D'AMATO E BERLUSCONI RESTANO A CASA
A RISCHIO LA COSTRUZIONE DELLA PRIMA PORTAEREI INDIANA
UNA COMMESSA MILIARDARIA PER LA NOSTRA FINMECCANICA-FINCANTIERI

Nella sua Mantova, sfogliando il numero di dicembre di Business Week, Roberto Colaninno ripensa con rabbia e delusione alla fallita spedizione in India della missione governativa italiana guidata da Romano Prodi dopo il forfait diplomatico del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La cover story del magazine americano questo mese è dedicata infatti allo sviluppo dell'economia globale di quel paese. "Tra assenze più o meno giustificate, gaffe, dispetti e malintesi ancora una volta abbiano rimediato la nostra sporca figura davanti al rappresentanti della quarta potenza mondiale", si è lamentato con gli amici il ragioniere della Razza Padana.

L'ex raider di Telecom si è potuto consolare visitando gli impianti della Vespa: La sua ultima preda industriale. Un incontro bilaterale da dimenticare pure per il ministro degli Esteri, Yashwant Sinha che si è gelidamente dichiarato: "I'm extremely disappointed". Già, perché senza troppo giustificazioni si era cancellato (perché?) dalla missione anche il presidente uscente della Confindustria, Antonio D'Amato. Sostituito in corsa da Flavio Radice. Del tutto assenti i rappresentanti dei settori delle telecomunicazioni.



Un viaggio, insomma, nato male e concluso peggio. Tutto ha inizio l'estate scorsa quando a Roma si trova il ministro della Difesa di New Delhi per concludere con il collega Antonio Martino un importante accordo: la costruzione della prima portaerei indiana da parte della nostra Finmeccanica-Fincantieri. Una commessa miliardaria, che adesso rischia di essere rimessa in discussione. Ma il governo indiano chiede alla Farnesina di poter incontrare in Sardegna il presidente del Consiglio. Nascono molte incomprensioni diplomatiche. Di qui il sospetto di New Delhi che non sia stata una influenza a trattenere a Roma il premier italiano. Con queste premesse, nonostante la presenza dei commissari Ue, Prodi e Solana, e del rampante sottosegretario Margherita Boniver, il passaggio in India si è rivelato, economicamente parlando, un triste pellegrinaggio di poverelli.


Dagospia 16 Dicembre 2003