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    ALLARME CORONAVIRUS: UN CASO SOSPETTO A PARMA. UNA DONNA, DI RITORNO DA WUHAN HA ACCUSATO LIEVI SINTOMI DI INFEZIONE ALLE VIE RESPIRATORIE – ESCLUSO IL CONTAGIO A BARI PER LA PAZIENTE, RISULTATA POSITIVA A MICOPLASMA PNEUMONIAE. NEGLI USA CONFERMATO UN SECONDO CASO DI INFEZIONE...


     
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    Da repubblica.it

     

    coronavirus coronavirus

    Sono state attivate dalle Aziende sanitarie di Parma tutte le procedure previste per un presunto caso di nuovo coronavirus su una donna, residente nel parmense, che di ritorno da Wuhan ha accusato lievi sintomi di infezione alle vie respiratorie. Il caso, riferiscono i sanitari, è solo sospetto. La signora in buone condizioni di salute è ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell'Ospedale Maggiore di Parma.

     

    Allarme quasi del tutto rientrato invece a Bari per una donna affetta da una patologia respiratoria che aveva fatto temere il contagio da coronavirus. "Le condizioni sono assolutamente stabili e rassicuranti. - ha detto oggi il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore - In questo momento è ancora in isolamento da contatto e respiratorio. La paziente viene curata per quella che è la patologia che ha presentato e ci auguriamo che nei prossimi giorni potremo tranquillamente riportarla a una condizione di normale trattamento".

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    La donna era stata ricoverata per sospetto coronavirus, allarme rientrato in serata dopo che i primi esami che hanno escluso il virus cinese e hanno accertato una positività al micoplasma pneumoniae, un batterio che causa polmonite. La donna, di professione cantante, era tornata da alcuni giorni da una tournée in Cina. Due notti fa si era presentata al pronto soccorso del Policlinico di Bari con febbre e tosse, sintomi simili a quelli del virus cinese.

     

    Sintomi non dissimili da quelli della malattia causata dal coronavirus. I campioni biologici sono stati trasmessi all'istituto Spallanzani di Roma. "La paziente sta già abbastanza bene. È sfebbrata, ieri sera aveva 37 di temperatura e non ci sono complicanze. Certo, nessuno vieta che abbia due malattie e non una. Ma se sarà confermata esclusivamente solo questa infezione da micoplasma, potrà fare la terapia a casa ed essere dimessa in 48 ore". Lo ha spiegato Gioacchino Angarano, primario di malattie infettive al Policlinico di Bari, aggiungendo: "La paziente è tranquilla - ha aggiunto il primario - perché è stata tranquillizzata da noi, ha capito che c'è stata la necessità di attivare l'isolamento e anche in reparto non c'è nessuna preoccupazione".

    Coronavirus, al Policlinico di Bari reparto blindato dopo il ricovero della cantante

    medici a wuhan medici a wuhan

     

    "È stato un falso allarme fino a un certo punto, perché è una persona che viene da una zona a rischio con una sintomatologia compatibile con quella del coronavirus. Quindi non è un falso allarme, è un allarme reale che è stato sciolto trovando un altro agente. In ogni caso dobbiamo avere tutte le conferme", ha precisato il professor Angarano. Il Policlinico sta ora aspettando i risultati degli accertamenti diagnostici dall'istituto Spallanzani di Roma. "È una malattia nuova - ha spiegato ancora il primario - quindi noi qui non abbiamo ancora i reagenti particolari. È simile al virus della Sars, quindi i test si basano soprattutto su quelle conoscenze che noi abbiamo, ma simile non vuol dire uguale".

     

     

    Nel frattempo, le autorità sanitarie americane hanno confermato il secondo caso di coronavirus rilevato negli Stati Uniti, dove i sospetti sotto esame sono 63. Si tratta di una donna di Chicago tornata dalla città cinese di Wuhan, dove si trova il focolaio dell'infezione.

     

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    Finora, sono circa 900 i casi confermati in tutto il mondo di persone infette con il coronavirus che ha provocato almeno 26 morti in Cina, dove il virus nCOV-2019 è stato scoperto per la prima volta. Le autorità di Pechino hanno disposto la chiusura di alcune parti della Grande Muraglia e ordinato alle agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour interni e internazionali. L'ambasciata d'Italia a Pechino esclude per ora casi di contagio tra i connazionali. Ieri, l'Organizzazione mondiale della sanità ha detto che il virus non rappresenta un'emergenza sanitaria globale, nonostante l'attenzione resti alta.

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