• Dagospia

    THE PELVIS VIVE ANCORA - ELVIS PRESLEY PORTAVA RIVOLUZIONE E SESSO DOV’ERANO VIETATE. I NUOVI MITI GIOVANILI, AL CONTRARO, TRASMETTONO MESSAGGI RASSICURANTI, SEMPLICITA’ E CONFORMISMO MUSICALE. PER QUESTO, IL MITO RESISTE E GRACELAND RESTA META DI PELLEGRINAGGIO


     
    Guarda la fotogallery

     

    Gino Castaldo per la Repubblica

     

    tributi floreali per elvis tributi floreali per elvis

    Se andate a chiedere a Harry Styles, ex One Direction, e oggi teen idol per suo conto, quali siano state le sue maggiori influenze musicali, vi risponderà: Elvis Presley. Il che è sorprendente se non altro perché stiamo parlando di un eroe che la sua rivoluzione l’ha fatta a metà degli anni Cinquanta. Questo ovviamente non basta a trasformare il giovane Styles in un nuovo Elvis, ma è giovane e ha tutto il tempo per diventarlo. O forse no, a mancare è la stessa possibilità che ciò avvenga.

     

    tomba di elvis tomba di elvis

    La potenza del mito che ha segnato la storia della cultura pop con icone potentissime e invincibili sembra quasi del tutto scomparsa, polverizzata in una miriade di piccole e parziali divinità locali. I vostri figli impazziscono per Ariana Grande? Possibile ma difficilmente se siete cresciuti a colpi di Springsteen e Pink Floyd sarete in grado di capire cosa ci sia di tanto eccitante. Ci sono idoli adolescenziali cresciuti nell’universo Disney come Miley Cyrus e Selena Gomez, il che sembrerebbe una contraddizione in termini, ma ci aiuta a capire.

     

    elvis elvis

    Tutto quello che era Elvis era sconveniente, conturbante, metteva in discussione certezze, portava sesso e rivoluzione dove non erano previste, né tantomano permesse. Tutto quello che sono oggi i teen idol è rassicurazione, semplicità, canone, conformismo musicale, tutt’al più ammiccamenti sessuali, quelli sì, all’infinito, al punto che anche un angioletto come Ariana Grande può partecipare in mutandine bianche a un videoclip orgia organizzato dalla cattiva ragazza Jesse J con la complicità di Nicky Minaj. Ma è comprensibile.

     

    Ai tempi di Elvis, e in Europa ai tempi dei Beatles, l’orizzonte era felice, era progresso, ottimismo, espansione economica, ci si poteva permettere il lusso di essere rivoluzionari, di mettere a ferro e fuoco il mondo. Oggi ce la sentiremmo di rimproverare i ragazzini di oggi perché al contrario nei loro idoli cercano tranquillità, rassicurazione, conforto? Oggi se davvero qualcosa di paragonabile deve accadere dobbiamo cercarla in rete. Basta mettere a confronto due episodi di inizio carriera.

     

    justin bieber justin bieber

    Per Elvis tutto cominciò quando andò in un negozietto di Memphis per registrare un vinile e regalarlo alla madre. Fortuna volle che il capo del negozietto fosse il leggendario Sam Phillips quello che aveva detto: “devo trovare un bianco che canti come un nero”. Dunque se lo trovò sotto gli occhi e lo fece lavorare nella sua etichetta. Justin Bieber invece aveva tredici anni quando cominciò a mettere su Youtube alcune sue performance in cui rifaceva canzoni di Usher, di Justin Timberlake e altri, così, quasi per gioco. Ma un astuto produttore di nome Scooter Braun aveva capito che nel nuovo millennio i talenti bisogna cercarli così e alla fine si imbattè in questi filmati.

     

    ariana grande ariana grande

    Riuscì a contattare la madre del bimbo e la convinse a lasciarlo lavorare con lui. Dopo poco uscì One time e il successo fu immediato. Bieber è uno di quelli che resistono alla rapida usura del successo adolescenziale, nella vita privata combina un sacco di guai, ma in musica alla fine vuole solo avere successo, non vuole innovare, non ne ha bisogno, i suoi fan non glielo chiedono. Ma di sicuro da un punto di vista divistico le proporzioni sono molto cambiate.

     

    ELVIS GRACELAND ELVIS GRACELAND

    Prendete Graceland la casa, anzi la reggia che Elvis si costruì alla periferia di Memphis. Molto probabilmente la casa di Justin Bieber e cinque volte più grande, ma Graceland è diventata nel tempo il monumento storico che gli americani non hanno, il loro Colosseo, e a visitarla, come accade in questi giorni in cui ricorrono i 40 dalla scomparsa, ci vanno migliaia e migliaia di visitatori da tutto il mondo. Potenza del mito, appunto, la cui fabbrica di questi tempi è stata dismessa.

    priscilla presley taglia la torta a graceland priscilla presley taglia la torta a graceland

     

    Non saranno certo The Vamps o i 5 Seconds of Summer a mettere a ferro e fuoco il mondo. Qualcosa del genere negli ultimi anni è successa solo nell’universo rap. Quando la stella di Eminem cominciò a brillare nel firmamento musicale sembrò davvero che una nuova modalità alla fine fosse nata, che un personaggio inquieto, ribelle, imprevedibile fosse finalmente venuto a reclamare la corona del re, che oggi resta tristemente vacante. Gli idoli di oggi questa responsabilità non se la prendono. La corona è li che aspetta

    Guarda la fotogallery


    ultimi Dagoreport