OGM FOOD-WAR - I LETTORI CONTESTANO LA VISIONE CATASTROFICA DI OLGHINA DI ROBILANT CHE REPLICA: "NON SONO SPARATE "GREEN-CHIC" MA "IL RACCOLTO DEI DANNATI" PUBBLICATO DAL "DAILY MAIL"."

Riceviamo e pubblichiamo:


Lettera 1
Vi prego di spiegare ad Olghina che gli OGM sono studiati apposta per avere meno (o addirittura per niente) bisogno di essere trattati con i "pesticidi". E poi questi articoli che trattano argomenti "scientifici" dovrebbero essere scritti da qualcuno dotato di maggiori conoscenze in proposito.
Scriverebbe un articolo su Rocco Siffredi il grande Francesco Cossiga? Sono certo che sarebbe assai più interessante e circostanziato di queste sparate green-chic dell'Olghina.
Con simpatia
Enrico

Lettera 2
Io, inesperto di tematiche riguardanti il settore agrario di fronte a cotanti disastri provocati da queste piante assassine e foriere di fine del mondo non posso dissentire, non ne ho capacità e competenza.
Non posso invece esimermi dal dubitare che provochino crepe profonde svariati metri e siano causa di eventi sismici.
La mia creduloneria è limitata, chiedo venia.
Antonello Cecchetti

Lettera 3
Caro Dago,
leggo spesso e volentieri la vostra pagina, tra le più interessanti e notevoli della rete (anche piacevoli, visto la lodevole iniziativa delle Foto del Giorno e di Erotika, specialmente allorchè tratta della von Teese ben legata o inguainata).

Un po' meno soddisfatto mi ha invece lasciato l'articolo di Olghina di Robilant a proposito della soia transgenica.
Intanto il titolo: senza mezzi termini, è basso allarmismo, poichè all'interno del testo, poi, le premesse della strombazzata iniziale sono disattese al 100%: nel titolo è scritto che la colpa delle teratologie nel bestiame e delle dermatiti infantili sarebbe della soia, e senza mezzi termini. Dal corpo dell'articolo, au contraire, si afferma (cosa anche abbastanza più plausibile) che esse sono causate dall'uso indiscriminato di pesticidi, erbicidi ed altri -cidi assortiti.

Nel merito dell'articolo invece, l'accostamento tra soia, allergie, addirittura prosciugamento delle falde è assolutamente arbitrario ed antiscientifico (perdinci, in Cina la soia si coltiva dall'alba dei tempi, non mi sembra abbiano mai avuto problemi di prosciugamento delle falde, anzi...). E' misoneismo puro e semplice; ed in un momento come questo, dove noi tutti ci stiamo adoperando per far trionfare una visione un pò più illuminista del mondo contro fanatismi ed integralismi iugulatori (da entrambe le parti della trincea), non mi sembra possa essere la politica migliore.
Le biotecnologie stanno ponendo le premesse per un'agricoltura priva di pesticidi, in grado di colonizzare terre inospitali, di arrestare la desertificazione e l'erosione, di risolvere il problema alimentare dei paesi a rischio malthusiano. Sputare addosso a tutto questo non mi sembra molto costruttivo.

L'alternativa di Grinpìs poi quale sarebbe? Il "biologico"? Il "sostenibile"? Il "torniamo alla natura"? Cento anni fa si magiava un giorno no e l'altro forse. Una mia bisnonna di Mantova, la cui famiglia aveva 30 biolche di terra (al nord dovevano essere circa 10 ettari, se non sbaglio), con tutto il grano che facevano è spirata chiedendo sul letto di morte un pezzo di pane bianco. Perchè i raccolti "biologici", "tradizionali" dell'epoca erano sufficienti a mala pena alle esigenze del mercato. Il pane bianco andava sulle tavole ai signori. I contadini, ancorchè benestanti (per l'epoca) come la mia ava, si dovevano accontentare della polenta, se c'era.



Spiacente, ma noialtri dei 5 pasti al giorno non credo si sia disposti ad un passo indietro. Dall'altra parte del mondo ci sono 3 miliardi di persone che se hanno i 5 pasti a settimana si definiscono fortunati. Ed il biologico non mi pare aiuti molto.
Dunque che si possa criticare una certa maniera incivile di sfruttare le campagne e di avvelenare tutto quasi fossimo cavallette umane, son io il primo a sostenerlo. Che tutti i mali del mondo (o anche solo quelli della pampa) vengano dalla soia transgenica mi pare una puttanata termonucleare.
Dunque, caro Dago, la mia te l'ho voluta dire. Alla Olghina invece un consiglio: non isperar salvezza da Grinpìs! staresti fresca...
Un cordiale saluto,
Emanuele Mastrangelo

(Olghina di Robilant)


RISPOSTA DI OLGHINA

Rispondo al Signor Antonio Cecchetti e ad un certo Enrico più alcuni altri, i quali mi accusano di aver trattato un argomento agrario come l'OGM quasi fossero "sparate green-chic" senza saperne nulla o poco in merito.

Per prima cosa tengo a ribadire (leggete bene prima di contestare!) che ho ripreso l'intero articolo dal Daily Mail e dal giornalista David Jones inviato speciale in Argentina che ha girato il paese in lungo e in largo descrivendo quanto ha riscontrato. Titolo del lunghissimo pezzo (venerdì 6 maggio) che ho ripreso: "Harvest of the damned" ossia "Il raccolto dei dannati". Sottotitolo: "Misteriosi crepacci nel terreno, animali deformi, bambini pieni di croste - Mentre gli OGM vengono accettati ufficialmente in Gran Bretagna sussiste un terrificante quanto allarmante messaggio da un paese che ha aperto le braccia ai cibi di Frankenstein..".

Di personale nel mio articolo ho solo parlato degli effetti sgradevoli dei diserbanti e pesticidi per via dei quali sto personalmente passando un periodo di fastidi. Aggiungo ai miei fastidi un dettaglio: in un giardino di questa casa, adiacente un campo di grano trattato con diserbanti, alcune fioriture, alcuni melograni ed un paio di alberelli d'arancio più diversi rampicanti fioriti, hanno avuto le cime (che apparivano oltre una recinzione) disseccate e completamente avvizzite in modo irrecuperabile. Un giardiniere che ho consultato mi ha spiegato che il vento ha portato il diserbante causando quel disastro. Sic.

Ma va precisato che è il Signor Jones, e non io, ad aver spiegato lungamente come i diserbanti usati in Argentina per la soya transgenica abbiano avuto effetti devastanti conclamati ed evidenti su animali, bambini, vegetazione e piccole colture diverse. Ovviamente vengono usati, caro signor Enrico, o il Jones sarebbe stato linciato per le sue affermazioni. A lui si aggiunga quanto dichiarato a Buenos Aires dall'agro-ecologista specializzato in OGM Walter Pengue, pare una nota autorità in merito a tale argomento.

Infine tengo a precisare che ho ripreso solo una piccola parte dell'articolo il quale ritengo possa essere ritrovato via Internet cercando il Daily Mail della data che ho segnalato. Fatelo prima di contestare me, che continuo a starnutire, e contestate lui ed i professori che lui cita con date, numeri, certificazioni, fotografie di raccolti di mais rovinati, prove, statistiche, esperimenti oltre a decine di episodi, disavventure e lamentazioni varie. Dire che questo reportage - durato mesi- non sia allarmante e tradurlo in "sparate green-chic" è davvero un pressappochismo sciocco. Comunque sia, grazie per l'attenzione. Io permango spaventata e preferisco cercare cibi trattati in modo tradizionale. Se ne esistono ancora.


Dagospia 19 Maggio 2004