LUCHINO HA UN LINGOTTO SULLO STOMACO
A FINE ANNO MONTEPREZZEMOLO LASCIA IL TIMONE FIAT A YAKY ELKANN?
TELELOMBARIA ALLA RCS - COLAO FA LA MOSSA: ARRIVA MONICA POSSA
A FINE ANNO MONTEPREZZEMOLO LASCIA IL TIMONE FIAT A YAKY ELKANN?
TELELOMBARIA ALLA RCS - COLAO FA LA MOSSA: ARRIVA MONICA POSSA
Lunedì 19 luglio (S.Simmaco):
Parto per il ritiro spirituale nell'Abbazia di Chiaravalle portandomi dietro il pesante tomo (626 pagine) scritto da Franco Briatico "Ascesa e declino del capitale pubblico italiano" edito da Il Mulino. Scorrendo l'indice dei nomi scopro di essere menzionato ben 59 volte. Superato in questa classifica citazionista soltanto da quel birba di Eugenio Cefis di cui Briatico è stato assistente all'Eni.
Ps. Ricordarsi di far dono del volume all'ex socio di Giancarlo Parretti, il "minutante" Florio Fiorini.
Martedì 20 luglio (S.Elia):
Chiedere a Roberto Guido Vitale se nei prossimi giorni TeleLombardia di Sandro Parenzo entrerà a far parte dell'Rcs Media Group. La firma sul contratto di vendita è prevista nell'ultima settimana di luglio. Cosa buona e giusta per il centro-sinistra avere a disposizione una emittente ben frequentata per l'elezione - che si prefigura agitata - del nuovo sindaco di Milano.
Mercoledì 21 luglio (S.Lorenzo da Brindisi):
Il "Colao Meravigliao" comincia a colpire e a piazzare le sue pedine. Monica Possa, direttore risorse umane di Vodafone, sarà il nuovo capo del personale del Gruppo RCS. La "Monica", che arriverà in agosto, ha fama di donna dura, dotata di tutti gli attributi necessari per sfoltire la foresta Rizzoli.
Giovedì 22 luglio (S.Maria Maddalena):
Da oltre dieci anni il tiranno dell'ateneo di Perugia, Ernesto Nostradamus Della Loggia, tenta di animare il dibattito politico sulla prima pagina del Corrierone. Purtroppo le sue analisi fanno impazzire soltanto gli amici della parrocchietta (intellettuale) animata da don Paolino Mieli. Ai più, invece, delle sortite loggiane non frega nulla. Ora anche il Foglio di Giuliano Ferrara segnala (per vie traverse) che "non è decollato" neppure l'ultimo editoriale di Ernestino sulla destra impossibile. Della serie: Sorci (di biblioteca) senza le ali.
Venerdì 23 luglio (S.Brigida):
Alla "Capannuccia" di Ansedonia il giovane e irrequieto leader dell'Udc, Marco Follini, ha chiesto all'ex direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, se il bravo e onesto Ferruccio de Bortoli sarebbe un buon candidato per la presidenza della nuova Rai. La risposta è stata dorotea, cioè affermativa. (Ma il giovine Casini ha un solo candidato per la prima poltrona di viale Mazzini: il fidato Marco Staderini).
Sabato 24 luglio (S.Cristina):
Compilo la lista dei libri da regalare per l'estate. A Carlito Rossella: "O: The Intimate History of the Orgasm" di Jonathan Margolis (Century); a Giggetto Marzullo e al senatore di Forza Italia, Renato Schifani: "Manuale del leccaculo" di Richard Stengel (Fazi editore); allo storico (con vitalizio Fiat) Paolino Mieli: "The shield of Achilles" di Philip Bobbitt (Penguin Book); a Roberto D'Agostino: "Scadal, A Scurrilous History of Gossip" di Roger Wilkes (Atlatic Book); a Giovanni Paolo II e Vittorio Messori: "Tendenza Veronica" di Maria Latella (Rizzoli); a Pigi Battista "Masturbation, The History of a Great Terror" di Jean Stengers e Anne Neck (Palgrave)...
Domenica 25 luglio (S.Giacomo):
Dopo aver leggiucchiato in ritardo su Vanity Fair (edizione italiana) l'intervista di Giovannino Malagò sul suo compagno di bagnarola Luchino di Monteparioli mi vengono i brividi ai pollici dei piedi nel sapere che toccherà proprio a lui, l'ex ragazzo spazzola dell'Avvocato, affrontare i guai autunnali della Fiat. Almeno fino al prossimo dicembre.
Negli ambienti torinese circola infatti una voce che ha del clamoroso: l'ex fidanzato della Fenech avrebbe intenzione alla fine del 2004 di rinunciare alla presidenza Fiat. Per almeno tre motivi. Intanto la mole degli impegni confindustriali è tale che gli impedisce di seguire da vicino il Lingotto. Costringendolo poi a sdoppiarsi - sia come capo degli imprenditori, sia come presidente Fiat - ma l'interlocutore è sempre lo stesso: il sindacato.
Oltre allo sdoppiamento d'interessi, il ragazzo di Maranello si toglie una spina dal fianco: Montezemolo - che ha sempre aborrito la silhouette del "loser" - è spaventato dai conti della Fiat. Che ha posposto il raggiungimento del pareggio del settore Auto al 2005 anziché al 2004, come preventivato dal piano Morchio.
Infine, c'è una oggettività difficoltà a capirsi tra l'erede naturale John Jakob Elkann e Monteprezzemolo. Hanno due stili molto diversi che fanno fatica a trovarsi - il primo è lento e profondo, il secondo è veloce e superficiale. Una diversità che non può non innescare differenza di vedute.
Non basta. La decisione di lasciare il Lingotto traspariva limpida in una recente intervista rilasciata ad Alan Cowell, corrispondente del New York Times. Una volta ringraziati gli Agnelli ("Mi sarebbe stato impossibile dire di no a una famiglia alla quale sono stato vicino fin da quando avevo 18 anni"), Luchino ha confessato: "Quello che cerco di fare, insieme a Sergio Marchionne, è di far crescere John". E salvare la sua pelle (delicata).
Ecco perché dopo l'euforia iniziale, il presidente-multiplex (Fiat-Ferrari-Maserati-Confindustria-Fiera di Bologna) ha smesso di regalare sorrisi ai suoi amichetti della Razza Volpona e ai compagnucci della sinistra. Gli stessi che avevano criticato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, per essersi alzato in fretta dal tavolo (truccato) della concertazione.
Ps. Causa impegni assai più urgenti e drammatici di Luchino, chiedere al bel Marco Tronchetti Provera se è riuscito a mettere a punto la nomina di Antonio Calabrò al "Sole 24 Ore" e quella di Lamberto Sposini a La7. Per la sostituzione di Stefano Folli il via libera a Mr.Pirelli arriverà alla fine dell'anno. Dopo le elezioni presidenziali Usa.
Pss. Il curatore di questo Journal va in ritiro spirituale. Ma il Padreterno si è rifiutato di sostituirlo.
(a cura di Tina A.Commotrix)
Dagospia 26 Luglio 2004
Parto per il ritiro spirituale nell'Abbazia di Chiaravalle portandomi dietro il pesante tomo (626 pagine) scritto da Franco Briatico "Ascesa e declino del capitale pubblico italiano" edito da Il Mulino. Scorrendo l'indice dei nomi scopro di essere menzionato ben 59 volte. Superato in questa classifica citazionista soltanto da quel birba di Eugenio Cefis di cui Briatico è stato assistente all'Eni.
Ps. Ricordarsi di far dono del volume all'ex socio di Giancarlo Parretti, il "minutante" Florio Fiorini.
Martedì 20 luglio (S.Elia):
Chiedere a Roberto Guido Vitale se nei prossimi giorni TeleLombardia di Sandro Parenzo entrerà a far parte dell'Rcs Media Group. La firma sul contratto di vendita è prevista nell'ultima settimana di luglio. Cosa buona e giusta per il centro-sinistra avere a disposizione una emittente ben frequentata per l'elezione - che si prefigura agitata - del nuovo sindaco di Milano.
Mercoledì 21 luglio (S.Lorenzo da Brindisi):
Il "Colao Meravigliao" comincia a colpire e a piazzare le sue pedine. Monica Possa, direttore risorse umane di Vodafone, sarà il nuovo capo del personale del Gruppo RCS. La "Monica", che arriverà in agosto, ha fama di donna dura, dotata di tutti gli attributi necessari per sfoltire la foresta Rizzoli.
Giovedì 22 luglio (S.Maria Maddalena):
Da oltre dieci anni il tiranno dell'ateneo di Perugia, Ernesto Nostradamus Della Loggia, tenta di animare il dibattito politico sulla prima pagina del Corrierone. Purtroppo le sue analisi fanno impazzire soltanto gli amici della parrocchietta (intellettuale) animata da don Paolino Mieli. Ai più, invece, delle sortite loggiane non frega nulla. Ora anche il Foglio di Giuliano Ferrara segnala (per vie traverse) che "non è decollato" neppure l'ultimo editoriale di Ernestino sulla destra impossibile. Della serie: Sorci (di biblioteca) senza le ali.
Venerdì 23 luglio (S.Brigida):
Alla "Capannuccia" di Ansedonia il giovane e irrequieto leader dell'Udc, Marco Follini, ha chiesto all'ex direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, se il bravo e onesto Ferruccio de Bortoli sarebbe un buon candidato per la presidenza della nuova Rai. La risposta è stata dorotea, cioè affermativa. (Ma il giovine Casini ha un solo candidato per la prima poltrona di viale Mazzini: il fidato Marco Staderini).
Sabato 24 luglio (S.Cristina):
Compilo la lista dei libri da regalare per l'estate. A Carlito Rossella: "O: The Intimate History of the Orgasm" di Jonathan Margolis (Century); a Giggetto Marzullo e al senatore di Forza Italia, Renato Schifani: "Manuale del leccaculo" di Richard Stengel (Fazi editore); allo storico (con vitalizio Fiat) Paolino Mieli: "The shield of Achilles" di Philip Bobbitt (Penguin Book); a Roberto D'Agostino: "Scadal, A Scurrilous History of Gossip" di Roger Wilkes (Atlatic Book); a Giovanni Paolo II e Vittorio Messori: "Tendenza Veronica" di Maria Latella (Rizzoli); a Pigi Battista "Masturbation, The History of a Great Terror" di Jean Stengers e Anne Neck (Palgrave)...
Domenica 25 luglio (S.Giacomo):
Dopo aver leggiucchiato in ritardo su Vanity Fair (edizione italiana) l'intervista di Giovannino Malagò sul suo compagno di bagnarola Luchino di Monteparioli mi vengono i brividi ai pollici dei piedi nel sapere che toccherà proprio a lui, l'ex ragazzo spazzola dell'Avvocato, affrontare i guai autunnali della Fiat. Almeno fino al prossimo dicembre.
Negli ambienti torinese circola infatti una voce che ha del clamoroso: l'ex fidanzato della Fenech avrebbe intenzione alla fine del 2004 di rinunciare alla presidenza Fiat. Per almeno tre motivi. Intanto la mole degli impegni confindustriali è tale che gli impedisce di seguire da vicino il Lingotto. Costringendolo poi a sdoppiarsi - sia come capo degli imprenditori, sia come presidente Fiat - ma l'interlocutore è sempre lo stesso: il sindacato.
Oltre allo sdoppiamento d'interessi, il ragazzo di Maranello si toglie una spina dal fianco: Montezemolo - che ha sempre aborrito la silhouette del "loser" - è spaventato dai conti della Fiat. Che ha posposto il raggiungimento del pareggio del settore Auto al 2005 anziché al 2004, come preventivato dal piano Morchio.
Infine, c'è una oggettività difficoltà a capirsi tra l'erede naturale John Jakob Elkann e Monteprezzemolo. Hanno due stili molto diversi che fanno fatica a trovarsi - il primo è lento e profondo, il secondo è veloce e superficiale. Una diversità che non può non innescare differenza di vedute.
Non basta. La decisione di lasciare il Lingotto traspariva limpida in una recente intervista rilasciata ad Alan Cowell, corrispondente del New York Times. Una volta ringraziati gli Agnelli ("Mi sarebbe stato impossibile dire di no a una famiglia alla quale sono stato vicino fin da quando avevo 18 anni"), Luchino ha confessato: "Quello che cerco di fare, insieme a Sergio Marchionne, è di far crescere John". E salvare la sua pelle (delicata).
Ecco perché dopo l'euforia iniziale, il presidente-multiplex (Fiat-Ferrari-Maserati-Confindustria-Fiera di Bologna) ha smesso di regalare sorrisi ai suoi amichetti della Razza Volpona e ai compagnucci della sinistra. Gli stessi che avevano criticato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, per essersi alzato in fretta dal tavolo (truccato) della concertazione.
Ps. Causa impegni assai più urgenti e drammatici di Luchino, chiedere al bel Marco Tronchetti Provera se è riuscito a mettere a punto la nomina di Antonio Calabrò al "Sole 24 Ore" e quella di Lamberto Sposini a La7. Per la sostituzione di Stefano Folli il via libera a Mr.Pirelli arriverà alla fine dell'anno. Dopo le elezioni presidenziali Usa.
Pss. Il curatore di questo Journal va in ritiro spirituale. Ma il Padreterno si è rifiutato di sostituirlo.
(a cura di Tina A.Commotrix)
Dagospia 26 Luglio 2004