"IL MONDO" - LUCHINO POCO CARISMA - RICUCCI PRONTO PER DELLA VALLE - L'APROM SI SPACCA SU BILLĂ - REBECCHINI SCIPPA MONORCHIO NELLA CORSA ALLE GRANDI OPERE.
Da Il Mondo
1 - UNA FRECCIATA PER MONTEZEMOLO
Gli articoli chiesti ai candidati che sostengono l'esame per giornalista professionista sono normalmente molto semplici. E, soprattutto, la traccia indicata dalla commissione, di solito, non prende posizione per chicchessia. Per questo ha suscitato qualche perplessità una traccia data all'ultima sessione (30 aprile) dell'esame per accedere all'albo dell'Ordine presieduto da Lorenzo Del Boca: «La Ferrari di Montezemolo è moderna; tecnologica e vincente. Quella di Enzo Ferrari, a carattere padronale e artigianale, era però ugualmente competitiva e, secondo alcuni, più carismatica». A non pochi è parsa una traccia velata da una diplomatica critica verso Luca Cordero di Montezemolo, che guarda caso è anche presidente della Fieg (editori giornali).
2 - RICUCCI PRONTO PER DELLA VALLE
A chi gli chiede se intende entrare in un'eventuale manovra di opposizione all'accordo stipulato in Bnl tra il Banco di Bilbao (14,9%), le Generali (8,5%) e la Dorint di Diego Della Valle (4,99%), Stefano Ricucci risponde che non ci pensa nemmeno. L'immobiliarista romano sostiene anzi che non si accorderà con i suoi colleghi Danilo Coppola (4%) e Giuseppe Statuto (2%, in fase d'incremento), trainati dai delusissimi vertici della Banca Monte dei Paschi (4,5%), per un motivo ben preciso.
Sostiene di aver intascato la promessa di essere cooptato dagli azionisti di riferimento del patto tra un anno. Il differimento è indispensabile perché, con il suo 3,6% in Bnl, Ricucci avrebbe portato il sindacato a superare il 30% del capitale facendo scattare l'obbligo di un'opa sul resto della proprietà. Mentre, passati 12 mesi senza altre acquisizioni né da parte dei componenti del patto né da altri azionisti, il Testo unico della finanza (art. 109) gli consente di superare la soglia senza conseguenze.
3 - L'APROM SI SPACCA SU BILLÈ
I contrasti interni bloccano I'Aprom, l'associazione per il progresso del Mezzogiorno che vede fra i soci imprenditori come Stefano Toti, Francesco Gaetano Caltagirone, Erasmo Cinque. L'Aprom, che doveva diventare il laboratorio per un nuovo intervento nel Sud con il patrocinio di Antonio Fazio e Cesare Geronzi, ha subito i contraccolpi delle vicende di Capitalia. Inoltre, i soci hanno avuto da lamentarsi di Sergio Billè, che era diventato presidente dell'associazione all'inizio del 2003. II presidente di Confcommercio interpretava il suo ruolo troppo da protagonista, secondo i suoi detrattori, che l'hanno costretto a lasciare la carica. Per sostituire Billè si era parlato proprio del presidente di Capitalia, il gruppo che ha aggregato gran parte del sistema creditizio meridionale. Per adesso rimane a gestire l'associazione il vicepresidente Pasquale Dell'Aversana.
4 - REBECCHINI SCIPPA MONORCHIO NELLA CORSA ALLE GRANDI OPERE
Non c'è soltanto la «graduale sostituzione» delle partecipazioni in Enel ed Eni (come ha rivelato il Mondo nel numero 19) nel piano industriale della spa Cassa depositi e prestiti (Cdp). Nel documento «strettamente riservato» si delinea un nuovo rapporto della Cdp con Infrastrutture spa (Ispa), posseduta al 100% dalla Cassa e costituita due anni fa dal ministero dell'Economia con l'obiettivo di coinvolgere capitali privati per realizzare le opere pubbliche.
Con la nascita della nuova spa, le attività attuali di Ispa, cioè il finanziamento delle grandi opere, verranno accorpate nella stessa Cdp, si ipotizza nel piano 2004-2007: «L'integrazione permetterebbe una semplificazione nella governance, l'ottenimento delle sinergie in termini di attività di raccolta e l'innesto di professionalità adeguate che sarebbero di grande aiuto alla Cassa nella fase di avvio della nuova operatività». Per l'Ispa si profila un'altra missione: il «finanziamento finalizzato ad alcune aree di sviluppo del settore piccole e medie imprese».
I nuovi equilibri tra Cdp e Ispa hanno una vittima: Andrea Monorchio, l'ex Ragioniere generale dello Stato oggi al vertice di Ispa. Monorchio vede drasticamente ridursi le sue competenze, a favore di Salvatore Rebecchini, presidente di Cdp. (M.A.)
Dagospia 17 Maggio 2004