OLÈ! VITTORIO EMANUELE HA PRESO A PUGNI AMEDEO D'AOSTA
AL TERMINE DELLA CENA OFFERTA DALLA REGINA SOFIA DI SPAGNA
IL SAGGIO ERNST DI HANNOVER HA PREFERITO IL BRANDY ALLE NOZZE
AL TERMINE DELLA CENA OFFERTA DALLA REGINA SOFIA DI SPAGNA
IL SAGGIO ERNST DI HANNOVER HA PREFERITO IL BRANDY ALLE NOZZE
Olghina di Robilant per Dagospia
Leggo sui soliti tabloid inglesi alcuni appunti, sempre sul matrimonio spagnolo, ed ascolto le narrazioni di quanti vi hanno partecipato. Divertente il gossip su Ernst di Hannover che pare abbia fatto infuriare Juan Carlos. Dalla stampa britannica la dettagliata cronaca che riguardava l'assenza di Ernst di Hannover nella cattedrale dell'Almudena.
Pare si sia messo in vista in modo sgradito al ricevimento che ha preceduto il matrimonio gozzovigliando, bevendo e tracannando cibo come un vero unno al tempo degli antichi romani. Soprattutto con il brandy. Tanto che all'indomani non è riuscito a svegliarsi in tempo e nemmeno la consorte Carolina è riuscita a tirarlo fuori dal letto. Questa la ragione per cui è andata lei da sola ed è stata fotografata da sola.
Quello che invece mi giunge dal vivo è che Ernst quando si è ripreso, ossia si è svegliato, e si è accorto di aver mancato la cerimonia, ha pensato bene di vestirsi e correre all'appuntamento- in Spagna dicono 'buttato fuori dall'albergo a spintoni'- anche se in ritardo. Ma non poteva certo entrare da solo nella cattedrale a metà del rito. Poco male. Ha fatto spallucce ed ha ripreso le bevute interrotte alle tre del mattino. Si è poi fatto rivedere arrivando, anche qui in ritardo, alla colazione post-nozze.
Strafatto, barcollante, con la gambe allargate per non cadere, evidentemente più che alticcio, ha attraversato il salone gremito facendosi strada verso il tavolo dov'era seduta Carolina, il tutto appoggiandosi di quando in quando alle spalliere delle sedie nelle quali erano seduti sovrani ed ospiti vari con vaghi cenni di saluto, ed é infine crollato sulla sua sedia dove ha ricominciato a bere.
A questo punto Juan Carlos è esploso con un roboante "Nunca mas!" ( mai più)". E c'è da giurare che il Hannover a Madrid non lo si vedrà più per un bel pezzo amenoché non riesca in qualche modo a farsi perdonare. Ma in quale modo? E' ben difficile cercare un contatto con un re che ti cancella.
Altro gossip. Dov'erano i parenti scomodi? Non s'è visto, dicono, il bel Alessandro Lequio, cugino dello sposo e residente a Madrid. E mancava Brooke Shields, anche lei parente dello sposo. Con lei mancavano anche altre foglie del ramo Torlonia. Chiacchiere del giorno dopo. La più sensazionale però è stata accennata e quasi nascosta su "La Stampa", firmata dalla Chiara Beria d'Argentine. Vittorio Emanuele di Savoia ha preso a pugni Amedeo d'Aosta.
Prendo contatti con presenti all'evento - Amedeo si rifiuta di commentare- e mi giungono i dettagli. E' successo dopo le nozze e la cena alla Zarzuela offerta dalla regina Sofia per pochi parenti. Pochi si fa per dire, circa una cinquantina. Ma i parenti sarebbero anche molti di più.
Considerando che i cugini Savoia/Aosta si erano già incontrati e salutati all'albergo Palace, il principe Amedo ha pensato che, almeno ufficialmente, i dissensi tra di loro si fossero appianati; per questa ragione uscendo dalla Zarzuela Amedeo si è concesso una pacca sulla spalla di Vittorio - alla maniera di Juan Carlos che ama dare pacche sulle spalle- salutandolo con un cordiale: " Ciao Vittorio, ci vediamo" o qualcosa del genere.
Ma Vittorio aveva a sua volta bevuto parecchio, troppo, ed ha travisato quella cordialità. Si è dunque rigirato, gonfio e paonazzo, è immediatamente sbottato in una sequela di contumelie ed invettive, dopodiché, senza esitazioni, ha sferrato due pugni in faccia ad Amedeo che è caduto riverso nelle braccia di Anna Maria ex regina di Grecia e moglie del re Costantino (fratello della regina Sofia) con il naso sanguinante.
Accanto ad Amedeo c'erano sua moglie Silvia e la cugina Maria Cristina d'Aosta, splendido personaggio e grande signora in tutti i sensi, figlia di Amedeo l'eroe dell'Amba Alagi. Quest'ultima è rimasta di stucco forse più per le invettive contro il suo casato che per i pugni dati al cugino. Rialzatosi, Amedeo ha vistosamente allacciato le braccia dietro la schiena (per far rilevare la sua intenzione di non rispondere allo stesso modo) borbottando, rivolto a Maria Gabriella di Savoia e la sua ex cognata Anna di Borbone: "Ma Vittorio si rende conto almeno di dove ci troviamo?" Poi però è ricaduto ed è stata Anna Maria di Grecia a soccorrerlo amorevolmente tamponando il sangue con blocchetti di ghiaccio che altri ospiti e la stessa regina Sofia si sono fatti portare dalle regali cucine.
Evidentemente la signorilità di Amedeo non si può confrontare con l'arroganza plebea, da 'scaricatore di porto' si usava dire, di Vittorio. "Per fortuna non era armato!!" pare abbia esclamato una delle Altezze Reali presenti. Testimoni al fatto erano appunto una cinquantina di ospiti tutti appartenenti dalle principali famiglie Reali d'Europa.
Inutile la corsetta di Marina Doria la quale ,dopo aver ficcato il marito in macchina, è tornata per scusarsi con Amedeo. Le scuse andavano rivolte in primo luogo ai padroni di casa. Impensabile l'esibirsi con violenza e volgarità in un Palazzo Reale ed in una simile occasione, impensabile per chiunque ma non per il rappresentante della monarchia italiana, come ci dicono i nostri conduttori televisivi.
Non lo dicono i monarchici dell'Unione e della Consulta che hanno cancellato Vittorio a favore di Amedeo.- ora si capisce bene perché. Tale comportamento sarebbe da condannare anche in casa Rossi o Bianchi, insomma: una manifestazione da bettola che distingue ancora questo signore che non sa indossare il cognome che porta, nemmeno quando il suo passato, pieno di tali esternazioni, gli viene ufficialmente perdonato.
Di nuovo pare sia echeggiata l'esclamazione di Juan Carlos: "Nunca mas!" (mai più). Vittorio diventa dunque un altro probabile cancellato dalla lista di parenti da invitare. Inutile commentare quanto si commenta da sé. L'espressione allibita di Juan Carlos alle nozze del figlio si dev'essere accentuata nell'ossessivo pensiero: "Ma in che mondo viviamo? Dove stiamo andando a finire?" Così traduco quel che leggo sul suo volto in tivvù.
Quanto ad Amedeo d'Aosta risalta sempre di più la sua dignità e il suo saper portare il cognome che porta con decoro e autentica nobiltà . Tornando in Italia ha incontrato sull'aereo diversi giornalisti che desideravano intervistarlo sulle nozze. Nessun commento: Amedeo, che era seduto con la moglie in coda all'aereo, si è messo a ridere ed ha tagliato corto con una battuta: "Savoia in classe turistica e la stampa in business class!" Esattamente.
Questa la distinzione aristocratica che ha sempre favorito e privilegiato le immagini e la personalità degli Aosta-Savoia versus i Savoia. Per l'episodio di boxe vale il mormorio di una collega opinionista: " dobbiamo proprio sempre farci riconoscere come italiani di serie c?". Io dico: volendo no. Bruno Vespa perché non inviti gli Aosta qualche volta anziché sempre, ma proprio sempre, Alba Parietti e Marina Ripa di Meana che sono una merenda coi cavoli?
Dagospia 27 Maggio 2004
Leggo sui soliti tabloid inglesi alcuni appunti, sempre sul matrimonio spagnolo, ed ascolto le narrazioni di quanti vi hanno partecipato. Divertente il gossip su Ernst di Hannover che pare abbia fatto infuriare Juan Carlos. Dalla stampa britannica la dettagliata cronaca che riguardava l'assenza di Ernst di Hannover nella cattedrale dell'Almudena.
Pare si sia messo in vista in modo sgradito al ricevimento che ha preceduto il matrimonio gozzovigliando, bevendo e tracannando cibo come un vero unno al tempo degli antichi romani. Soprattutto con il brandy. Tanto che all'indomani non è riuscito a svegliarsi in tempo e nemmeno la consorte Carolina è riuscita a tirarlo fuori dal letto. Questa la ragione per cui è andata lei da sola ed è stata fotografata da sola.
Quello che invece mi giunge dal vivo è che Ernst quando si è ripreso, ossia si è svegliato, e si è accorto di aver mancato la cerimonia, ha pensato bene di vestirsi e correre all'appuntamento- in Spagna dicono 'buttato fuori dall'albergo a spintoni'- anche se in ritardo. Ma non poteva certo entrare da solo nella cattedrale a metà del rito. Poco male. Ha fatto spallucce ed ha ripreso le bevute interrotte alle tre del mattino. Si è poi fatto rivedere arrivando, anche qui in ritardo, alla colazione post-nozze.
Strafatto, barcollante, con la gambe allargate per non cadere, evidentemente più che alticcio, ha attraversato il salone gremito facendosi strada verso il tavolo dov'era seduta Carolina, il tutto appoggiandosi di quando in quando alle spalliere delle sedie nelle quali erano seduti sovrani ed ospiti vari con vaghi cenni di saluto, ed é infine crollato sulla sua sedia dove ha ricominciato a bere.
A questo punto Juan Carlos è esploso con un roboante "Nunca mas!" ( mai più)". E c'è da giurare che il Hannover a Madrid non lo si vedrà più per un bel pezzo amenoché non riesca in qualche modo a farsi perdonare. Ma in quale modo? E' ben difficile cercare un contatto con un re che ti cancella.
Altro gossip. Dov'erano i parenti scomodi? Non s'è visto, dicono, il bel Alessandro Lequio, cugino dello sposo e residente a Madrid. E mancava Brooke Shields, anche lei parente dello sposo. Con lei mancavano anche altre foglie del ramo Torlonia. Chiacchiere del giorno dopo. La più sensazionale però è stata accennata e quasi nascosta su "La Stampa", firmata dalla Chiara Beria d'Argentine. Vittorio Emanuele di Savoia ha preso a pugni Amedeo d'Aosta.
Prendo contatti con presenti all'evento - Amedeo si rifiuta di commentare- e mi giungono i dettagli. E' successo dopo le nozze e la cena alla Zarzuela offerta dalla regina Sofia per pochi parenti. Pochi si fa per dire, circa una cinquantina. Ma i parenti sarebbero anche molti di più.
Considerando che i cugini Savoia/Aosta si erano già incontrati e salutati all'albergo Palace, il principe Amedo ha pensato che, almeno ufficialmente, i dissensi tra di loro si fossero appianati; per questa ragione uscendo dalla Zarzuela Amedeo si è concesso una pacca sulla spalla di Vittorio - alla maniera di Juan Carlos che ama dare pacche sulle spalle- salutandolo con un cordiale: " Ciao Vittorio, ci vediamo" o qualcosa del genere.
Ma Vittorio aveva a sua volta bevuto parecchio, troppo, ed ha travisato quella cordialità. Si è dunque rigirato, gonfio e paonazzo, è immediatamente sbottato in una sequela di contumelie ed invettive, dopodiché, senza esitazioni, ha sferrato due pugni in faccia ad Amedeo che è caduto riverso nelle braccia di Anna Maria ex regina di Grecia e moglie del re Costantino (fratello della regina Sofia) con il naso sanguinante.
Accanto ad Amedeo c'erano sua moglie Silvia e la cugina Maria Cristina d'Aosta, splendido personaggio e grande signora in tutti i sensi, figlia di Amedeo l'eroe dell'Amba Alagi. Quest'ultima è rimasta di stucco forse più per le invettive contro il suo casato che per i pugni dati al cugino. Rialzatosi, Amedeo ha vistosamente allacciato le braccia dietro la schiena (per far rilevare la sua intenzione di non rispondere allo stesso modo) borbottando, rivolto a Maria Gabriella di Savoia e la sua ex cognata Anna di Borbone: "Ma Vittorio si rende conto almeno di dove ci troviamo?" Poi però è ricaduto ed è stata Anna Maria di Grecia a soccorrerlo amorevolmente tamponando il sangue con blocchetti di ghiaccio che altri ospiti e la stessa regina Sofia si sono fatti portare dalle regali cucine.
Evidentemente la signorilità di Amedeo non si può confrontare con l'arroganza plebea, da 'scaricatore di porto' si usava dire, di Vittorio. "Per fortuna non era armato!!" pare abbia esclamato una delle Altezze Reali presenti. Testimoni al fatto erano appunto una cinquantina di ospiti tutti appartenenti dalle principali famiglie Reali d'Europa.
Inutile la corsetta di Marina Doria la quale ,dopo aver ficcato il marito in macchina, è tornata per scusarsi con Amedeo. Le scuse andavano rivolte in primo luogo ai padroni di casa. Impensabile l'esibirsi con violenza e volgarità in un Palazzo Reale ed in una simile occasione, impensabile per chiunque ma non per il rappresentante della monarchia italiana, come ci dicono i nostri conduttori televisivi.
Non lo dicono i monarchici dell'Unione e della Consulta che hanno cancellato Vittorio a favore di Amedeo.- ora si capisce bene perché. Tale comportamento sarebbe da condannare anche in casa Rossi o Bianchi, insomma: una manifestazione da bettola che distingue ancora questo signore che non sa indossare il cognome che porta, nemmeno quando il suo passato, pieno di tali esternazioni, gli viene ufficialmente perdonato.
Di nuovo pare sia echeggiata l'esclamazione di Juan Carlos: "Nunca mas!" (mai più). Vittorio diventa dunque un altro probabile cancellato dalla lista di parenti da invitare. Inutile commentare quanto si commenta da sé. L'espressione allibita di Juan Carlos alle nozze del figlio si dev'essere accentuata nell'ossessivo pensiero: "Ma in che mondo viviamo? Dove stiamo andando a finire?" Così traduco quel che leggo sul suo volto in tivvù.
Quanto ad Amedeo d'Aosta risalta sempre di più la sua dignità e il suo saper portare il cognome che porta con decoro e autentica nobiltà . Tornando in Italia ha incontrato sull'aereo diversi giornalisti che desideravano intervistarlo sulle nozze. Nessun commento: Amedeo, che era seduto con la moglie in coda all'aereo, si è messo a ridere ed ha tagliato corto con una battuta: "Savoia in classe turistica e la stampa in business class!" Esattamente.
Questa la distinzione aristocratica che ha sempre favorito e privilegiato le immagini e la personalità degli Aosta-Savoia versus i Savoia. Per l'episodio di boxe vale il mormorio di una collega opinionista: " dobbiamo proprio sempre farci riconoscere come italiani di serie c?". Io dico: volendo no. Bruno Vespa perché non inviti gli Aosta qualche volta anziché sempre, ma proprio sempre, Alba Parietti e Marina Ripa di Meana che sono una merenda coi cavoli?
Dagospia 27 Maggio 2004