40 MILA IN MARCIA IN FILA PER DUE - GIORGIO BENVENUTO DA' RAGIONE A ROMITI - CALLIERI INSISTE (CON I PROVERBI): "SE DOPO 24 ANNI PERFINO IO MI FACCIO VIVO CON LA MIA VERSIONE, È PERCHÉ IL TROPPO STROPPIA".

Da La Repubblica


Ventiquattro anni fa la marcia di quarantamila quadri a Torino rovesciò i rapporti di forza tra Fiat e sindacato: vinse Corso Marconi. Una settimana fa Luca di Montezemolo ha dato una sua ricostruzione della vicenda e del ruolo di Cesare Romiti. Lo stesso Romiti, ieri, ha replicato a un´intervista di Carlo Callieri, allora responsabile del personale Fiat. Oggi parla anche Giorgio Benvenuto, che guidava la Uil.


1 - Lettera di Giorgio Benvenuto (Capogruppo Ds in Commissione finanze della Camera, allora segretario generale della Uil)

Durante i 35 giorni del blocco dei cancelli alla Fiat nell´ottobre 1980 ci furono tante iniziative, tanti contatti, tanti incontri. La trattativa era bloccata; con Lama, Carniti e Marianetti feci, assieme ad altri dirigenti sindacali, diversi incontri all´Hotel Boston con lo staff della Fiat, guidato dal dr. Romiti e dall´ing. Ghidella. Riuscimmo a dare a questi incontri un carattere di riservatezza. Noi del sindacato eravamo convinti che si potesse arrivare ad un accordo senza vinti e vincitori. L´intesa ci sembrava a portata di mano.

La sera precedente alla manifestazione dei quadri avemmo la sensazione che si potesse arrivare ad una conclusione. Rinviammo la stretta finale all´indomani. Fu un errore. La mattina ci vedemmo, ma non iniziammo nemmeno a discutere mentre arrivavano le note dell´Ansa sulla manifestazioni dei quadri di Torino: «Il Teatro Alfieri è colmo all´inverosimile... i quadri sono usciti, sono 5.000... sono 10.000... sono 20.000... sono 40.000... i cittadini li applaudono!» .



Romiti ci disse che non c´era nessuna possibilità di proseguire nella discussione. In serata al Ministero del Lavoro raggiungemmo un accordo che rappresentò un´ amara sconfitta del sindacato.
Che dire, rispetto all´amarcord di oggi, dopo 24 anni? La Fiat, allora così come era già avvenuto nella vicenda del licenziamento dei 61 delegati accusati di violenza aveva al proprio interno posizioni diverse: capimmo però che erano l´espressione del gioco di una squadra che voleva riprendersi la rivincita sul sindacato dopo 10 anni.

Una vittoria di Pirro, come lo era stata per noi quella dell´accordo sul punto unico della contingenza nel 1976. Lo scontro frontale tra sindacato ed impresa, visto oggi dopo tanti anni, lo rivivo come un´occasione persa per costruire in tempo un sistema contrattuale moderno, capace di fronteggiare la globalizzazione, valorizzando la capacità competitiva delle nostre industrie difendendo e valorizzando i lavoratori.

2 - Lettera di Carlo Callieri (Capo del personale Fiat nel 1980)

Caro Direttore, confermo i fatti da me ricordati nell´intervista al Suo giornale, e che il dottor Romiti non ha smentito. Sono d´altra parte confermabili da tutti quelli che vi hanno allora preso parte. Il dottor Romiti smentisce di aver mai visto da solo Giorgio Benvenuto. Mai detto, si confonde: da solo l´ho visto io, avendo da lui l´informazione sul possibile accordo. Se, come dice il dottor Romiti, dopo ventiquattro anni perfino io mi faccio vivo con la mia versione, è perché il troppo stroppia. Cordiali saluti


Dagospia 18 Marzo 2004