EDITORIA IN ALLEGRIA - A BAGNAIA, PIU' CECCHINI CHE CECCHERINI. OBIETTIVO, LA CACCIA ALLE POLTRONE DI MENTANA, GENTILI, ROSSELLA, SORGI, GAMBESCIA (DOPO IL 13 GIUGNO, NULLA SARA' COME PRIMA) - IL FATTORE D'ALEMA DI RONCHEY.
Da Il Riformista (www.ilriformista.it)
1 - Totonomine a Bagnaia
Col passare degli anni, la due giorni di Bagnaia organizzata dal giovanissimo Andrea Ceccherini si sta caratterizzando come una vetrina luccicante dove osservare a grandezza naturale la quasi totalità dei direttori italiani di quotidiani e tv, i quali arrivano a frotte per annusarsi e capire che aria tira. Ufficialmente la manifestazione che si svolge nella tenuta senese di Andrea Riffeser Monti è dedicata ai giovani under 19 e a come avvicinarli, in particolare, al mondo della carta stampata.
A tenere banco, però, nei corridoi oppure durante i momenti conviviali sono i discorsi e i gossip sui destini futuri di tanti bei nomi del nostro giornalismo. Di conseguenza, nello scorso fine settimana, Bagnaia ricordava anche il famoso Gallia di Milano, l'albergo del calciomercato. Ovviamente, gli occhi di tutti erano rivolti ai movimenti di Cesare Romiti e Stefano Folli, in vista del prossimo patto di sindacato Rcs, ma le chiacchiere hanno investito molti altri, presenti e anche assenti.
A Bagnaia infatti c'erano Enrico Mentana, Guido Gentili, Paolo Gambescia (scortato dal suo editore Francesco Gaetano Caltagirone, che tra l'altro ha evitato accuratamente di imbattersi in Romiti), Massimo Donelli, Ferruccio de Bortoli, Vittorio Feltri, Antonio Calabrò, Ernesto Auci; ma non Marcello Sorgi, Pietro Calabrese (l'unico grande assente del colosso di via Solferino) e Carlo Rossella.
Quartetto Sky. Così alla fine, in occasione dell'ultima colazione offerta nel grosso gazebo bianco in cima a una collinetta, il toto-Bagnaia ha registrato soprattutto il forte rialzo delle quotazioni di Mentana, premiato anche come giornalista tv che piace di più ai giovani. Anche se lui continua a smentire, tutti parlano della sua aspirazione a dirigere un quotidiano (Gazzetta dello Sport?). Altri nomi molto sussurrati sono stati quelli di Gentili e Gambescia, in questo caso però con una sottolineatura, come spiega un esperto osservatore: «A Bagnaia hanno giocato sulla difensiva». Una citazione a parte, infine, merita il massiccio spiegamento di forze messo in atto da Sky: a Bagnaia, infatti, c'erano Lachlan Murdoch, figlio di Rupert, Tom Mockridge, Emilio Carelli e Tullio Camiglieri.
2 - Il D'Alema di Ronchey
Comunismo, unico interesse. Il titolo della bellissima conversazione di Alberto Ronchey con Pierluigi Battista (268 pagine, Rizzoli, 16 euro) è "Il fattore R". Il riferimento è al famoso fattore K, che lo stesso Ronchey coniò nel 1979 e dove K sta per Kommunizm in lingua russa. E di comunisti nelle risposte date a Battista dal grande giornalista ce ne sono veramente tanti. Compreso un giovane segretario della Fgci di nome Massimo D'Alema.
Ronchey ricorda di quando lo incontrò per la prima volta. Era il 1975 e l'ex direttore della Stampa, poi editorialista e anche ministro, stava pranzando da Mastino a Fregene. Racconta Ronchey: «Mastino venne a riferirmi che un giovane, seduto pochi metri più in là, voleva venire al mio tavolo perché era curioso di parlare con me. Quel giovane era Massimo D'Alema. (...). Ebbi una buona impressione di lui e bevemmo qualcosa assieme fino a che, a un certo punto, gli raccontai che proprio quel giorno ero stato a casa di Franco Rodano sulla via Appia. (...) lui cominciò a spiegarmi che con Rodano la Fgci aveva stretti rapporti. Poi si rabbuiò: "Però c'è un problema". "Quale?" domandai io. "Rodano sostiene che noi siamo bravi, andiamo nella direzione giusta, ma non si può insistere sul comunismo. Eppure, a noi interessa solo quello, il comunismo"».
Dagospia 14 Maggio 2004
1 - Totonomine a Bagnaia
Col passare degli anni, la due giorni di Bagnaia organizzata dal giovanissimo Andrea Ceccherini si sta caratterizzando come una vetrina luccicante dove osservare a grandezza naturale la quasi totalità dei direttori italiani di quotidiani e tv, i quali arrivano a frotte per annusarsi e capire che aria tira. Ufficialmente la manifestazione che si svolge nella tenuta senese di Andrea Riffeser Monti è dedicata ai giovani under 19 e a come avvicinarli, in particolare, al mondo della carta stampata.
A tenere banco, però, nei corridoi oppure durante i momenti conviviali sono i discorsi e i gossip sui destini futuri di tanti bei nomi del nostro giornalismo. Di conseguenza, nello scorso fine settimana, Bagnaia ricordava anche il famoso Gallia di Milano, l'albergo del calciomercato. Ovviamente, gli occhi di tutti erano rivolti ai movimenti di Cesare Romiti e Stefano Folli, in vista del prossimo patto di sindacato Rcs, ma le chiacchiere hanno investito molti altri, presenti e anche assenti.
A Bagnaia infatti c'erano Enrico Mentana, Guido Gentili, Paolo Gambescia (scortato dal suo editore Francesco Gaetano Caltagirone, che tra l'altro ha evitato accuratamente di imbattersi in Romiti), Massimo Donelli, Ferruccio de Bortoli, Vittorio Feltri, Antonio Calabrò, Ernesto Auci; ma non Marcello Sorgi, Pietro Calabrese (l'unico grande assente del colosso di via Solferino) e Carlo Rossella.
Quartetto Sky. Così alla fine, in occasione dell'ultima colazione offerta nel grosso gazebo bianco in cima a una collinetta, il toto-Bagnaia ha registrato soprattutto il forte rialzo delle quotazioni di Mentana, premiato anche come giornalista tv che piace di più ai giovani. Anche se lui continua a smentire, tutti parlano della sua aspirazione a dirigere un quotidiano (Gazzetta dello Sport?). Altri nomi molto sussurrati sono stati quelli di Gentili e Gambescia, in questo caso però con una sottolineatura, come spiega un esperto osservatore: «A Bagnaia hanno giocato sulla difensiva». Una citazione a parte, infine, merita il massiccio spiegamento di forze messo in atto da Sky: a Bagnaia, infatti, c'erano Lachlan Murdoch, figlio di Rupert, Tom Mockridge, Emilio Carelli e Tullio Camiglieri.
2 - Il D'Alema di Ronchey
Comunismo, unico interesse. Il titolo della bellissima conversazione di Alberto Ronchey con Pierluigi Battista (268 pagine, Rizzoli, 16 euro) è "Il fattore R". Il riferimento è al famoso fattore K, che lo stesso Ronchey coniò nel 1979 e dove K sta per Kommunizm in lingua russa. E di comunisti nelle risposte date a Battista dal grande giornalista ce ne sono veramente tanti. Compreso un giovane segretario della Fgci di nome Massimo D'Alema.
Ronchey ricorda di quando lo incontrò per la prima volta. Era il 1975 e l'ex direttore della Stampa, poi editorialista e anche ministro, stava pranzando da Mastino a Fregene. Racconta Ronchey: «Mastino venne a riferirmi che un giovane, seduto pochi metri più in là, voleva venire al mio tavolo perché era curioso di parlare con me. Quel giovane era Massimo D'Alema. (...). Ebbi una buona impressione di lui e bevemmo qualcosa assieme fino a che, a un certo punto, gli raccontai che proprio quel giorno ero stato a casa di Franco Rodano sulla via Appia. (...) lui cominciò a spiegarmi che con Rodano la Fgci aveva stretti rapporti. Poi si rabbuiò: "Però c'è un problema". "Quale?" domandai io. "Rodano sostiene che noi siamo bravi, andiamo nella direzione giusta, ma non si può insistere sul comunismo. Eppure, a noi interessa solo quello, il comunismo"».
Dagospia 14 Maggio 2004