DERBY CARRARO-PESCANTE PER IL MINISTERO DELLO SPORT?

UNA VOCE POCO FA
di GIOACCHINO ROSSINI per "Il Messaggero"


Quanto lavorano i giuntisti del Coni! Le new entries debbono mostrare tutto il loro polisportivismo ed eccoli qua, vanno in giro e in Giro. La bella signora Evelina Christillin, ad esempio, reginetta di Torino 2006 (il re è l'Avvocato, e forse anche il regista, basti ripensare a quel che fecero i torinesi a Roma 2004), è al Giro, e quasi manca l'incontro con Candido Cannavò, a Roma per Varenne. Chissà come c'è rimasto male il roseo direttore che non si perde una fatina. Madame 2006 guarda Vito Taccone e gli dice: tu eri la mia biglia in quel di Varigotti. La signora ricorda che, bambina vestita alla marinara, si recava sull'omonima spiaggia e vai con le biglie! Solo che i maschi si sceglievano subito Francesco Moser e Giuseppe Saronni. Erano, evidentemente, gli anni a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta, o forse i primi Ottanta. Ahi, Evelina! A quell'epoca giocava ancora con le biglie? Diamo una schicchera alla menzogna... Taccone e il duo Moser-Saronni corsero in epoche diverse: quando vennero questi due, la biglia di Taccone era un reperto di modernariato. Quando era bambina da biglia la Christillin? Con Vito o con quei due? Non s'indaga. Alle belle signore tutto si perdona, anche un pizzico di elegante civetteria.

L'altrettanto bello Giovanni Malagò s'è recato in quel di Bari: colazione con il collega giuntista Barbone. Oggetto della visita: la Roma o l'organizzazione territoriale del Coni? Barbone si rese famoso come organizzatore dei Giochi del Mediterraneo. Ebbe qualche animato diverbio con Antonio Matarrese, l'enfant du pays: si parlò di pugni, ma forse era un buffetto... Famosa la storia di un attaché al quale avevano raccomandato di non rivolgere mai la parola all'Infanta di Spagna, se non richiesto, e di dirle sempre Altezza Reale. Lo sventurato rispose a puntino: chiamava Donna Pilar di Borbone semplicemente Maestà. La nobildonna, che nel registro dei membri del Cio figura con il titolo di studio di infermiera (probabile crocerossina) e "professione: amministra le proprietà di famiglia", è sorella del re di Spagna e presiede la proletaria federazione internazionale degli sport equestri: i suoi predecessori sono stati Anna d'Inghilterra, Filippo d'Edimburgo e Bernardo d'Olanda.

E' a questa sequenza che si riferisce il marchesissimo di Samaranch, (detto in Francia "ça m'arrange" e a Roma "se po ffà"), quando parla della candidatura del marchesino suo figlio a membro del Cio ora che papà lascerà la presidenza e dice: "Il mio non è nepotismo". Ha ragione, non lo è: è "figlismo". A proposito di Cio: si profila una interessante questione per i membri italiani.

Mario Pescante è stato eletto deputato e la Giunta per le elezioni dovrà pronunciarsi sull'incompatibilità fra Giunta Coni, della quale è membro di diritto, e nuova carica. Giovanna Melandri molto combatté per nessuna commistione tra gli sportivi, ma sorvolò su quella per i politici. Controllori o controllati? Una questione da corte di Strasburgo?

Potrebbe riguardare anche Franco Carraro, se vincesse l'ipotetico derby per il ministero dello sport, (e dei Beni culturali, che sembrano un accessorio date le candidature) che lo vede concorrente proprio con Pescante.

Carraro fu presidente del Coni con Pescante segretario. Ora la buttano in politica: Pescante è di Forza Italia. Carraro, scrive "La Stampa" mettendolo in concorrenza con Domenico Fisichella, è della Lega. Lega sì, ma calcio. Però il lapsus potrebbe anche essere freudiano: anche la Lega calcio è piuttosto... padana. Cominciammo col giro, finiamo col Giraudo.
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Dagospia.com 24 Maggio 2001