MEDIA QUOTIDIANO - SILVIO A FINI: "RICORDATI CHE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SONO IO E NON TE" - ALEMANNO, L'AGRICOLO-STAR - GASPARRI: "NON SONO UN LACCHE' DI BERLUSCONI" - UN MINISTERO PER LA RUSSA - ANCORA MONTI - UDC, APPOGGIO ESTERNO?
Da Media Quotidiano (www.mediaquotidiano.it)
1 - FINI. La mattinata di ieri si è aperta con l'incontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il colloquio ha avuto punte molto aspre. Alle richieste pressanti del leader di Alleanza nazionale, il Cavaliere alla fine è sbottato rispondendo seccamente: "Ricordati che il presidente del Consiglio sono io e non te". Fini ha incassato, diventando gelido.
2 - BOCCHINO. Dentro Alleanza nazionale la ristrutturazione è partita martedì mattina, quando La Russa e Bocchino si sono incontrati al bar Giolitti vicino alla Camera per fare i conti, finendo a compatirsi l'un l'altro, con le mani nei capelli. La guerra tra le correnti ha un solo vincitore: il ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno, nemico interno proprio di La Russa. Alemanno ha sfiorato le trecentomila preferenze e si è dimostrato il candidato più brillante di Alleanza nazionale. La questione ora si pone con tutta la sua forza. E il riequilibrio interno diventa obbligato. Per questo Fini ha provato a fare la faccia feroce con Berlusconi. Per avere qualcosa in più da ridistribuire ai suoi. Ma il Cavaliere non intende premiare un partito che, anche se di poco, è arretrato rispetto alle politiche del 2001.
3 - GASPARRI. Uno degli sconfitti della corrente di maggioranza di Alleanza nazionale è il ministro Gasparri. Che con i suoi si sfoga: "Io per dieci anni sono rimasto sempre lo stesso: non ho mai cambiato il numero di cellulare, sono stato disponibile con tutti. Eppure ora persino la nostra base mi percepisce come un lacchè di Berlusconi. Basta. Sono disponibile a lasciare il governo. Voglio tornare ad occuparmi del partito". A qualcuno in An, ascoltate queste parole, sono subito brillati gli occhi.
4 - POSTI. Il quadro che viene disegnato, alla fine della riunione di ieri dell'ufficio politico di An, è il seguente: via La Russa da coordinatore del partito, dentro il ministro Matteoli in quel ruolo. La Russa avrebbe in cambio un ministero. Via dal governo anche Gasparri, che diventerebbe capogruppo alla Camera. Promozione in vista per Alemanno, che dal ministero dell'Agricoltura potrebbe passare alle Attività Produttive.
5 - COMMISSARI. Nella partita del rimpasto di governo entra anche la questione della nomina del nuovo commissario europeo. E' noto che Rocco Buttiglione puntava a quell'incarico, ma gli è stato negato. Anche Maurizio Gasparri aveva accarezzato il sogno di traslocare a Bruxelles, ma è stato bruscamente risvegliato. La sorpresa dell'ultimora è che il Cavaliere potrebbe indicare per quel ruolo l'ormai scomodo Tremonti. Una promozione che però saprebbe di rimozione. Alla fine, con ogni probabilità, il commissario italiano sarà ancora Mario Monti.
6 - SCUDI. Dalle parti dello scudo crociato sono in molti a sognare la promozione a ministri: da Mario Baccini (di cui abbiamo scritto ieri) a Cesare Curzi. Ma il fiuto politico sta dettando a Marco Follini una mossa a sorpresa che getterebbe nello sconforto i suoi, ma rilancerebbe il ruolo dell'Udc in termini decisivi: se il Cavaliere dovesse dimostrarsi troppo rigido nella trattativa, Follini sarebbe pronto a ritirare l'intera delegazione dal governo per limitarsi ad un appoggio esterno. Dalle parti di Forza Italia commentano caustici: "Lo vedete voi Giovanardi che si dimette da ministro?".
7 - CICCHITTO. Incassata una fiducia insperata da parte di Berlusconi, ora il vicecoordinatore di Forza Italia, Cicchitto, riprende coraggio e torna a telefonare ai giornalisti (ottenendo un invito a Ballarò per farsi male davanti alle telecamere con l'Udc Tabacci). L'ex socialista telefona a tutti, tranne che al suo nemico giurato: Vittorio Feltri. Non a caso il direttore dedica oggi al caso Cicchitto un suo pezzo su Libero in cui si chiede polemicamente come mai il Cavaliere non si sia liberato dei coordinatori nazionali di Forza Italia che hanno portato il partito al disastro.
8 - DALEMIANI. Volete tastare il polso dei dalemiani? Non si sbaglia mai se si chiede a Claudio Velardi che ieri, intervenendo ad un convegno organizzato dall'Osservatorio Grandangolo, ha affermato con estrema nettezza che la leadership di Prodi è in crisi irreversibile. Insieme a quella di Berlusconi, spiega l'editore del Riformista. Due decapitazioni con un voto solo.
Dagospia 17 Giugno 2004
1 - FINI. La mattinata di ieri si è aperta con l'incontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Il colloquio ha avuto punte molto aspre. Alle richieste pressanti del leader di Alleanza nazionale, il Cavaliere alla fine è sbottato rispondendo seccamente: "Ricordati che il presidente del Consiglio sono io e non te". Fini ha incassato, diventando gelido.
2 - BOCCHINO. Dentro Alleanza nazionale la ristrutturazione è partita martedì mattina, quando La Russa e Bocchino si sono incontrati al bar Giolitti vicino alla Camera per fare i conti, finendo a compatirsi l'un l'altro, con le mani nei capelli. La guerra tra le correnti ha un solo vincitore: il ministro dell'Agricoltura, Gianni Alemanno, nemico interno proprio di La Russa. Alemanno ha sfiorato le trecentomila preferenze e si è dimostrato il candidato più brillante di Alleanza nazionale. La questione ora si pone con tutta la sua forza. E il riequilibrio interno diventa obbligato. Per questo Fini ha provato a fare la faccia feroce con Berlusconi. Per avere qualcosa in più da ridistribuire ai suoi. Ma il Cavaliere non intende premiare un partito che, anche se di poco, è arretrato rispetto alle politiche del 2001.
3 - GASPARRI. Uno degli sconfitti della corrente di maggioranza di Alleanza nazionale è il ministro Gasparri. Che con i suoi si sfoga: "Io per dieci anni sono rimasto sempre lo stesso: non ho mai cambiato il numero di cellulare, sono stato disponibile con tutti. Eppure ora persino la nostra base mi percepisce come un lacchè di Berlusconi. Basta. Sono disponibile a lasciare il governo. Voglio tornare ad occuparmi del partito". A qualcuno in An, ascoltate queste parole, sono subito brillati gli occhi.
4 - POSTI. Il quadro che viene disegnato, alla fine della riunione di ieri dell'ufficio politico di An, è il seguente: via La Russa da coordinatore del partito, dentro il ministro Matteoli in quel ruolo. La Russa avrebbe in cambio un ministero. Via dal governo anche Gasparri, che diventerebbe capogruppo alla Camera. Promozione in vista per Alemanno, che dal ministero dell'Agricoltura potrebbe passare alle Attività Produttive.
5 - COMMISSARI. Nella partita del rimpasto di governo entra anche la questione della nomina del nuovo commissario europeo. E' noto che Rocco Buttiglione puntava a quell'incarico, ma gli è stato negato. Anche Maurizio Gasparri aveva accarezzato il sogno di traslocare a Bruxelles, ma è stato bruscamente risvegliato. La sorpresa dell'ultimora è che il Cavaliere potrebbe indicare per quel ruolo l'ormai scomodo Tremonti. Una promozione che però saprebbe di rimozione. Alla fine, con ogni probabilità, il commissario italiano sarà ancora Mario Monti.
6 - SCUDI. Dalle parti dello scudo crociato sono in molti a sognare la promozione a ministri: da Mario Baccini (di cui abbiamo scritto ieri) a Cesare Curzi. Ma il fiuto politico sta dettando a Marco Follini una mossa a sorpresa che getterebbe nello sconforto i suoi, ma rilancerebbe il ruolo dell'Udc in termini decisivi: se il Cavaliere dovesse dimostrarsi troppo rigido nella trattativa, Follini sarebbe pronto a ritirare l'intera delegazione dal governo per limitarsi ad un appoggio esterno. Dalle parti di Forza Italia commentano caustici: "Lo vedete voi Giovanardi che si dimette da ministro?".
7 - CICCHITTO. Incassata una fiducia insperata da parte di Berlusconi, ora il vicecoordinatore di Forza Italia, Cicchitto, riprende coraggio e torna a telefonare ai giornalisti (ottenendo un invito a Ballarò per farsi male davanti alle telecamere con l'Udc Tabacci). L'ex socialista telefona a tutti, tranne che al suo nemico giurato: Vittorio Feltri. Non a caso il direttore dedica oggi al caso Cicchitto un suo pezzo su Libero in cui si chiede polemicamente come mai il Cavaliere non si sia liberato dei coordinatori nazionali di Forza Italia che hanno portato il partito al disastro.
8 - DALEMIANI. Volete tastare il polso dei dalemiani? Non si sbaglia mai se si chiede a Claudio Velardi che ieri, intervenendo ad un convegno organizzato dall'Osservatorio Grandangolo, ha affermato con estrema nettezza che la leadership di Prodi è in crisi irreversibile. Insieme a quella di Berlusconi, spiega l'editore del Riformista. Due decapitazioni con un voto solo.
Dagospia 17 Giugno 2004