SOCIETÀ INFETTA, CALCIO MALATO - RIVERA PARLA: IL GIOCO È VELOCE IN BASE A COME CORRE IL PALLONE, NON IN BASE A COME CORRONO I GIOCATORI - PRODI? AVEVANO RAGIONE A PARAGONARLO A ORIALI: UN MEDIANO NON VINCE.

Roberto Cotroneo per l'Unità


Rivera, come vedi questa difficoltà di comunicazione tra stampa e nazionale di calcio, è una vecchia storia?
Ognuno difende il proprio mestiere, e difende il proprio mondo. Poi sai il carattere prende il sopravvento su tutto. E guarda che con gli aspetti caratteriali si scrive la storia.

Ma quanto è cambiato il rapporto tra calciatori e media rispetto ai tuoi tempi?
Intanto è cambiata la nostra società, quella con la S maiuscola. Non è che il calcio può estraniarsi da tutto il resto della società. Questo è un mondo che ha puntato tutto sul materialismo, sul tornaconto e sul potere. Il calcio è un'altra cosa da quando sono subentrati gli interessi economici in modo massiccio. C'è troppa gente che gira attorno al pallone.

Cioè?
Nel passato c'erano i dirigenti, gli allenatori, i massaggiatori, i medici, i giocatori, poi non ricordo nient'altro. Adesso è un'invasione di avvocati, di procuratori, di sponsor. Ognuno ha ritorni economici.

Però, poi, alla fine, la partita è sempre uguale.
Questa è l'unica cosa che difende il calcio dalle pressioni esterne.

Però poi le pressione esterne arrivano. Prendi Totti. Uno simpatico, autoironico, che si pubblica le barzellette per beneficenza. Che aspira al pallone d'oro. Scende in campo, e sputa al difensore. Come è possibile?
È sempre stato così. Oggi questi guadagnano 10 milioni di euro all'anno. Ai miei tempi erano 70 o 80 milioni di lire, che era una bella cifra, e corrispondevano a un buon stipendio. Tenendo conto che un ragazzo di 22 o 23 anni, facendo una vita normale guadagnava un decimo, tutto era proporzionato. Oggi, nel momento in cui si supera la soglia dell'accettabile, tutto il resto è completamente smisurato. E le reazioni sono conseguenti.

Compresa quella di Vieri?
Nel momento in cui c'è una tensione, il volo di una mosca ti fa imbestialire. Se uno è tranquillo anche il rombo di un cannone non lo scuote. Piuttosto io vedo ora critiche generalizzate su tutta la spedizione in Portogallo. Quando sono partiti qualcuno mi chiese se consideravo questa la nazionale più forte di sempre. Ora si dice l'opposto.

E per te questa era la nazionale più forte di tutti i tempi?
Negli ultimi decenni, potenzialmente, tutte le nostre nazionali erano in grado di vincere i campionati a cui partecipavano. Qui però nel giro di una settimana sono cambiati radicalmente i giudizi.

Tu che hai giocato ai massimi livelli per vent'anni, che sensazione hai a sentire parlare di moduli, di 4-4-2, di 4-5-1...
Non riesco ad appassionarmi a queste cose. Le tattiche si svolgono sul campo anche in base a come si muovono gli avversari. Una volta non c'era questo problema perché si giocava tutti allo stesso modo. Oggi giocano tutti un po' più a zona. Ognuno si inventa il modulo che preferisce, ma poi alla fine...

È vero che il calcio è più veloce e più agonistico rispetto agli anni in cui giocavate voi?
È più agonistico sicuramente. Che sia più veloce è tutto da dimostrare. Io contesto il fatto che il pallone corra di più. Per me il gioco è veloce in base a come corre il pallone, non in base a come corrono i giocatori.



Un po' di tempo fa hai dichiarato che non esistono più i numeri 10, i registi per intenderci, dei tempi in cui giocavi tu. Perché oggi i giocatori troppo creativi sono visti con sospetto?
Un giocatore creativo sconvolge gli allenatori. Un allenatore per essere padrone della squadra deve essere in grado di determinare lui le cose. Se invece le determinano i giocatori a loro non va bene.

Quanto può pesare il commissario tecnico in una nazionale di calciatori abituati agli schemi dei loro club?
Nessun allenatore incide sui calciatori già finiti. Può fare solo del male. È più importante in senso negativo, più che in senso positivo.

Quindi questa ossessività nei confronti di Trapattoni è esagerata...
Il tecnico dovrebbe fare in modo che ognuno si esprima secondo le proprie possibilità.

Però il tecnico convoca ed esclude. In Corea e in questo europeo Trapattoni non ha convocato Roberto Baggio: secondo un'altra vulgata che è diventato dogma, i giocatori "anziani" non possono giocare in questo calcio. Ma è vero?
Ci sono le spinte della società, gli sponsor... Ma i giocatori più bravi sono quelli che resistono di più negli anni. Anche se corrono un po' di meno, quando hanno la palla tra i piedi fanno paura. Quelli che corrono soltanto, quando rallentano, non servono più a niente.

Ma i giocatori della nazionale sono solo dei miliardari viziati che non mantengono le promesse oppure ragazzi non abbastanza strutturati per sopportare l'enorme pressione emotiva?
Sai qual è il problema? Dove c'è cultura non arriva il denaro. Il denaro arriva dove c'è la cultura del commercio, dove non ci vuole una grande cultura. E non ci vuole una grande intelligenza. Gira e gira ricadiamo nel problema di fondo.

Non c'è secondo te un tentativo disperato di trovare una teoria del calcio complessa, che deve nascondere il fatto che se uno gioca bene, di norma vince, e se gioca male, finisce che può perdere? Con le debite eccezioni, naturalmente.
È vero. Però bisognerebbe capire se si è disponibili a semplificare il tutto. Perché se c'è una mucca da mungere tutti si mettono attorno alle mammelle. E non bisogna dimenticare questa cosa. I giornali, i programmi televisivi, la pay tv, se tu non inventi un teoria del calcio, come la chiami tu, non arrivi al profitto. Alle fine quello che conta è il mercato.

Da calciatore, prima che da politico, cosa hai pensato quando la sinistra ha paragonato Romano Prodi al mediano Oriali. Tu come l'avresti presa?
Io mi sarei incazzato. Perché un mediano, per bravo che sia, non è quello che vince la partite. Ma forse avevano ragione a paragonarlo a Oriali...

Torniamo alle partite di calcio, quelle da vincere. Come vedi quella di domani (oggi per chi legge)?
Quale, quella dell'Italia? O Danimarca-Svezia? Penso che il problema sia Danimarca-Svezia...

Dai, credi che possano fare il 2-2 combinato per passare il turno?
E c'è da meravigliarsi?

Si può fare un 2-2 finto? Senza finire nella vergogna?
Non si capisce perché dovrebbero fare un altro risultato. Si riesce benissimo a costruire un 2-2 senza che sembri costruito. Detto questo noi dobbiamo battere, e bene, la Bulgaria.


Dagospia 22 Giugno 2004