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DORMITE DA CANI – IL 45% DEGLI AMERICANI DICHIARA DI CORICARSI CON IL CANE, MA GLI ESPERTI DEL SONNO DICONO CHE È UNA PESSIMA IDEA PERCHÉ I CANI HANNO UN LUNGO DORMIVEGLIA E CAMBIANO SPESSO POSIZIONE – E QUANDO SI È IN COPPIA È COME APRIRE IL LETTO AI FIGLI: ADDIO SESSO


 
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Articolo di Michela Proietti per il “Corriere della Sera” ripreso dal “Foglio del lunedì

 

DORMIRE CON IL CANE DORMIRE CON IL CANE

E poi, attenzione, un cane ha un’aspettativa media di vita di 12-14 anni: sei ammalato, fai l’amore, fai ciò che ti va, e devi avere il cane pelle contro pelo? E daiii!!». Ecco, anche questa volta la mia amica Dora (forse) ce l’ha fatta a convincermi. Lei ama come un bambino il suo bassotto, ma non lo ha fatto mai dormire nel letto. Io invece, che ugualmente amo il mio bassotto, ogni tanto cedo al pressing: si accuccia con me, e buonanotte.

 

Non pretendiamo di essere capiti: come succede in molte coppie, veniamo sopportati. Anche la scienza non è dalla nostra parte: la Mayo Clinic Center for Sleep ha messo nero su bianco che nel 10% dei casi, il cane nel letto, porta disturbi del sonno al padrone. I bioritmi sono diversi: il cane rimane in uno stato di dormiveglia e cambia più volte posizione. Eppure siamo in tanti a costringere, chi ci ama, ad amare anche il nostro cane. Dan Crane, sul New York Times , sintetizza tutto con una frase che prima o poi arriva sempre: «O me o il cane».

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«La notte che la mia compagna ha scoperto, per la prima volta, che io non sarei stato il suo unico compagno nel letto, mi ha detto: tesoro, dalle mie parti chi dorme con un cane o è un single o ha il riscaldamento rotto». Negli Stati Uniti, secondo un sondaggio condotto dall’American Kennel Club, circa il 45% delle persone dorme con il suo cane. Insomma, non pochi, e coppie che hanno retto all’onda d’urto dell’invasione, ce ne sono.

 

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Anche illustri. Brian Hoey nel libro Pets by Royal Appointment svela che Edoardo VIII adorava dormire con il suo cane. Chissà Wallis Simpson: ma se il principe ha rinunciato a un regno per lei, Wallis avrà rinunciato a un po’ di spazio nel letto per lui. Anche la regina Vittoria amava addormentarsi con i suoi cani. E c’è un’altra Victoria che non nasconde a nessuno con chi dorme la notte: la Cabello posta su Instagram le foto di Silvano, il suo cocker. Nulla di male finché si è single. È la coppia, per definizione, che in tre arranca.

 

La sessuologa Gianna Schelotto spiega che quando i genitori accolgono nel lettone il bambino, inconsciamente, mettono una barriera all’intimità: un modo per respingersi, ma con destrezza. Pare che con il cane non funzioni troppo diversamente: tutto dipende dalla solidità del rapporto.

 

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«Se la coppia è in buona salute si accetta di assecondare l’altro o l’altra senza rancore. Ma se scatta la frase “guarda cosa mi tocca sopportare per stare con questo/questa qua”, vuol dire che già qualcosa scricchiola». Va detto: gli esperti non fanno sconti a questo schema allargato. Fabrizio Mastrofini, psicologo, parla di un’intimità inviolabile: «Anche chi arriva dopo il cane, ha ragione a pretendere l’esclusiva, almeno di notte. E il proprietario del cane ha il dovere di rinegoziare le sue abitudini da single».

 

Il cinema ci ha illusi che per amore si può sopportare anche qualche notte di scrollate e saliscendi dal letto. Nel film Flashdance il milionario e innamoratissimo Nick Hurley, sorride anche quando al risveglio, nel letto, non c’è la sua Alex, ma il cane di lei, Grunt. Noomi Rapace in Chi è senza colpa trasforma un cucciolo di pitbull nel collante della sua relazione con Tom Hardy. Ma anche nella realtà, coppie di lunga data, hanno retto al «letto allargato».

 

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Il critico d’arte Philippe Daverio racconta di infiltrazioni notturne ripetute e mai culminate con un calcio d’espulsione. «Mia moglie ha 5 cani, la più abile si insinua ogni notte nel letto, e lì rimane fino al mattino, una ciambella sui miei piedi. Non c’è accadimento più normale, nelle buone famiglie di un tempo c’era sempre un cane nel letto». Piuttosto non ci si guarda dai cani, ma dai cavalli. Anna Maria Bernardini De Pace, prima matrimonialista nel 1989 a disporre un affido condiviso di un cane, racconta di come i cani uniscono e i cavalli dividono.

 

«La coppia dell’affido è tornata insieme grazie al cane. Un’altra invece si è lasciata per colpa dell’ossessione di lui per i cavalli: per compiacerlo la moglie si faceva la coda e la loro vita sessuale aveva un’impennata nei mesi di novembre, dicembre e gennaio, quando le corse non c’erano». Prima di lasciarlo lei gli ha servito a cena, a sua insaputa, almeno 50 cotolette. Tutte di cavallo. 

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