E DENISE RISE - L'ETNO PRESS ALL'ATTACCO - GLI APPALTI DI KIT KAT IN STAND BY - MAZZA CORTEGGIA LA MARGHERITA - ROTAIE BOLLENTI: SCURTI DA PR A AD - D'ALEMA E LE SCOMMESSE - MANCA SOLO MACALUSO.

Denise Pardo per L'espresso


1 - ETNO-PRESS - NE LEGGEREMO DI TUTTI I COLORI

Nasz Swiat è l'ultimo nato: mensile in polacco, 10 mila copie, vendita in edicola. I dati dell'Osservatorio permanente dei media multiculturali dimostrano che, con oltre due milioni e mezzo di stranieri, l'etno-press può diventare un vero business editoriale. Nel 2001 il 74,2 per cento delle testate non superava le 5 mila copie. Nel 2003 la situazione si è capovolta: 74 giornali in 16 lingue (29 gestiti da immigrati, 46 da società o coop miste) di cui il 26 per cento dichiara una tiratura di 20 mila copie. Si va dalla "Gazeta Romanesca" (quindicinale rumeno, 20 mila copie, un euro) a "Nur" (mensile arabo gratuito), a "Forum", ai giornali per ucraini, africani, cinesi etc. Leader del settore è "Stranieri in Italia", ha il sito più importante sull'immigrazione, tra i primi 40 portali italiani, e la società editrice "Etnocommunication". Distribuisce e vende attraverso Angelo Costa, agente della Western Union, che negli anni ha creato o assorbito 13 etno-testate con una tiratura di 160 mila copie.

2 - APPALTI RAI - OSSERVATORIO A DIETA
Il direttore generale Rai, Flavio Cattaneo, tiene in stand by il rinnovo dei contratti del monitoraggio dei politici sulle reti. Dopo aver indetto una sorta di gara d'appalto e aver ricevuto le offerte, la Rai tace, limitandosi a rinnovare mensilmente il contratto con l'Osservatorio di Pavia, fornitore ufficiale di questi dati da sempre. Un modo per tenere tutti sotto scacco, in un momento delicato come la vigilia delle elezioni europee?

3 - DIRETTORI RAI - MAURO E MARGHERITA
Slogan del congresso della Margherita: "L'Italia che prepara il suo futuro". L'Italia, forse. Mauro Mazza, direttore Tg2, sicuro. È arrivato fino a Rimini (mimimo quattro ore di viaggio) unico direttore Rai presente, per stringere la mano di Francesco Rutelli, abbracciare Paolo Gentiloni, dare un'intervista a "Europa". Previdente: se vince il centro-sinistra, un tg all'opposizione lo dovranno pur dare.



4 - RELAZIONI ESTERNE - DANIELA SALE IN CARROZZA
Daniela Scurti, la potentissima governatrice delle relazioni esterne delle Ferrovie dello Stato, sta cambiando destinazione. La stazione d'arrivo è la Sita, società controllata dalle Ferrovie di cui dovrebbe essere nominata amministratore delegato. Per molti, è il segnale definitivo che Giancarlo Cimoli, presidente e amministratore delegato Fs, sta per lasciare davvero, visto che la Scurti è una sua creatura. Ma la promozione è anche la sconfitta di un tabù: è la prima volta che dal settore delle relazioni esterne, una donna riesce a diventare capo di un'impresa. Emulando il percorso di numerosissime carriere simili ma solo al maschile.

5 - EDICOLA DI FEBBRAIO - AVANTI PIANO
Raffronto tra le vendite di febbraio 2004 e febbraio 2003. "Il Corriere della Sera": 675 mila copie (più 0,3); "la Repubblica": 607.856 (più 0,4). "Il Sole 24 Ore": 382.317 (più 0,6); "La Stampa": 367.300 (meno 1,5); "Il Messaggero": 245.500 (più 1,2); "La Gazzetta dello Sport": 384 mila (più 0,5).

6 - D¹ALEMA CATTIVO PROFETA - SCOMMESSE DA CRONISTI
Chi è il misterioso giornalista di cui scrive "il Foglio" che, prendendo per oro colato le sinistre confidenze di Massimo D'Alema, ha scommesso (perdendo) che la lista unitaria di Prodi non si sarebbe mai fatta? E che in Transatlantico, davanti a tutti, ha sventolato a D'Alema i 100 euro da pagare? Maggior indiziato è Federico Geremicca, responsabile della "Stampa" nella capitale che avrebbe pagato i 100 euro a Maria Teresa Meli, inviata del "Corriere".

7 - AFFETTUOSITÀ GIORNALISTICHE - MANCA SOLO MACALUSO
Intricato editoriale senza firma sul mensile "Le nuove ragioni del socialismo" (titolo: "Auguri all'"Unità"). Si fa finta di partire dalla malizia di Furio Colombo nel ripubblicare una frase del berlusconiano Sandro Bondi (ammiratore, quando era comunista, dell'"Unità" di Emanuele Macaluso, denigratore di quella di Colombo) per arrivare al punto dolente. Cioè che, in occasione dei suoi ottant'anni, "l'Unità" ha segnalato gli uomini clou della sua storia: Gramsci, Ingrao e Colombo. Nessun accenno a Macaluso, rimprovera l'anonimo delle "Ragioni del socialismo". Senza mai dire che proprio Macaluso è il direttore del mensile. Delizioso! L'autoaffettuosità ha ragioni che il socialismo non conosce.


Dagospia 19 Marzo 2004