalla tecnica, che in fotografia a volte rischia di inquinare l' immediatezza dell' immagine.

 

Il mezzo con cui l' immagine viene scattata, la tecnica, hanno un' importanza relativa, rispetto alla purezza dello sguardo che sta dietro l' obiettivo: in questo la fotografia è forse la più spontanea ed immediata tra le arti.

 

foto di stefano guindani foto di stefano guindani

Ma la fotografia è anche e soprattutto empatia nel senso letterale di «sentire dentro», per cui si crea un legame molto forte, immediato e quasi telepatico, tra il soggetto ed il fotografo che scatta, ma anche tra il fotografo ed il fruitore del messaggio, che viene coinvolto emotivamente e portato ad immedesimarsi, e a trasferirsi nell' immagine che guarda. Un processo di sintonia, un movimento di avvicinamento reciproco che trova il suo esito in un' immagine bidimensionale e puramente statica.

 

STEFANO GUINDANI STEFANO GUINDANI

Credo che la fotografia sia anche un mezzo di aggregazione, è come una chitarra: un modo per riunire gli amici e divertirsi con loro. Ricordati che la fotografia oggi può rappresentare tutto: colore, un ricordo, un gesto, un sorriso, ma anche amore, odio, fantasia, fatica, storia, denuncia, solitudine: è, ed è sempre stata, l' arte di rendere visibile l' invisibile, l' essenza delle cose; perché ognuno di noi vede le cose a modo suo ma qualche volta vuole condividerle con gli altri.

 

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