"ECONOMY" - CHE FINE HA FATO IL 99,53% DEL PERUGIA DI GAUCCI IN PEGNO A CAPITALIA?- LAZIO IN GUERRA CONTRO BARALDI - GRANDI TAGLI A CONDE' NAST - TERNA, UNA TOMBOLA DA 12 MLN - VACANZE IN COLONIA CON TRONCHETTI.
Da Economy
1 - Che fine ha fato il 99,53% del Perugia di Luciano Gaucci in pegno a Capitalia? Scomparso, almeno dalle partecipazioni rilevanti in società non quotate riportate nel bilancio 2003 del gruppo bancario presieduto da Cesare Geronzi. Il pegno compariva già dal bilancio 1999 della Banca di Roma e poi era stato portato in dote a Capitalia nel 2002. Sulla vicenda, Capitalia mantiene il più stretto riserbo. Due le ipotesi: la partecipazione potrebbe essere stata ridotta sotto il 10% o dismessa.
2 - E' guerra giudiziaria tra la Lazio e l'ex amministratore delegato, Luca Baraldi. La nuova dirigenza contesta al manager la sua liquidazione pari a un importo netto di 1,1 milioni di euro. Il contratto di Baraldi prevedeva un premio del 5% se si fosse registrata una riduzione del 25% degli emolumenti netti dei calciatori della prima squadra. Obiettivo mancato, dicono alla Lazio, che ora vuole indietro i soldi e un risarcimento patrimoniale. In totale 2,1 milioni di euro. (Marco Liguori)
3 - Avvicendamento in vista ai vertici delle Fs. Secondo autorevoli indiscrezioni provenienti dall'interno del gruppo, al posto dell'attuale direttore generale, Francesco Forlenza, sta per arrivare Roberto Spingardi, capo del personale degli Aeroporti di Roma. Ex dirigente Alitalia, Fininvest e delle stesse Fs, Spingardi dovrebbe assumere anche la responsabilità delle relazioni esterne e delle risorse umane.
4 - Agli americani di Condé Nast non sono piaciute le ultime mosse della controllata italiana. E così si cambia strada, senza guardare in faccia nessuno. Per questo il presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi ha deciso di fare piazza pulita. Vittime della rivoluzione in atto nel gruppo editoriale tre vicepresidenti nonchè suoi stretti collaboratori: Paolo Romano, vice president Advertising development, Ercole Giammarco, pari grado al Corporate development, e Massimo Perrino, vice president Consumer market.
5 - Alessandro Volta e la sua pila valgono circa 12 milioni di euro. Secondo quanto risulta a Economy, è infatti questa la cifra investita dall'Enel di Paolo Scaroni per lanciare sul mercato Terna, la società delle reti ad alta tensione che ha debuttato con successo a Piazza Affari nei giorni scorsi. Testimonial della campagna pubblicitaria, curata dalla Saatchi&Saatchi, Alessandro Gassman nei panni dello scienziato che inventò la pila. (cris.ma.)
6 - Marco Tronchetti Provera si tuffa nel business del turismo. La controllata Pirelli Real Estate, guidata da Carlo Alessandro Puri Negri, ha comprato una «colonia», una di quelle volute da Benito Mussolini per la villeggiatura sulla Riviera romagnola. Un'operazione da circa 20 milioni di euro tra acquisto della proprietà e ristrutturazione di un complesso che può ospitare fino a 2 mila persone.
L'idea è quella di farne un soggiorno a cinque stelle per i turisti vip che transitano da Rimini a Riccione: un locale (Doppio Zero il brand scelto per il momento) per piatti d'alta cucina, un light club e un jazz club. Intanto, gli emissari di Pirelli Re stanno contattando diverse figure che ruotano attorno al mondo della notte riminese per la gestione delle attività serali. (a.m.)
7 - Sono rimaste in cinque le società in corsa per Cirio-DeRica, ovvero gli asset delle conserve che appartenevano all'impero di Sergio Cragnotti. Rispetto alla short list di sette aziende messa a punto dai commissari straordinari del gruppo, due società si sono già ritirate dalla gara, senza arrivare alla fase delle offerte vincolanti. Si tratta della multinazionale giapponese Mitsubishi, che era in lizza con la controllata inglese dei succhi di frutta, Princess, e della Aerre di Antonino Russo. Le due aziende finora avevano preferito restare nell'ombra.
Restano in gioco e accedono alla data room, cioè la fase di studio delle informazioni sui dati economico-finanziari, oltre a Divella, La Doria e Conserve Italia, il fondo Equinox e Todesco, gruppo di quattro imprenditori veneti riuniti intorno a una newco. Intanto, procede spedita la vendita dell'altro grande asset del gruppo Cirio, la Del Monte Foods. Sono già state presentate le offerte vincolanti e tra poco si saprà il nome del vincitore fra le tre aziende rimaste in gara: la Dole, la Del Monte Corporation e la Del Monte Fresh. (s.r.)
Dagospia 02 Luglio 2004
1 - Che fine ha fato il 99,53% del Perugia di Luciano Gaucci in pegno a Capitalia? Scomparso, almeno dalle partecipazioni rilevanti in società non quotate riportate nel bilancio 2003 del gruppo bancario presieduto da Cesare Geronzi. Il pegno compariva già dal bilancio 1999 della Banca di Roma e poi era stato portato in dote a Capitalia nel 2002. Sulla vicenda, Capitalia mantiene il più stretto riserbo. Due le ipotesi: la partecipazione potrebbe essere stata ridotta sotto il 10% o dismessa.
2 - E' guerra giudiziaria tra la Lazio e l'ex amministratore delegato, Luca Baraldi. La nuova dirigenza contesta al manager la sua liquidazione pari a un importo netto di 1,1 milioni di euro. Il contratto di Baraldi prevedeva un premio del 5% se si fosse registrata una riduzione del 25% degli emolumenti netti dei calciatori della prima squadra. Obiettivo mancato, dicono alla Lazio, che ora vuole indietro i soldi e un risarcimento patrimoniale. In totale 2,1 milioni di euro. (Marco Liguori)
3 - Avvicendamento in vista ai vertici delle Fs. Secondo autorevoli indiscrezioni provenienti dall'interno del gruppo, al posto dell'attuale direttore generale, Francesco Forlenza, sta per arrivare Roberto Spingardi, capo del personale degli Aeroporti di Roma. Ex dirigente Alitalia, Fininvest e delle stesse Fs, Spingardi dovrebbe assumere anche la responsabilità delle relazioni esterne e delle risorse umane.
4 - Agli americani di Condé Nast non sono piaciute le ultime mosse della controllata italiana. E così si cambia strada, senza guardare in faccia nessuno. Per questo il presidente e amministratore delegato Giampaolo Grandi ha deciso di fare piazza pulita. Vittime della rivoluzione in atto nel gruppo editoriale tre vicepresidenti nonchè suoi stretti collaboratori: Paolo Romano, vice president Advertising development, Ercole Giammarco, pari grado al Corporate development, e Massimo Perrino, vice president Consumer market.
5 - Alessandro Volta e la sua pila valgono circa 12 milioni di euro. Secondo quanto risulta a Economy, è infatti questa la cifra investita dall'Enel di Paolo Scaroni per lanciare sul mercato Terna, la società delle reti ad alta tensione che ha debuttato con successo a Piazza Affari nei giorni scorsi. Testimonial della campagna pubblicitaria, curata dalla Saatchi&Saatchi, Alessandro Gassman nei panni dello scienziato che inventò la pila. (cris.ma.)
6 - Marco Tronchetti Provera si tuffa nel business del turismo. La controllata Pirelli Real Estate, guidata da Carlo Alessandro Puri Negri, ha comprato una «colonia», una di quelle volute da Benito Mussolini per la villeggiatura sulla Riviera romagnola. Un'operazione da circa 20 milioni di euro tra acquisto della proprietà e ristrutturazione di un complesso che può ospitare fino a 2 mila persone.
L'idea è quella di farne un soggiorno a cinque stelle per i turisti vip che transitano da Rimini a Riccione: un locale (Doppio Zero il brand scelto per il momento) per piatti d'alta cucina, un light club e un jazz club. Intanto, gli emissari di Pirelli Re stanno contattando diverse figure che ruotano attorno al mondo della notte riminese per la gestione delle attività serali. (a.m.)
7 - Sono rimaste in cinque le società in corsa per Cirio-DeRica, ovvero gli asset delle conserve che appartenevano all'impero di Sergio Cragnotti. Rispetto alla short list di sette aziende messa a punto dai commissari straordinari del gruppo, due società si sono già ritirate dalla gara, senza arrivare alla fase delle offerte vincolanti. Si tratta della multinazionale giapponese Mitsubishi, che era in lizza con la controllata inglese dei succhi di frutta, Princess, e della Aerre di Antonino Russo. Le due aziende finora avevano preferito restare nell'ombra.
Restano in gioco e accedono alla data room, cioè la fase di studio delle informazioni sui dati economico-finanziari, oltre a Divella, La Doria e Conserve Italia, il fondo Equinox e Todesco, gruppo di quattro imprenditori veneti riuniti intorno a una newco. Intanto, procede spedita la vendita dell'altro grande asset del gruppo Cirio, la Del Monte Foods. Sono già state presentate le offerte vincolanti e tra poco si saprà il nome del vincitore fra le tre aziende rimaste in gara: la Dole, la Del Monte Corporation e la Del Monte Fresh. (s.r.)
Dagospia 02 Luglio 2004