IL GOVERNATORE INCARTATO - 18 LETTERE E DUE VERBALI: LE PROVE DI TREMONTI CONTRO FAZIO - QUAL E' LA SITUAZIONE GESTIONALE DI CAPITALIA E POPOLARE DI LODI?
R.R. per La Stampa
Dalla Cirio alla Parmalat: tutta la polemica tra il ministro dell'economia Giulio Tremonti e il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio è racchiusa nelle diciotto lettere e nei due verbali del Cicr, il comitato interministeriale per il credito e il risparmio. Il carteggio è stato consegnato al Parlamento da Tremonti, ancora una volta molto critico nei confronti di Bankitalia: per lui, quindi, serve a provare la fondatezza delle sue tesi. Il punto di partenza della ricostruzione del ministro dell'economia è l'informativa del 20 novembre 2002 «sulla crisi finanziaria potenziale della Cirio e sul rapporto di assoluta e assolutamente impropria dipendenza con una banca romana». Tremonti afferma di non avere ricevuto alcuna comunicazione scritta ma solo una «risposta verbale, de minimis».
3 APRILE 2003. Tremonti chiede a Fazio «se nei confronti delle banche coinvolte nel collocamento» ai risparmiatori «delle obbligazioni Cirio siano emersi comportamenti funzionali a trasferire» nei loro confronti «rischi che le banche non sono disposte a mantenere a proprio carico».
14 MAGGIO 2003. Fazio fa presente che dalle banche collocatrici risulta che la maggior parte di tali prestiti sono stati collocati in Italia» e che già la Consob aveva chiesto alla Banca d'Italia di «estendere accertamenti ispettivi in corso presso alcune banche» per individuare «eventuali irregolarità» per le obbligazioni Cirio.
5 MAGGIO 2003. Tremonti interviene per Capitalia: sollecita alla Banca d'Italia informazioni «sulla situazione del gruppo sotto i profili tecnico, gestionale ed organizzativo».
5 MAGGIO 2003. Un'altra richiesta del ministro riguarda la Banca Popolare di Lodi. L'obiettivo è di ottenere dal governatore, vista la politica recente di acquisizioni, «informazioni» sulle «strategie aziendali» dell'istituto.
9 MAGGIO 2003. Fazio risponde sia su Capitalia che sulla Banca Popolare di Lodi spiegando che «si trova nell'impossibilità giuridica di corrispondere» alle richieste: «la comunicazione di dati e informazioni» è «preclusa in via generale dalla legge a tutela degli interessi generali e delle singole imprese bancarie».
5 MAGGIO 2003. Tremonti vuole ottenere da Fazio anche notizie relative alla controversia tra Monte dei Paschi di Siena e alcune organizzazioni di consumatori per il collocamento dei fondi previdenziali MyWay e 4You. Il ministro parla di fenomeni che «potrebbero ingenerare sfiducia» e di problemi dell'«immagine complessiva del gruppo bancario Montepaschi».
14 MAGGIO 2003. Tremonti invia a Fazio per la seconda volta le lettere del 5 maggio su Capitalia e Banca Popolare di Lodi. Puntualizza che le richieste di informazioni «sono da intendersi formulate ai sensi dell'art.7 del T.U. bancario».
14 MAGGIO 2003. Fazio risponde alla lettera del 5 maggio relativa al collocamento di prodotti finanziari. Dichiara di aver già chiesto informazioni sugli episodi richiamati con l'esigenza di «verificare che sia stata fornita agli investitori una corretta e completa informativa».
11 GIUGNO 2003. Fazio dice nuovamente al ministro, a proposito di Capitalia e Banca Popolare di Lodi, che «non è possibile corrispondere a richieste che riguardano notizie, informazioni e dati che la Banca possieda in ragione della sua attività di vigilanza».
8 LUGLIO 2003. Dal verbale del Cicr risulta che Tremonti invita Fazio, presente alla seduta, a riferire sulla vicenda dei bond Cirio. E si legge poi che «la stampa ha posto in evidenza come la questione riguardi anche altri casi di obbligazioni (ad esempio Parmalat) suscettibili di determinare riflessi negativi sul mercato finanziario».
23 LUGLIO 2003. Il Ministro informa il governatore della convocazione del Cicr. Lo invita a partecipare, essendo cominciato l'esame della questione dei corporate bond.
24 LUGLIO 2003. Fazio assicura che al ministero saranno comunicati «tempestivamente» i risultati delle ispezioni scattate per i corporate bond emessi da società di gruppi industriali italiani sul mercato lussemburghese. Fazio informa inoltre che una nuova riunione del Cicr sarà convocata dopo l'esito delle ispezioni.
25 LUGLIO 2003. Tremonti obietta che il raggio d'azione del Cicr è vasto e non ha un oggetto limitato.
1 AGOSTO 2003. Fazio puntualizza le proprie competenze per il Cicr in base al testo unico bancario.
3 OTTOBRE 2003. Tremonti invia alla Banca d'Italia una convocazione «urgentissima» del Cicr.
14 OTTOBRE 2003. Fazio rende noto che «non sono ancora disponibili le risultanze globali delle ispezioni sul collocamento di obbligazioni e le conseguenti analisi e valutazioni, in specie, di quelle Cirio».
16 OTTOBRE 2003. Si riunisce il Cicr, senza la partecipazione di Fazio, occupandosi ancora di corporate bond.
22 DICEMBRE 2003. E' annunciata un'altra «urgentissima» convocazione del Cicr per il giorno dopo. All'ordine del giorno «alta vigilanza sul risparmio» con una «informativa di Consob e Banca d'Italia sul caso Parmalat» e «corporate bonds e tutela del risparmio».
23 DICEMBRE 2003. Fazio si dichiara «sorpreso della straordinarietà di una seduta convocata poche ore prima del suo svolgimento». E rinnova a Tremonti «le riserve espresse sul ruolo e sulle competenze del Comitato».
Dagospia 16 Gennaio 2004
Dalla Cirio alla Parmalat: tutta la polemica tra il ministro dell'economia Giulio Tremonti e il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio è racchiusa nelle diciotto lettere e nei due verbali del Cicr, il comitato interministeriale per il credito e il risparmio. Il carteggio è stato consegnato al Parlamento da Tremonti, ancora una volta molto critico nei confronti di Bankitalia: per lui, quindi, serve a provare la fondatezza delle sue tesi. Il punto di partenza della ricostruzione del ministro dell'economia è l'informativa del 20 novembre 2002 «sulla crisi finanziaria potenziale della Cirio e sul rapporto di assoluta e assolutamente impropria dipendenza con una banca romana». Tremonti afferma di non avere ricevuto alcuna comunicazione scritta ma solo una «risposta verbale, de minimis».
3 APRILE 2003. Tremonti chiede a Fazio «se nei confronti delle banche coinvolte nel collocamento» ai risparmiatori «delle obbligazioni Cirio siano emersi comportamenti funzionali a trasferire» nei loro confronti «rischi che le banche non sono disposte a mantenere a proprio carico».
14 MAGGIO 2003. Fazio fa presente che dalle banche collocatrici risulta che la maggior parte di tali prestiti sono stati collocati in Italia» e che già la Consob aveva chiesto alla Banca d'Italia di «estendere accertamenti ispettivi in corso presso alcune banche» per individuare «eventuali irregolarità» per le obbligazioni Cirio.
5 MAGGIO 2003. Tremonti interviene per Capitalia: sollecita alla Banca d'Italia informazioni «sulla situazione del gruppo sotto i profili tecnico, gestionale ed organizzativo».
5 MAGGIO 2003. Un'altra richiesta del ministro riguarda la Banca Popolare di Lodi. L'obiettivo è di ottenere dal governatore, vista la politica recente di acquisizioni, «informazioni» sulle «strategie aziendali» dell'istituto.
9 MAGGIO 2003. Fazio risponde sia su Capitalia che sulla Banca Popolare di Lodi spiegando che «si trova nell'impossibilità giuridica di corrispondere» alle richieste: «la comunicazione di dati e informazioni» è «preclusa in via generale dalla legge a tutela degli interessi generali e delle singole imprese bancarie».
5 MAGGIO 2003. Tremonti vuole ottenere da Fazio anche notizie relative alla controversia tra Monte dei Paschi di Siena e alcune organizzazioni di consumatori per il collocamento dei fondi previdenziali MyWay e 4You. Il ministro parla di fenomeni che «potrebbero ingenerare sfiducia» e di problemi dell'«immagine complessiva del gruppo bancario Montepaschi».
14 MAGGIO 2003. Tremonti invia a Fazio per la seconda volta le lettere del 5 maggio su Capitalia e Banca Popolare di Lodi. Puntualizza che le richieste di informazioni «sono da intendersi formulate ai sensi dell'art.7 del T.U. bancario».
14 MAGGIO 2003. Fazio risponde alla lettera del 5 maggio relativa al collocamento di prodotti finanziari. Dichiara di aver già chiesto informazioni sugli episodi richiamati con l'esigenza di «verificare che sia stata fornita agli investitori una corretta e completa informativa».
11 GIUGNO 2003. Fazio dice nuovamente al ministro, a proposito di Capitalia e Banca Popolare di Lodi, che «non è possibile corrispondere a richieste che riguardano notizie, informazioni e dati che la Banca possieda in ragione della sua attività di vigilanza».
8 LUGLIO 2003. Dal verbale del Cicr risulta che Tremonti invita Fazio, presente alla seduta, a riferire sulla vicenda dei bond Cirio. E si legge poi che «la stampa ha posto in evidenza come la questione riguardi anche altri casi di obbligazioni (ad esempio Parmalat) suscettibili di determinare riflessi negativi sul mercato finanziario».
23 LUGLIO 2003. Il Ministro informa il governatore della convocazione del Cicr. Lo invita a partecipare, essendo cominciato l'esame della questione dei corporate bond.
24 LUGLIO 2003. Fazio assicura che al ministero saranno comunicati «tempestivamente» i risultati delle ispezioni scattate per i corporate bond emessi da società di gruppi industriali italiani sul mercato lussemburghese. Fazio informa inoltre che una nuova riunione del Cicr sarà convocata dopo l'esito delle ispezioni.
25 LUGLIO 2003. Tremonti obietta che il raggio d'azione del Cicr è vasto e non ha un oggetto limitato.
1 AGOSTO 2003. Fazio puntualizza le proprie competenze per il Cicr in base al testo unico bancario.
3 OTTOBRE 2003. Tremonti invia alla Banca d'Italia una convocazione «urgentissima» del Cicr.
14 OTTOBRE 2003. Fazio rende noto che «non sono ancora disponibili le risultanze globali delle ispezioni sul collocamento di obbligazioni e le conseguenti analisi e valutazioni, in specie, di quelle Cirio».
16 OTTOBRE 2003. Si riunisce il Cicr, senza la partecipazione di Fazio, occupandosi ancora di corporate bond.
22 DICEMBRE 2003. E' annunciata un'altra «urgentissima» convocazione del Cicr per il giorno dopo. All'ordine del giorno «alta vigilanza sul risparmio» con una «informativa di Consob e Banca d'Italia sul caso Parmalat» e «corporate bonds e tutela del risparmio».
23 DICEMBRE 2003. Fazio si dichiara «sorpreso della straordinarietà di una seduta convocata poche ore prima del suo svolgimento». E rinnova a Tremonti «le riserve espresse sul ruolo e sulle competenze del Comitato».
Dagospia 16 Gennaio 2004