CHI SE LE PIGLIA LE TRIBUNE POLITICHE AMMAZZA-ASCOLTI?
NESSUNO DEI DIRETTORI DI RETE VUOLE LA "MONNEZZA" DELLA POLITICA
"PORTA A PORTA" NON SI TOCCA - IL CETRIOLO FINIRA' ALLA RAI2 DI MARANO

Da Il Velino (www.ilvelino.it)


Si avvicinano le elezioni, e per la Rai - a partire da lunedì 26 aprile - sarà tempo di Tribune politiche. Quelle trasmissioni un po' noiose, vincolate all'inverosimile dalla commissione di Vigilanza e dalla legge sulla "par condicio", e che - causa lo share rasoterra - sono un vero e proprio incubo per i palinsesti. Proprio in questi giorni, a quanto risulta al Velino, sulle Tribune politiche, e soprattutto sulla loro collocazione, si sta giocando a viale Mazzini una partita senza esclusione di colpi tra direttori di Rete e di testata.

Tra il 26 aprile e il 10 giugno, infatti, il servizio pubblico dovrà trasmettere circa 40 trasmissioni: la metà andranno in onda di pomeriggio, dureranno 30 minuti e vedranno come ospiti quattro candidati alle europee; l'altra metà, Le conferenze dei leader, dovranno necessariamente andare in onda la sera (tra le 22 e le 23.30), quando gli ascolti sono generalmente più alti. Ma chi tra Fabrizio Del Noce, Antonio Marano e Paolo Ruffini è disposto ad accollarsi la "zavorra" di Anna La Rosa?



Nessuno dei direttori di Rete è disposto a immolarsi sull'altare delle Tribune politiche. Del Noce può contare sull'aut aut partito da Bruno Vespa all'indirizzo della direzione generale. Il conduttore di Porta a Porta non ha nessuna intenzione di farsi da parte e grazie a un emendamento approvato in extremis dalla Vigilanza: non c'è più nessun obbligo per il servizio pubblico riguardante la messa in onda su Rai Uno (obbligo che in precedenza aveva costretto Tv7 a cedere la seconda serata del venerdì, ndr). Paolo Ruffini ha l'alibi della marea di Tribune politiche regionali che invaderanno il palinsesto della terza Rete (di pomeriggio), difficile che il direttore generale gli chieda un ulteriore sforzo. Antonio Marano, infine, è ancora alla ricerca di una via d'uscita. Dopo Antonio Socci e il suo Excalibur, dovrà digerire un altro boccone amaro nel nome dell'informazione/comunicazione politica? È proprio la seconda Rete la candidata numero uno a stendere il tappeto rosso al Palazzo.

Intanto in Rai continuano a mettere a punto gli ultimi particolari sulle trasmissioni. Della conduzione dei programmi si occuperanno quattro o cinque giornalisti - a rotazione - attualmente in forza ai servizi parlamentari. Nessun nome di spicco, insomma, e soprattutto stop a Gianluca Nicoletti, che non aveva certo entusiasmati nel ciclo invernale. Per arricchire le puntate e nel rispetto da quanto previsto dalla Vigilanza, la Rai ha contrattualizzato anche otto giornalisti di altrettante importanti quotidiani nazionali (di carta stampata). Tutti notisti politici senza macchia e senza paura e soprattutto senza etichetta. Gli otto fortunati, comunque, devono essere vagliati dalla Vigilanza e non hanno ancora ottenuto il "permesso" dai loro rispettivi direttori. Saranno loro, comunque, due alla volta, a mettere sotto torchio i politici fino al 10 giugno.

L'ultima novità riguarda l'interattività delle Tribune politiche. I Servizi parlamentari hanno predisposto - grazie alla collaborazione con lo staff di Carlo Sartori (direttore del progetto digitale Rai) - un servizio interattivo per tutti coloro che in questi mesi hanno acquistato un decoder digitale. Domani nella conferenza stampa di viale Mazzini se ne saprà di più, ma al Velino risulta che si tratterà di un servizio volto a fornire il maggior numero possibile d'informazioni agli utenti sulle elezioni europee: schede sul Parlamento di Strasburgo; sulle modalità di voto; sull'Unione europea in generale e quant'altro. Il tutto condito da un quiz divertente che coinvolgerà gli spettatori da casa. Inoltre i candidati avranno la possibilità di far conoscere le proprie liste e i propri programmi elettorali. Alcune informazioni, quelle di carattere generale, saranno sempre disponibili sui canali digitali Rai. Altre, quelle legate ai candidati, dovrebbero essere a disposizione solo durante il ciclo di trasmissioni elettorali. (glv)


Dagospia 20 Aprile 2004