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    SOLO BUONE NOTIZIE, SIAMO RUSSI – YEVGENY ROIZMAN, POLITICO ALL’OPPOSIZIONE, SOSTIENE CHE IL TASSISTA CHE HA FALCIATO SETTE PERSONE VICINO ALLA PIAZZA ROSSA È UN TERRORISTA – “LE AUTORITÀ E I MEDIA STATALI HANNO L’ORDINE DI NASCONDERE LE CATTIVE NOTIZIE DURANTE IL CAMPIONATO DEL MONDO” – “BASTA GUARDARE IL FILMATO PER RENDERSI CONTO CHE HA PUNTATO I PASSANTI” – INTANTO POLIZIA E FSB CONTINUANO A INDAGARE, MA..


     
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    Il tassista che ha falciato sette pedoni, compresi diversi tifosi, vicino alla piazza Rossa di Mosca era un "terrorista". Ne è certo il politico all'opposizione Yevgeny Roizman che crede si sia trattato di un «attacco terroristico e che lo schianto - in cui sono rimasti feriti due messicani, due russi, un ucraino e due cittadini azeri - sia stato assolutamente intenzionale».

     

    Le sue affermazioni sarebbero corroborate da alcune indiscrezioni secondo le quali le autorità russe e i media statali starebbero «nascondendo le cattive notizie durante il campionato di calcio».

     

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    Chyngyz Anarbek Uulu, 28 anni, del Kirghizistan, ha detto che stava guidando, ma era molto stanco, a tal punto da essersi addormentato finendo con il suo taxi giallo sul marciapiede. Dopo aver falciato diverse persone, l’uomo ha tentato di fuggire, ma è stato arrestato.

     

    La polizia e la FSB stanno indagando e continuano a trattare il caso come un incidente, ma Roizman è certo che si tratti di un attentato: «Ho osservato attentamente e ho visto che dirigeva la sua auto deliberatamente verso la folla.

     

    Ti rendi conto che è così guardando le immagini in cui rallenta, poi sterza bruscamente e accelera: in altre parole, aveva preso di mira la folla. Ora puoi dargli qualsiasi nome, ma non chiamiamola stanchezza».

    Yevgeny roizman  Yevgeny roizman 

     

    La polizia in Kirghizistan ha effettuato diversi controlli sulla famiglia dell'uomo, che abita nella città di Jalal-Abad. I suoi genitori hanno insistito nel dire che il figlio non è in contatto con organizzazioni estremiste: appassionato di arti marziali, sul suo profilo sono pubblicate, tra l'altro, immagini di soldati che si prostrano durante le preghiere musulmane.

     

    «Volevo fermarmi, volevo lasciar passare un uomo - ha raccontato Uulu - Poi ho premuto l'acceleratore al posto dei freni e a quel punto non so, mi sono addormentato. Infine ho visto quelle persone inferocite e sono scappato. Avevo paura che mi avrebbero ucciso».

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