SOFFRITTO DI SOFRI - LE DICHIARAZIONI DI ERRI DE LUCA («PRIMA RESTITUITECI SOFRI E BOMPRESSI, POI DIREMO LA VERITÀ SUL CASO CALABRESI») ACCENDONO UNA RISSA CONTINUA E VIOLENTA TRA I LOBBYSTI DI LOTTA CONTINUA.
Da Il Riformista
Le dichiarazioni di Erri De Luca riportate dai giornali di ieri («Prima restituiteci Sofri e Bompressi, poi diremo la verità sul caso Calabresi») erano fatte apposta per riaccendere gli animi nel vasto mondo degli ex di Lotta continua.
Dice Paolo Liguori: «C'è una sola verità su Sofri, che Sofri è nel carcere di Pisa privato della libertà. Ci sono state numerose sentenze giudiziarie, tutto sommato meno dannose del chiacchiericcio sulla sua libertà che c'è stato prima durante e dopo. Premessa indispensabile per poter riparlare del caso Sofri, come ha detto De Luca, è che Sofri sia in libertà e in grado di farlo in prima persona. Dopo mille civili tentativi andati a male, chiunque gioca ancora con la persona di Sofri è una carogna».
E per lui è chiaro che non bisogna prendersela con De Luca, ma con chi lo usa.
Una chiarezza che forse è sfuggita a Vincino, che sul Foglio di ieri, peraltro silente, disegnava un omino davanti al carcere di Pisa che domanda al recluso: «Adriano, ma che gli hai fatto a Erri De Luca che ti vuole dentro per sempre? Non hai comprato un suo libro?».
Non solo. A pagina tre il vignettista (anch'egli a suo tempo militante di Lotta continua) dipinge un sobrio trittico intitolato «Miserabili 2004» con Sabina Guzzanti («un'attricetta dai pessimi autori di satira»), Giampiero Mughini («una comparsa tv tipo ex grande fratello»), Erri De Luca («un pistolero stanco che non ha mai fatto un solo giorno di galera dei tanti che si sarebbe meritato») e il seguente commento in calce: «Re che campano per tenere Sofri in galera qualche anno in più, contenti loro...».
Giampiero Mughini trae la conclusione che per Soffi non c'è nulla di peggio del «sofrismo», la posizione di chi dice che «a Lotta continua erano degli angeli. Lotta continua non era quell'accolita di gentiluomini che vogliono far credere ma un'organizzazione dell'estrema sinistra che ha sfiorato l'abisso, da cui molti si sono meritoriamente ritratti e contro cui hanno compiuto gesti di grandissima forza morale e certo Sofri è uno dei più grandi revisionisti di quella folle stagione».
Ciò non toglie però, per Mughini, che De Luca ha detto una cosa chiarissima: «Sappiamo chi lo ha fatto e prima o poi lo diremo». Dunque dal caso Sofri non si esce «gridando all'ingiustizia del secolo ma dicendo che è allucinante tenere in galera a trentadue anni dai fatti un uomo che non ha nulla ha che fare con l'eventuale colpevole di allora».
Quanto alla polemica che lo riguarda, respinge l'addebito, ma certo non si tira indietro. «Quel mentecatto di Vincino mi accusa di voler tenere Sofri in galera e non ha neppure letto sul Foglio, non su un giornale polacco, miei recentissimi articoli in cui è chiarissima la mia scelta per la clemenza nei confronti di Adriano. Probabilmente Vincino è in grado di disegnare figurette ma non di compitare sillabe».
Dagospia 04 Giugno 2004
Le dichiarazioni di Erri De Luca riportate dai giornali di ieri («Prima restituiteci Sofri e Bompressi, poi diremo la verità sul caso Calabresi») erano fatte apposta per riaccendere gli animi nel vasto mondo degli ex di Lotta continua.
Dice Paolo Liguori: «C'è una sola verità su Sofri, che Sofri è nel carcere di Pisa privato della libertà. Ci sono state numerose sentenze giudiziarie, tutto sommato meno dannose del chiacchiericcio sulla sua libertà che c'è stato prima durante e dopo. Premessa indispensabile per poter riparlare del caso Sofri, come ha detto De Luca, è che Sofri sia in libertà e in grado di farlo in prima persona. Dopo mille civili tentativi andati a male, chiunque gioca ancora con la persona di Sofri è una carogna».
E per lui è chiaro che non bisogna prendersela con De Luca, ma con chi lo usa.
Una chiarezza che forse è sfuggita a Vincino, che sul Foglio di ieri, peraltro silente, disegnava un omino davanti al carcere di Pisa che domanda al recluso: «Adriano, ma che gli hai fatto a Erri De Luca che ti vuole dentro per sempre? Non hai comprato un suo libro?».
Non solo. A pagina tre il vignettista (anch'egli a suo tempo militante di Lotta continua) dipinge un sobrio trittico intitolato «Miserabili 2004» con Sabina Guzzanti («un'attricetta dai pessimi autori di satira»), Giampiero Mughini («una comparsa tv tipo ex grande fratello»), Erri De Luca («un pistolero stanco che non ha mai fatto un solo giorno di galera dei tanti che si sarebbe meritato») e il seguente commento in calce: «Re che campano per tenere Sofri in galera qualche anno in più, contenti loro...».
Giampiero Mughini trae la conclusione che per Soffi non c'è nulla di peggio del «sofrismo», la posizione di chi dice che «a Lotta continua erano degli angeli. Lotta continua non era quell'accolita di gentiluomini che vogliono far credere ma un'organizzazione dell'estrema sinistra che ha sfiorato l'abisso, da cui molti si sono meritoriamente ritratti e contro cui hanno compiuto gesti di grandissima forza morale e certo Sofri è uno dei più grandi revisionisti di quella folle stagione».
Ciò non toglie però, per Mughini, che De Luca ha detto una cosa chiarissima: «Sappiamo chi lo ha fatto e prima o poi lo diremo». Dunque dal caso Sofri non si esce «gridando all'ingiustizia del secolo ma dicendo che è allucinante tenere in galera a trentadue anni dai fatti un uomo che non ha nulla ha che fare con l'eventuale colpevole di allora».
Quanto alla polemica che lo riguarda, respinge l'addebito, ma certo non si tira indietro. «Quel mentecatto di Vincino mi accusa di voler tenere Sofri in galera e non ha neppure letto sul Foglio, non su un giornale polacco, miei recentissimi articoli in cui è chiarissima la mia scelta per la clemenza nei confronti di Adriano. Probabilmente Vincino è in grado di disegnare figurette ma non di compitare sillabe».
Dagospia 04 Giugno 2004